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Marzo 15th, 2019

Un mondo con decine di milioni di schiavi

Le vittime di lavoro forzato sono circa 25 milioni, quelle dei matrimoni imposti quasi 15 milioni e mezzo. La zona con più schiavi è l'Africa

La maggior parte dei nuovi schiavi sono donne e bambini.

Le vittime di lavoro forzato sono circa 25 milioni, quelle dei matrimoni imposti quasi 15 milioni e mezzo. La zona più colpita è l'Africa. La denuncia arriva dal nuovo report di Organizzazione internazionale del lavoro e Walk Free Foundation.

Questo articolo è stato pubblicato nel mese di settembre 2017. Da allora la situazione è peggiorata !

La schiavitù non è un retaggio del passato, ma una condizione che interessa oltre 40,3 milioni di persone al mondo, in modo particolare donne e ragazze (il 71% del totale) e bambini (uno schiavo su quattro ha meno di 18 anni). Complessivamente, il 62% è vittima di lavori forzati, mentre il 38% di matrimoni imposti (dati 2016).

Ieri come oggi, la schiavitù è una condizione che interessa soprattutto l’Africa, dove 7,6 persone su 1.000 sono costrette a lavori forzati, sono vittima di tratta o sfruttamento, sono costrette a prostituirsi o a sposarsi contro la propria volontà.

Ma le moderne schiavitù riguardano tutte le aree del mondo. Non è esente l’Asia, dove si concentra il maggior numero di schiavi in termini assoluti (circa 25 milioni, il 62% del totale) e nemmeno la regione formata da Europa e Asia centrale, dove l’incidenza è di 3,9 ogni 1.000 abitanti.

La scarsità di dati a disposizione in alcune regioni del mondo (ad esempio l’America Latina o i Paesi arabi) non permette di valutare correttamente le dimensioni della schiavitù moderna. I cui numeri – elencati nel rapporto “Global estimates of modern slavery” (Stime globali della schiavitù moderna) – restano drammaticamente elevati e, molto probabilmente, sottostimati. Il report (1) è stato realizzato da Organizzazione internazionale del lavoro e Walk Free Foundation, con la collaborazione dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim).

Marzo 14th

Riciclo perfetto e CO2 pura dai rifiuti organici

Ridurre i gas serra in atmosfera, attraverso il riciclo, è una delle sfide più importanti nella lotta contro il riscaldamento globale

Nel processo di riciclo i rifiuti organici vengono convertiti in biogas come fonte di energia rinnovabile.

Un team di ricerca dell'Istituto per la tecnologia delle membrane del Cnr ha dimostrato per la prima volta che da rifiuti organici si può ottenere in un unico processo, metano come fonte di energia rinnovabile e anidride carbonica in forma pura per uso industriale ed alimentare. Lo studio è stato pubblicato su Energy & Environmental Science e la tecnologia oggi è già applicata in un impianto in Lombardia, primo del suo genere in Europa

Grazie a un progetto italiano da oggi è possibile ottenere dai rifiuti organici in un unico processo metano come fonte di energia rinnovabile e CO2 in forma pura per uso industriale ed alimentare. A dimostrarlo è un team di ricercatori dell'Istituto per la tecnologia delle membrane del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Itm) di Rende (Cs), in collaborazione con l'azienda Tecno Project Industriale S.r.l, che ha descritto il metodo sulla rivista Energy & Environmental Science. (1)

"Ridurre i gas serra in atmosfera è una delle sfide più importanti nella lotta contro il riscaldamento globale", spiega John Jansen, responsabile del gruppo di ricerca sulle membrane polimeriche per la separazione di gas del Cnr-Itm. "Le possibilità per realizzare questo obiettivo sono fondamentalmente due: l'utilizzo di energia rinnovabile per sostituire quella prodotta con i combustibili fossili, e il recupero e successivo stoccaggio o riutilizzo della CO2, il principale gas serra prodotto dalle attività umane.

Finora non era mai stato realizzato contemporaneamente in un unico processo, obiettivo invece raggiunto con la collaborazione tra Cnr e Tecno Project Industriale. Nel processo, rifiuti organici vengono convertiti in biogas come fonte di energia rinnovabile. Allo stesso tempo, membrane – una sorta di filtri estremamente fini – separano e purificano l'anidride carbonica per successivo utilizzo".

L'innovativa metodologia è stata applicata a livello industriale presso la Montello S.p.a., nell'omonimo comune in provincia di Bergamo, dove la frazione organica dei rifiuti solidi urbani della Lombardia viene trasformata in biogas. "Il biogas, normalmente usato come combustibile per riscaldamento o per produrre energia elettrica, contiene principalmente metano e circa il 35% di CO2.

Marzo 13th

Mini ghepardo è il primo robot quadrupede che fa le capriole

Il nuovo mini robot ghepardo è elastico e leggero. Può esibirsi, con estrema scioltezza, in una gamma molto ampia di movimenti

Per gli sviluppatori il design leggero e ad alta potenza di questo robot rappresenta la piattaforma perfetta per condividere e giocare.

Il nuovo mini robot ghepardo del Massachusetts Institute of Technology è elastico e leggero. Può esibirsi, con estrema scioltezza, in una gamma molto ampia di movimenti: può piegarsi e allargare le gambe, permettendogli di camminare sia a destra che a testa in giù. Il robot può anche camminare su terreni sconnessi a circa il doppio della velocità di camminata di una persona media.

Con un peso di soli 9 chilogrammi il quadrupede possiede una elevata agilità: quando viene calciato a terra, il robot può velocemente raddrizzarsi. Ha la capacità di eseguire una capriola a 360 gradi da una posizione eretta. I ricercatori affermano che il mini robot ghepardo è stato progettato per essere praticamente indistruttibile: Se una capriola all'indietro finisse con un esito negativo i danni alla sue parti meccaniche sarebbero praticamente irrilevanti.

Nel caso in cui un arto o un motore si rompono, il mini ghepardo è progettato con una tecnologia modulare: ciascuna delle gambe del robot è azionata da tre motori elettrici identici, a basso costo, che i ricercatori hanno progettato utilizzando parti pronte per l'uso. Ogni motore può essere facilmente sostituito con uno nuovo. "Potresti mettere insieme queste parti, quasi come i Lego", afferma lo sviluppatore capo Benjamin Katz, (1) un tecnico associato nel Dipartimento di Ingegneria Meccanica del MIT.

I ricercatori presenteranno il design del mini ghepardo alla Conferenza internazionale sulla robotica e l'automazione che si terrà a maggio. Attualmente i meccanici stanno costruendo più macchine a quattro zampe, puntando a un set di 10, con l'intento anche di poterli prestare ad altri laboratori.

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