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Aprile 16th, 2012

Attenzioni agli imballaggi! Sono uno spreco

Visto che c'è crisi, siete pronti ad aiutare concretamente i proprietari di cementifici e impianti industriali? Aiutarli coi vostri sempre più scarsi e sudati quattrini, sia chiaro! No, perché questo è il senso del decreto annunciato dal ministro dell'ambiente Clini per permettere di bruciare nei loro impianti i cosiddetti CCS, alias “combustibili solidi secondari”, alias monnezza. Non è solo una questione di ambiente e di salute: è anche una questione di soldi. Di soldi nostri che prendono il volo.

La faccenda dell'ambiente e della salute, sia chiaro, non è affatto secondaria, ma riguarda solo (si fa per dire) chi vive in prossimità degli impianti. Così almeno risulta da uno studio pubblicato pochi giorni fa dall'Arpa Toscana (l'agenzia regionale per la protezione ambientale, non un comitato civico di attivisti) secondo il quale coloro che abitano vicino agli inceneritori di Forlì, e in particolare le donne, si ammalano più frequentemente di cancro. Bazzecole per pochi sfigati. Ma la faccenda dei soldi invece no: quella riguarda tutti.

Secondo gli industriali, l'idea di Clini di usare la monnezza come combustibile farà risparmiare 40 euro all'anno a famiglia. Attenzione, perché l'inghippo sta qui. Tutta la roba che gli industriali e il ministro vogliono bruciare (e che ora effettivamente spesso va in discarica, stanti le penose condizioni del riciclaggio in Italia) ci costa ben più di 40 euro all'anno.

Un nuovo codice forestale per salvaguardare l'Amazzonia

AmazzoniaSos Amazzonia: il 25 aprile 2012, il Parlamento brasiliano sarà chiamato ad approvare il nuovo codice forestale, che dovrebbe tutelare il polmone verde del mondo.

Sarà, ma gli ambientalisti insorgono convinti che la nuova legge regalerà il territorio sacro agli indios alle grandi multinazionali del legname, del petrolio, dell'allevamento, della coltivazione di soia (per foraggiare gli allevamenti di bovini).

La foresta amazzonica, dunque, ricca di biodiversità, culla di vita, resta in grave pericolo. Perché le devastazioni, perpetrate tra il 1970 e i giorni nostri, sono già state notevoli. Di seguito alcune cifre che danno l'idea del disastro: il 19 per cento della foresta (tanto per capirci si tratta di 747 mila chilometri quadrati) è andato distrutto e i terreni, per il 70 per cento, sono stati adibiti a pascolo.

I bovini, allevati in Amazzonia, vengono per la maggior parte esportati nei Paesi del primo mondo. Pensate che la produzione di carne bovina in Brasile è triplicata, a danno della foresta pluviale e di tutte le specie viventi che la abitano da millenni. Le vacche, ovviamente, sono innocenti, è la brama di denaro che uccide la foresta pluviale.

E l'Italia? Purtroppo anche il nostro Paese gioca la sua parte nelle deforestazione. Tra il 1997 e il 2007, prima della crisi globale, le importazioni di carne dal Brasile sono passate da 10 mila a 50 mila tonnellate. Sono poi crollate nel 2008 per assestarsi oggi sulle 20 mila tonnellate.

Aprile 15th

La potente macchina bellica russa si sta ammassando ai confini con l'Iran

Missile nucleare russoSecondo fonti russe bene informate, l’esercito russo prevede che un attacco all’Iran avrà luogo entro l’estate e ha elaborato un piano d’intervento per spostare soldati attraverso la confinante Georgia per stazionare in Armenia, paese confinante con l’Iran.

Il presidente del Consiglio di Sicurezza Russo (SCRF), Viktor Ozerov, ha dichiarato che il Quartier Generale dell’esercito russo ha preparato un piano d’intervento nel caso di un attacco all’Iran.

Dmitry Rogozin, il quale recentemente è stato ambasciatore russo presso la NATO, ha messo in guardia contro un’aggressione all’Iran.

“L’Iran è un nostro vicino,” ha detto Rogozin. “Se l’Iran fosse coinvolto in un intervento militare si tratterebbe di un’aperta minaccia per la nostra sicurezza.” Ora Rogozin è vice Primo Ministro russo ed è considerato anti-occidentale. Egli supervisiona il comparto della difesa russa.

Fonti del Ministero della Difesa russo sostengono che l’esercito russo non crede al fatto che Israele disponga di adeguate risorse militari per sconfiggere le difese dell’esercito iraniano, e ritiene inoltre che sia indispensabile l’intervento dell’esercito statunitense.

Il significato dei preparativi allo spostamento di truppe russe non sta soltanto nella protezione di propri interessi vitali nell’area, ma forse anche per appoggiare l’Iran nel caso di un tale attacco. Le fonti aggiungono che un’escalation militare russa nella regione potrebbe in teoria comportare che l’esercito russo coinvolga le forze israeliane, quelle statunitensi o entrambe.

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