Tra 20 anni la Cina sarà il leader mentre l'Italia sarà peggio della Turchia e della Nigeria

CinaUno studio della Pwc ha stimato la crescita nel 2020 e nel 2050 delle principali economie: il declino di molti paesi maturi continuerà, a vantaggio degli emergenti, sempre che sappiano affrontare i nodi dei debiti e le tensioni sociali. Pil calcolato in “Parità di potere d'acquisto”

Tra vent'anni il paese più ricco al mondo sarà la Cina, in termini di Parità di potere d'acquisto (Ppp), uno dei possibili modi di misurare il Pil di una nazione.

Gli attuali padroni del mondo, gli Stati Uniti, con tutta probabilità perderanno lo scettro ma resteranno saldamente al secondo posto, che del resto manterranno se non per sempre almeno fino al 2050, secondo uno studio realizzato dalla Pwc (PricewaterhouseCooper) sulla ricchezza mondiale da qui ai prossimi quaranta anni (il punto di partenza è stato fissato nel 2011). Sempre che, come lo studio sottolinea, non intervengano fattori di instabilità macroeconomica e politica, a minare il processo di sviluppo dei paesi emergenti.

Già nel 2030 le classifiche e in parte le istituzioni con cui siamo abituati a ragionare, dovrebbero essere profondamente riviste: forse sarà il caso di sostituire le riunioni del G7 con quelle degli E7, vista la riscossa dei paesi emergenti. Già tra vent'anni infatti il Brasile sarà al sesto posto, davanti alla Germania e dopo la Russia, mentre il Messico sopravanzerà Gran Bretagna e Francia.

L'Indonesia e la Turchia saranno davanti all'Italia, che invece nel 2011 era ancora al decimo posto, davanti al Messico e subito dopo la Gran Bretagna. Stabile, al terzo posto, l'India: è il punteggio che aveva già nel 2011 e che manterrà almeno fino al 2050.

Le 20 maggiori economie attuali e previste sulla base del PIL in termini di PPP

Certo, misurare la ricchezza di un paese è un'operazione molto complessa e le classifiche possono variare in modo anche radicale, a seconda dei parametri usati. La Pwc ha scelto di usare, per misurare le aree in cui si vive meglio dal punto di vista economico, il criterio del Pil calcolato come Parità di potere d'acquisto. Evidentemente consapevole delle possibili obiezioni a qualsiasi metodo, la Pwc spiega nelle note che “in generale, il Pil a Parità di poter d'acquisto è un miglior indicatore del tenore di vita medio o dei volumi di produzione o di importazione”.

FlessioneEbbene, secondo questo criterio, il declino dell'Italia è abbastanza continuo: si passerà dal decimo posto del 2011 al tredicesimo del 2030 al quattordicesimo del 2050, quando secondo lo studio della Pwc saremo superati anche dalla Nigeria (probabilmente in questo caso valgono molto i volumi di esportazioni). Ultima della classe l'Argentina, che passerà dal diciannovesimo al ventesimo posto già nei prossimi venti anni, mentre l'Arabia Saudita scalerà al rialzo qualche posizione.

E il Giappone? Ad onta delle statistiche che danno in stagnazione semi-perenne il paese del Sol Levante, il Giappone manterrà il quarto posto, per scendere al quinto solo tra quarant'anni.

Ma si tratta proprio di previsioni scritte nella pietra? Gli analisti della Pwc elencano una serie di nodi critici, che potrebbero portare a rivedere le dinamiche di crescita stimate: l'elevato disavanzo pubblico in India e Brasile; l'eccessiva dipendenza da petrolio e gas in Russia e Nigeria; l'aumento della disparità di reddito e le relative tensioni sociali in Cina e altri paesi in via di sviluppo; l'instabilità in Vietnam.

Su tutto il mondo, poi, gravano le pressioni delle risorse naturali e il pericolo del surriscaldamento globale: secondo il rapporto Pwc, è probabile che i pericoli associati ai cambiamenti climatici aumenteranno nei prossimi quattro decenni.

Autrice: Vittoria Puledda / Fonte: repubblica.it