Attenzione alle proprie foto postate in Rete

SelfieScattare foto e pubblicarle in rete è pericoloso. Questo è quello che sostiene una ricerca, svolta da alcuni esperti di informatica, secondo la quale fotografare e fare selfie, posizionando le dita a “V”, potrebbe mettere il pericolo la propria privacy e non solo.

L'avvertimento degli esperti è palese: non è solo la nostra privacy ad essere in pericolo bensì anche la nostra economia. Nel caso in cui ci venissero rubate le nostre impronte digitali potrebbero iniziare i nostri guai, come ritrovarsi con contratti firmati e con le nostre password clonate.

A sostenere questo pericolo è un team di ricercatori giapponesi del National Institute of Informatics (NII). Essi hanno dimostrato che esiste la possibilità di rubare le impronte digitali da una foto pubblicata su Internet.

Bisogna tenere conto – spiegano i ricercatori – che con il tempo la tecnologia ha fatto passi da gigante. I sensori fotografici degli smartphone di ultima generazione sono molto sofisticati: essi riescono a scansionare molto bene le impronte digitali delle dita inquadrate, fino a 3 metri di distanza.

Gli studiosi consigliano di non esporre mai le proprie dita, posizionate a “V”, davanti all'obiettivo, anche se si è distanti da chi ci fotografa con lo smartphone.

Nel momento in cui postiamo una foto su Internet non abbiamo più alcun suo controllo visto che essa può duplicarsi e finire nei server ubicati in qualsiasi parte del mondo. Se questa foto poi viene rintracciata da un "ladro d'identità" per quest'ultimo sarà molto facile estrapolare le vostre impronte digitali, soprattutto se la foto è stata postata ad alta risoluzione.

Bisognerebbe imparare a non dare molta retta a tutti coloro che ci vogliono far credere che la tecnologia, che ci protegge dalle truffe informatiche, è infallibile. A questo punto sarebbe da domandarsi: se la tecnologia contro le truffe informatiche è così avanzata come mai le frodi sono in costante aumento in tutto il mondo?

L'autenticazione biometrica, da qualche anno, può essere bypassata con molta facilità. Nel 2013 i membri del Chaos Computer Club tedesco violarono lo scanner di impronta dell'iPhone 5S, trasferendo l'impronta del proprietario su una sottile striscia di lattice. Nel 2015 alcuni esperti di FireEye avevano creato un malware per bypassare il sensore di impronta dello smartphone Galaxy S5. Alla fine del 2014, nel corso di una conferenza sulla sicurezza informatica, degli hacker ricostruirono l'impronta digitale del ministro della difesa tedesco. La ricostruzione fu fatta partendo da diverse foto scattate ad alta risoluzione in cui era inquadrata la sua mano.

Per gli esperti rimane ancora molto sicura la vecchia ed amata password. Si considera password sicura quella abbastanza lunga, avente anche caratteri maiuscoli e caratteri speciali.

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