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Settembre 3rd, 2019

Gel per ricostruire i denti rovinati dalle carie

Gel per ricostruire i denti rovinati dalle carie

Messo a punto uno speciale gel di calcio e fosfato che potrebbe proteggere lo smalto dei denti.

Uno speciale gel di calcio e fosfato potrebbe proteggere lo smalto dentale e così prevenire il problema delle carie e dunque delle otturazioni (che spesso si perdono). Così si legge nello studio “Repair of tooth enamel by a biomimetic mineralization frontier ensuring epitaxial growth” pubblicato sulla rivista 'Science Advances'. (1)

L'idea e la creazione di questo prodotto, in grado di spingere i denti ad autoripararsi, è del team di ricercatori guidato da Ruikang Tang (2) dell'Università cinese di Zhejiang. L'esperimento è stato portato avanti su denti rovinati da acidi e poi ricoperti da questo gel. I denti sono stati immersi per 48 ore in una soluzione liquida che ricorda quella presente nella bocca.

Durante questo lasso temporale il gel ha stimolato la crescita del nuovo smalto, con livelli di calcio e fosfato simili a quelli naturali. “Questo perché probabilmente nel normale sviluppo dentale, la formazione dello smalto è costituita da una presenza disordinata di particelle di calcio e fosfato, proprio come nel gel che incoraggia la sua crescita”, dice Tang.

Il nuovo rivestimento dentale è 400 volte più sottile rispetto a uno smalto non danneggiato. Ma, come ricorda Tang, il gel può essere applicato più volte per portare a termine lo strato di ricostruzione.

Settembre 2nd

Amerigo campiona i fondali e l'acqua

Amerigo campiona i fondali e l'acqua

Amerigo e Ada N., i primi esempi italiani di lander e di camera bentica automatici e autonomi, realizzati dal Cnr-Irbim di Ancona e dal Cnr-Imm di Bologna, sono oggetto di una recente pubblicazione su Sensors. Possibili applicazioni per valutazioni di impatti antropici, in aree costiere e di mare profondo.

Il lander Amerigo - un prototipo unico in Italia realizzato dagli istituti del Consiglio nazionale delle ricerche per le risorse biologiche e le biotecnologie marine di Ancona (Irbim) e per la microelettronica e microsistemi (Imm) di Bologna e dall'azienda Rse di Milano - è in grado raggiungere il fondale marino fino a 6.000 metri di profondità, raccogliere campioni, effettuare misure e tornare in superficie senza l'ausilio di cavi o sommozzatori. "Amerigo è dotato di tre camere bentiche in grado di misurare la quantità di sostanze disciolte rilasciate o assorbite dal fondale che possono essere utilizzate dai microrganismi marini come nutrienti, ad esempio ammonio, nitriti, nitrati, fosfati e silicio. Oppure essere presenti in forma di gas disciolti, quali ossigeno, anidride carbonica, acido solfidrico e metano, o come sostanze inquinanti, come metalli, idrocarburi, pesticidi o farmaci", spiega Federico Spagnoli del Cnr-Irbim e autore della ricerca recentemente pubblicata su Sensors: "The Amerigo Lander and the Automatic Benthic Chamber (CBA): Two New Instruments to Measure Benthic Fluxes of Dissolved Chemical Species".

Amerigo ha una struttura modulare, può ospitare strumenti diversi per misure e campionamenti del fondale e dell'acqua circostante ed essere dimensionato in base all'ambiente in cui opera e alla ricerca da eseguire.

Settembre 1st

Il traffico di migranti frutta 445 miliardi

Il traffico di migranti frutta 445 miliardi

Un affare d’oro quello del traffico di migranti per molti istituti di credito. Il programma di microfinanza controlla la validità dei contratti e dei documenti di viaggio per garantire che i clienti non siano vittime di frodi da parte di agenti non autorizzati.

È una domanda che tutti, almeno una volta, ci siamo posti: chi finanzia i costosi viaggi della morte che spingono migliaia di disperati su imbarcazioni di fortuna, tra mille peripezie e l’incognita dell’approdo?

Molti giornalisti si sono impegnati nella ricostruzione dei calvari degli emigranti per arrivare al porto di partenza, delle condizioni schiavistiche cui sono sottoposti dalla criminalità locale. Ma rimane irrisolto il tassello iniziale di queste tragiche diaspore, ossia la disponibilità di somme di denaro ragguardevoli, esorbitanti se rapportate al tenore di vita locale, per intraprendere il viaggio. Le inchieste in merito sono limitate e le nostre domande cadono nel vuoto.

Nel cercare di comprendere questo enigmatico fenomeno ci viene in aiuto uno studio condotto dalla sociologa Maryann Bylander in Cambogia tra il 2008 il 2010. Analizzando la frequenza e le modalità di emigrazione della popolazione si scopre una correlazione diretta tra espansione del microcredito e aumento dei flussi migratori verso l’estero. Stesso nesso si riscontra in un altro Stato del Terzo Mondo, il Bangladesh, paese di origine di circa un decimo dei migranti che ogni anno arrivano in Italia (oltre 10 mila nel solo 2017). È qui che, grazie all’appoggio di illustri sostenitori come i Clinton e Bill Gates e con il sostegno della stessa Banca mondiale, venne creata nei primi anni ’80 la Grameen Bank, istituto finanziario che concedeva denaro alle persone più indigenti, impossibilitate ad avere accesso al credito, con il fine “filantropico” di offrirgli un futuro migliore. I prestiti concessi si tramutarono in un incentivo all’emigrazione per la popolazione locale, priva degli strumenti e delle possibilità di investire le somme ricevute in modo proficuo e di poterle restituire con i dovuti interessi. In men che non si dica si è venuto a creare il business dei cosiddetti “migration loans”, un affare d’oro per organizzazioni non governative come BRAC (Bangladesh Rural Advancement Commitee), leader nel settore.

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