Andrzej Duda nuovo presidente della Polonia. Uomo antieuropeista e antieuro

Andrzej DudaIl conservatore Andrzej Duda è stato eletto domenica, ieri, presidente della Polonia, con il 52 per cento dei voti, battendo il capo dello stato uscente - di centrodestra - Bronislaw Komorowski, fermatosi al 48 per cento.

È quanto emerge dalle urne, con Komorowski che ha immediatamente riconosciuto la sua sconfitta.

La vittoria del giurista 43enne, che dovrebbe essere confermata ufficialmente questa sera, potrebbe spianare la strada al ritorno al potere del suo mentore Jaroslaw Kaczynski, leader del partito conservatore anti Ue e anti euro Diritto e Giustizia (PiS), in occasione delle elezioni politiche previste in autunno.

I primi exit poll dell'Istituto Ipsos avevano immediatamente accreditano Duda del 53 per cento dei voti, ma una stima più precisa - basata su proiezioni, quindi su voti effettivi - ha ridotto questa percentuale al 52. Komorowski si è congratulato con l'avversario: “I cittadini di una Polonia libera e democratica hanno deciso così”, ha detto ai suoi simpatizzanti, “Gli auguro un buon mandato presidenziale, perchè voglio il bene della Polonia”. Il mandato del presidente uscente scadrà il 6 agosto.

Nel quartier generale di Duda, i risultati sono stati accolti con un'esplosione di gioia dai suoi simpatizzanti, che ne hanno ripetutamente scandito il nome. Il vincitore ha ringraziato Komorowski per le sue parole, ma anche chi ha votato per lui, auspicando che “siano ancora di più alle prossime elezioni”. Quanti “hanno votato per me hanno votato per il cambiamento”, ha osservato, “Sono profondamente convinto che siamo in grado di ricostruire la comunità internazionale nel nostro Paese, che possiamo stare insieme e raddrizzare la Polonia. Sono aperto al dialogo, sarò il presidente di tutti i polacchi”.

Tuttavia il voto massiccio per Duda tanto da eleggerlo Presidente della Repubblica indica la vittoria del partito fieramente avversario della Ue e delle sue intromissioni nella sovranità polacca e inflessibilmente avverso all'euro e alla Bce di Draghi.

Di fatto la Polonia è diventata un grande Paese euroscettico nel cuore dell'Europa del Nord e questo cambia radicalmente gli scenari europei. La Germania perde clamorosamente l'alleato - ovvero il servo - polacco e tutto l'impianto della politica di supremazia tedesca sull'Europa riceve un colpo che più commentatori hanno definito “mortale”.

Duda è fermamente contrario alle politiche Ue, incluse quelle - delicatissime - sul fronte delle sanzioni alla Russia che hanno ammazzato le esportazioni agroalimentari della Polonia verso il gigante russo, con un danno economico micidiale per l'economia agricola polacca.

Ma la vittoria di Duda significa anche la fine di ogni possibilità che la Polonia adotti l'euro e anche che la Ue possa in modo incontrastato “dettare” l'agenda economica e politica polacca.

Di fatto, con la vittoria di Duda inizia un altro “conto alla rovescia” verso la fine della dittatura Ue sull'Europa.

Fonte: ilnord.it