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Aprile 20th, 2012

In un documento del 1991 Sachs spiega le allucinanti strategie dell'Onu

ONUIn questo editoriale trattiamo di un interessante documento pubblicato nel 1991 dal professor Sachs sulle strategie dell'Onu e su cosa ci aspetterà nei prossimi venti anni.

Il documento è facilmente reperibile, ho messo il link e voi stessi potete constatare che il prigioniero vi riporta sempre dati confrontabili e riscontrabili. In un documento redatto nel 1991 il professor Sachs (qui il medesimo documento all'indirizzo web dell'Unesco) rintracciabile tra i vari documenti dell'unesco, presenta le strategie da qui al 2041 (parliamo di una revisione del 1991-2011 ci rimangono altri venti anni).

Ora come potrete notare dal documento, molte delle cose predette dal professore si sono avverate in modo abbastanza inquietante e le possiamo riscontrare nella vita di tutti i giorni mentre molte devono ancora avverarsi e ho paura che purtroppo si avvereranno molto presto. Questo documento chiamato: i prossimi quarant'anni: strategie di transizione per il green path virtuoso per il Nord/sud/est/globale (da notare il GLOBALE) spiega in modo bizzarro e abbastanza inquietante le strategie del Nuovo Ordine mondiale per tutti noi.

Ci sarebbe molto da dire su questo documento UNESCO ma prendo due piccole parti del documento che secondo me sono molto interessanti che riguardano la creazione di un governo sovranazionale (leggi dittatura) e una forzosa sterilizzazione della popolazione per difendere la Spaceship Earth (così la chiama Sachs).:

Aprile 19th

Italiani tirate fuori i portafogli! A luglio nuova manovra da 10 miliardi

Mario MontiNon si vive di solo spread...

Avete presente quei nodi che più ti dimeni e più si stringono? L'unica sarebbe tagliarli. Così sembra essere per le politiche di austerity: man mano che si procede la lungimiranza economica del governo Monti (in linea con i diktat della UE) si dimostra però meno "lungimirante".

Perché taglia la leva pubblica dell'economia, riduce sempre più il reddito dei lavoratori e dei ceti sociali più deboli, i consumi si deprimono e i dati economici peggiorano.

Così le manovre economiche che dovevano aggiustare il rapporto deficit/Pil di quest'anno sono già insufficienti...
L'Italia è in piena recessione, le stime del governo sulla diminuzione del Pil nel 2012 sono passate da -0,4% a -1,2% (e il Fondo Monetario Internazionale prevede addirittura -1,9%). Le "misure per la crescita" si sono rivelate una barzelletta... Così per rispettare i diktat della famosa letterina della BCE di questa estate, il governo avrà bisogno di tagliare altri dieci miliardi di euro a giugno... e non sa proprio dove pescarli, visto che ha già raschiato il fondo del barile.

Portafoglio vuotoI tecnici spingono per anticipare a giugno l'aumento dell'IVA dal 21 al 23% (con inevitabile aumento dei prezzi). Questo dovrebbe portare nelle casse dello Stato poco più di sette miliardi di euro all'anno. Però visto che si comincia a giugno, per il 2012 saranno la metà. E allora c'è bisogno di (molto) altro. E qualcosa vedrete troveranno... nelle nostre tasche.

Il volume dei rifiuti immessi nel Mediterraneo va ridotto del 50%

Rifiuti sui fondaliGli ambientalisti di Seas at Risk chiedono ai paesi europei di ridurre di almeno del 50% il volume dei rifiuti immessi in mare e sopratutto della plastica.

I Paesi membri dell’Europa devono, entro il prossimo luglio, annunciare i provvedimenti che adotteranno nell’ambito della Marine Strategy Framework Directive.

Inoltre la Direttiva impone già da 4 anni il monitoraggio dell’inquinamento entro la metà del 2014 per contenere sia le perdite di pesce sia di biodiversità marina. Come se non bastasse la plastica dal mare sarebbe entrata nella catena alimentare.

L’appello è giunto oggi ai rappresentanti di OSPAR le 15 nazioni costiere e insulari europee che sono in riunione a l’Aja da oggi e fino al 20 aprile per discutere delle minacce ambientali nelle acque europee -Environmental Impact of Human Activities Committee.

L’UNEP identifica in navi mercantili, pescherecci, navi da guerra le piattaforme petrolifere off-shore e di gas e imbarcazioni da diporto la fonte dell’inquinamento proveniente dal mare; mentre discariche cittadine, scarico dai corsi d’acqua, reti fognarie e le acque meteoriche sono importanti fonti da basi terrestri. E in mare, ci finisce veramente di tutto.

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