Imponente furto di dati riservati in Svizzera

CIAInformatori dell’ Agenzia Europea per la Sicurezza hanno affermato che informazioni segrete sulla lotta al terrorismo condivise con governi stranieri potrebbero essere state compromesse da un’enorme sottrazione di dati compiuta da un tecnico informatico di rilievo dell’ NDB, i servizi segreti svizzeri.

Uno degli informatori, che ha chiesto di rimanere anonimo parlando delle informazioni riservate, ha dichiarato che i servizi segreti degli Stati Uniti e del Regno Unito sono tra quelli avvertiti dalle autorità elvetiche del fatto che i loro dati potrebbero essere in pericolo.

La scorsa estate le autorità svizzere hanno arrestato il tecnico autore del presunto furto a causa del suo comportamento sospetto. Secondo due informatori a conoscenza del caso, egli è stato in seguito rilasciato, mentre prosegue l’indagine penale del procuratore federale svizzero.

Il nome del sospettato non è stato reso pubblico. Le autorità svizzere ritengono che volesse vendere i dati rubati a funzionari stranieri oppure ad acquirenti commerciali.

Una fonte dell’ Agenzia Europea ha detto che gli inquirenti pensano ora che l’indagato fosse contrariato perché riteneva di sentirsi ignorato e anche perché il suo parere sull’utilizzo dei sistemi informativi non era preso sul serio.

Gli articoli giornalistici svizzeri e le fonti vicine all’indagine hanno affermato che gli inquirenti ritengono che il tecnico abbia scaricato su hard disk portatili terabyte (migliaia di gigabyte, N.d.T.) di dati dai server dei servizi segreti svizzeri, scoprendo così centinaia di migliaia, se non milioni di pagine stampate di materiale riservato. Li ha poi fatti uscire dagli edifici governativi portandoli in uno zainetto.

Uno degli informatori a conoscenza delle indagini ha dichiarato che servizi segreti come la CIA americana o come quello britannico, conosciuto anche come MI6, normalmente scambiano informazioni con l’ NBD su antiterrorismo e altri argomenti. L’informatore ha detto che le autorità svizzere hanno comunicato alle agenzie di intelligence statunitense e britannica che tali dati potrebbero essere stati messi a repentaglio.

La notizia della sottrazione di dati di intelligence è emersa mentre erano sotto accusa la segretezza e riservatezza svizzera riguardo alle questioni finanziarie e di Stato.

Le autorità svizzere hanno indagato, e in alcuni casi incriminato, informatori e alcuni funzionari governativi europei per l’utilizzo di metodi criminali al fine di acquisire dalle tradizionalmente riservate banche svizzere dati su presunti evasori fiscali.

Il sospettato del furto di dati spionistici ha lavorato per circa otto anni nell’ NDB, ovvero il Servizio delle Attività Informative elvetico, il quale fa parte del Ministero della Difesa svizzero.

Da una fonte vicina alle indagini è stato descritto come un tecnico di “grande talento” e di rilievo sufficiente per avere “privilegi da amministratore,” il che gli hanno consentito l’accesso illimitato a gran parte se non a tutte le reti dell’ NDB, tra cui quelle che conservano enormi depositi di dati segreti.

Secondo gli informatori, dopo avere arrestato il sospettato, gli inquirenti svizzeri hanno sequestrato dispositivi portatili di memoria contenenti i dati sottratti. Le stesse fonti affermano che tuttora l’indagato è stato fermato e i dati rubati sequestrati prima che egli avesse la possibilità di venderli.

Tuttavia, un informatore ha dichiarato che gli investigatori svizzeri non possono escludere che prima dell’arresto l’indagato possa avere venduto o trasferito le informazioni, motivo per cui le autorità svizzere hanno sentito il dovere di comunicare ai partner dei servizi segreti stranieri che le loro informazioni possono essere state compromesse.

I rappresentanti delle agenzie di intelligence americana e britannica non hanno dato una pronta risposta ai quesiti sul caso presentati dalla Reuters, anche se un funzionario statunitense ha affermato di non essere a conoscenza dell’accaduto.

DUBBI SULLE PROCEDURE DI SICUREZZA

A settembre il procuratore generale svizzero Michael Lauber e un importante Pubblico Ministero, Carlo Bulletti, avevano annunciato che erano in corso indagini sul furto di dati e sul presunto autore. Una portavoce del procuratore generale aveva detto che la legge le proibiva di svelare l’identità dell’indagato.

Un portavoce dell’ NDB aveva dichiarato di non potere rilasciare dichiarazioni sull’indagine.

Nella conferenza stampa di settembre, i funzionari svizzeri avevano rivelato di non credere che l’indagato volesse vendere a un paese straniero i dati sottratti. Non avevano parlato del possibile rischio per le informazioni condivise dall’ NDB con i servizi americani e britannici.

Un informatore europeo a conoscenza del caso ha detto che la vicenda ha sollevato seri dubbi sulle procedure di sicurezza e sull’organizzazione dell’ NDB, un’agenzia relativamente nuova che ha unificato le funzioni di agenzie precedenti, le quali effettuavano separatamente attività di intelligence nazionali ed estere per il governo svizzero.

La fonte ha affermato che con l’attuale organizzazione dell’ NDB, il suo gruppo delle risorse umane – responsabile, tra l’altro, di garantire l’affidabilità e la serietà del personale dell’ente – dal punto di vista organizzativo è aggregato alla sezione informatica della stessa agenzia. L’informatore ha detto che ciò ha reso difficile o poco chiaro per il personale della sottosezione l’indagare su se stessi.

Sempre secondo la fonte, gli inquirenti ritengono ora che nei mesi precedenti al suo arresto, il sospettato del furto di dati abbia mostrato segni secondo i quali sarebbe stato presto scoperto dai suoi superiori o dagli agenti della sicurezza.

L’informatore ha aggiunto che all’inizio dell’anno, l’indagato era diventato talmente insoddisfatto da smettere di presentarsi al lavoro.

Tuttavia, stando ai servizi giornalistici svizzeri, l’ NDB non si rese conto che qualcosa non andava fino a quando la UBS, la più grande banca svizzera, non espresse alle autorità preoccupazione in merito a un tentativo virtualmente sospetto di creare un conto corrente numerato (ovvero anonimo, N.d.T.) fatto poi risalire al tecnico NDB.

Una commissione parlamentare svizzera sta ora conducendo proprie indagini sul furto di dati e si prevede che riferirà la prossima primavera. È noto che gli inquirenti sono preoccupati della mancanza di poteri investigativi dell’ NDB, quali la ricerca di prove o l’effettuazione di intercettazioni, ampiamente utilizzati dagli investigatori del controspionaggio in altri paesi.

Fonte: Reuters 04.12.2012 / (Segnalazione di Mark Hosenball; redazione di Mark Heinrich) / Traduzione di Gabriele Picelli per www.times.altervista.org