Archive - 2017

Dicembre 9th

Internet e il World Wide Web

InternetC’era una volta il World Wide Web, nella testa del suo inventore, Tim Berner’s Lee. Un uomo a cui non importava molto della tecnologia in sé e per sé, quanto della possibilità di mettere in contatto istantaneamente uomini, risorse e conoscenze distanti nel tempo e nello spazio, senza mediazioni.

Il World Wide Web si fonda su un’idea ancora più anarchica: Internet. La rete delle reti è una tecnologia, sviluppata in ambito governativo militare, nata per garantire un sistema di comunicazioni che fosse tollerante alle interruzioni. Si basa infatti su un protocollo (il cosiddetto TCP/IP) che consente di smistare i dati su canali diversi, calcolando da sé il percorso migliore per giungere lo stesso a destinazione nonostante, ad esempio, il nemico abbia distrutto un collegamento fisico.

Due tecnologie, il World Wide Web e il TCP/IP, che hanno rivoluzionato il mondo, consentendo dapprima una crescita esponenziale della condivisione di documenti e studi in ambito universitario, e poi ponendo le basi per un nuovo Rinascimento fatto di condivisione, disintermediazione, scrittura collaborativa, consapevolezza aumentata.

Internet e il World Wide Web hanno reso obsoleto il vecchio mondo piramidale, basato su precise strutture di intermediazione tra informazioni, merci, potere.

Dicembre 8th

Impianti cerebrali per i disturbi dell’umore testati su persone

Impianti cerebraliRicerche finanziate dall’esercito degli Stati Uniti stanno sviluppando applicazioni per registrare l’attività neuronale e stimolare automaticamente il cervello per curare le malattie mentali.

Impianti cerebrali che rilasciano impulsi elettrici sintonizzati con i sentimenti e i comportamenti della persona si stanno testando sulle persone per la prima volta. Due squadre di ricerca finanziate dal ramo di ricerca dell’esercito degli Stati Uniti, la DARPA, hanno iniziato prove preliminari di impianti cerebrali che usano algoritmi per individuare andamenti associati a disturbi dell’umore. Questi macchinari possono riportare il cervello a uno stato di benessere tramite una scossa che ha origine autonoma.

Il lavoro, presentato a metà novembre al meeting della Society for Neuroscience (SfN) a Washington DC, potrebbe portare a una cura per le malattie mentali più gravi che resistono alle cure odierne. Allo stesso tempo, però, suscita preoccupazioni di livello etico, perché questi impianti darebbero ai ricercatori un accesso diretto alle sensazioni dei pazienti in tempo reale.

L’approccio è conosciuto come stimolazione profonda del cervello ed è utilizzato per guarire disordini come il morbo di Parkinson, mentre ha avuto meno successo contro i disturbi dell’umore. Indizi più recenti suggeriscono che una costante stimolazione di una certa regione cerebrale potrebbe dare sollievo dalla depressione cronica, ma uno studio più vasto che ha coinvolto 90 persone che soffrono di depressione, dopo un anno di trattamento, non ha sottolineato nessun miglioramento.

Dicembre 7th

I cicli naturali del sonno vanno rispettati

SonnoUna ricerca americana definisce i danni prodotti da un sonno rem troppo breve. "Siamo attenti a tante attività che ci sembrano utili per il nostro benessere e non ci concentriamo sul sonno"

“Perdi i tuoi sogni e perderai la tua mente”, non è solo una frase di una canzone dei Rolling Stones, ma esattamente ciò che ci potrebbe succedere se smettessimo di sognare.

I fattori che contribuisco a bloccare i nostri sogni sono molti, spiega Rubin Naiman, psicologo dell’Università dell’Arizona, nel suo studio ‘Dreamless: the silent epidemic of REM sleep loss’.

Ad incidere sono lo stile di vita, l’insonnia, l’uso di alcune sostanze come alcool e droga, ma anche il fatto che non si è ben consapevoli di quanto i sogni siano importanti per la nostra salute fisica e psicologica.

“Pensiamo troppo poco ai sogni che facciamo”

Siamo troppo spesso portati a pensare poco ai sogni che facciamo, “in pochi - spiega Naiman - si sforzano di ricordare i propri sogni da svegli e ancora di meno sono le persone che pensano che i sogni possano avere una qualche importanza nella vita reale”.

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