104,000 ispezioni in meno da fare. In Italia comincia a scarseggiare il lavoro della Guardia di Finanza

FallimentoLe notizie spesso non hanno bisogno di grandi commenti.

Nel 2012 sono state messe in liquidazione 90,000 aziende, mentre altre 12,000 sono fallite.

Perdendo centomila aziende all’anno, tra qualche tempo cesserà la produzione in Italia, ed in quel momento a ben poco servirà un intervento serio sulla filiera produttiva e sul mercato del lavoro: non ci sarà più nulla su cui agire.

Un solo, amarissimo commento.

Se dietro ad un fallimento si può elucubrare di cattiva gestione, di incapacità manageriale, dietro la liquidazione queste argomentazioni perdono ogni valore.

Semplicemente invece si liquidano le attività non più a lungo produttive.

Ma allora, visto che con la messa in liquidazione si perdono entrate fiscali e posti di lavoro, non sarebbe valsa la pena di alleggerire il fardello fiscale e consentire forme più efficienti di rapporti lavorativi?

E, visto che ci sono 104,000 aziende in meno da ispezionare e controllare, che ce ne facciamo dell’esubero di burocrati e funzionari?

Continueremo a mantenere il pieno organico della Guardia di Finanza anche quando non avranno più alcuna azienda da ispezionare?

E chi li manterrà?

Lo Spirito Santo?

La Repubblica. 2013-02-13. Nel 2012 perse oltre 100mila aziende. La crisi travolge il “sistema Italia”

MILANO – La crisi non molla la presa sulle aziende italiane. E il 2012 appena finito segna il punto più basso toccato dalle imprese dallo scoppio delle recessione: lo scorso anno hanno chiuso i battenti 104mila aziende italiane costrette a dire basta da fallimenti (12mila), liquidazioni (90mila) e procedure non fallimentari (2mila) con un boom – secondo i dati raccolti dal Cerved – dei concordati preventivi. Un’accelerazione dovuta alla riforma entrata in vigore a settembre: nel solo quarto trimestre del 2012 siano state presentate circa 1.000 domande, soprattutto nella forma del concordato con riserva.

Il dato totale sulla chiusura delle aziende l’anno scorso è stato superiore del 2,2% al record toccato nel 2011. “Il picco toccato dai fallimenti – commenta Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato del Cerved – supera del 64% il valore registrato nel 2008, l’ultimo anno precrisi: sono stati superati anche i livelli precedenti al 2007, quando i tribunali potevano dichiarare fallimenti anche per aziende di dimensioni microscopiche”.

Dal 2009 sono fallite più di 45mila imprese, quasi la metà nel settore terziario, ma secondo il Cerved è stata l’industria a subire l’impatto maggiore della recessione: il totale delle società di capitale manifatturiere in defualt tra 2009 e 2012 ammonta infatti al 5,2% di quelle che avevano depositato un bilancio valido all’inizio del periodo considerato, contro una percentuale pari al 4,6% nelle costruzioni e al 2,2% nel terziario.

I livelli più critici sono stati raggiunti da due settori tipici del made in Italy, come il sistema casa (7,9%) e il sistema moda (7,1%). Dal punto di vista territoriale, le procedure sono fortemente aumentate nel Nord Ovest (+6,6%) e nel Centro (+4,7%), mentre sono rimaste ai livelli dell’anno precedente nel Sud e nelle Isole (-0,4%). Nel Nord Est i casi sono invece più chiaramente diminuiti (-4,3%), un dato compensato dal forte incremento delle liquidazioni, che ha portato il totale di chiusure in quell’area a superare quota 20mila (+8,6% sul 2011).

Fonte: rischiocalcolato.it

Commenti

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Anonimo

Il piano del potere occulto in Italia con il golpe di Monti, ma che ovviamente ha allungato i suoi tentacoli già dal 2000 quando le porte alla Cina e altri sono state aperte.

Diciamocelo subito, la classe politica degli ultimi 50 anni è stata progettata apposta per un fine. Come è stato possibile che nessuno abbia controllato la spesa e/o il gettito delle tasse. Cazzate da uomo della strada. Le palle si sono accavallate negli anni, ora l'Italia debole che si è costruita deve svendere i gioielli di famiglia, dobbiamo deindustrializzarci, lasciare a casa i lavoratori e impoverire la popolazione.

Tutto a favore dei paesi di chi deve restare in piedi e che dalle nostre ceneri ne trae vantaggi enormi (Germania, Francia, UK, in primis).

La Grecia e la Spagna sono state polverizzate, ora dalla prossima legislatura il contante sarà eliminato e allora vedremo come sarà!

Ritratto di Anonimo

Anonimo

Schiavi della Bce,voglio proprio vedere come farà lo stato ha pagare la P.A quando avrà le casse vuote causa crollo delle entrate fiscali.

Ci sarà da ridere,a tirar troppo la corda.....