Dal 31 Ottobre 2012 tutti gli estratti conto degli italiani verranno notificati al fisco

Estratto contoMonti sta facendo di tutto per controllare gli Italiani, nessuno fa niente per controllare i Politici, dopo la cazzata di avere tutti il conto corrente (compresi gli anziani che prendono 500 euro) ad Ottobre 2012 potranno controllare anche il tuo estratto conto. Questo servirà per avere un controllo totale su abitudini, spostamenti, vizzi, ecc. Questo permetterà un’analisi di controllo più accurata del popolo. Ormai vogliono snervare talmente il popolo da lasciarlo senza forze. Grandi problemi come salute, lavoro, giustizia non vengono affrontati da nessuno, controllare gli estratti conti si. Non capisco perché nessun giornalista non faccia le giuste domande a questa gente. MA SE UNO RUBA ED È CONSAPEVOLE CHE ANDATE A CONTROLLARE L’ESTRATTO CONTO SECONDO VOI LO USERÀ COME PRIMA ?

E poi … un pensionato che prende 500 Euro al mese QUALE RAZZA DI RECICLAGGIO PUÒ FARE ?

Speriamo che quella fascia di Italiani intelligenti prendano atto che non è più possibile stare a guardare tutto.

Gaetano Vilnò

Dal 31 Ottobre 2012 diverrà esecutivo l’invio automatico da parte delle Banche italiane degli estratti conto all’Agenzia delle Entrate. Scetticismo da parte del garante della privacy.

È proprio vero, al peggio non v’è mai fine. Di oggi l’agghiacciante notizia che la pressione fiscale reale sui contribuenti nostrani tocca il vertiginoso apice del 55%, record negativo europeo e forse mondiale. Se ciò però non dovesse bastare, chi volesse “esimersi” dalla “progressività della imposta” evadendo od eludendo il fisco, d’ora in avanti ha un nemico in più: la propria banca.

Non è per essere dalla parte degli evasori, ma questo provvedimento mina in toto la presunzione d’innocenza invertendo l’onere della prova su ogni spesa irregolare (secondo dei parametri standard) per cui siamo tutti ipotetici infedeli agli oneri di Stato e quindi soggetti a controllo. Un po’ il ragionamento che mandava su tutte le furie Berlusconi quando si trattava di intercettazioni a strascico, e quindi valeva la regola “Ascoltiamoli tutti, prima o poi qualcuno un reato lo compie”.

I garantisti, i liberisti, hanno insignito di lodi questo sentimento di rabbia nei confronti dell’abuso di potere da parte delle istituzioni sulla nostra libertà. Soltanto che adesso tutto tace, quando si tratta di violare il sacrosanto diritto alla “privacy di spesa” dei propri concittadini, la casta s’ammutolisce sotto l’egida imperterrita di Monti & Co.

Le manovre lacrime e sangue finora varate sono state pressoché inutili a vanificare il ciclone spread e le dimissioni del precedente governo futili e vana utopia di una bieca opposizione per abbattere il nemico. Lo shock finanziario prima, e quello economico dopo, hanno sotterrato lo spirito imprenditoriale di un Paese che arranca e continua a mordersi la coda sulla cresta di misure impopolari e depressive, metastasi della crescita. Ci siamo addentrati in una fase della curva degli introiti pericolosa, nonostante aumentino le accise e le imposte (vedi le sigarette ad esempio) il gettito comincia a calare e il sommerso vertiginosamente incrementa il suo giro d’affari.

Una Italia strozzata dalla tensione fiscale e irata per il fumus persecutionis nelle proprie tasche, smette di investire e produrre cullandosi in quella che gli economisti chiamano “trappola della liquidità“. Il primo punto che dovrebbe essere alla base di ogni programma elettorale per le politiche del 2013 è “La fiducia”. Una componente non iscritta a ruolo nei saldi pubblici, ma forte nella coscienza e nelle tempra dei nostri connazionali bistrattati.

Abbiamo bisogno di guardare al futuro e per il futuro, non solo in chiave economica ma anche nelle proporzioni umane ed emotive, che a questi robot-tecnici manca.

Autore: Andrea Lorusso / Fonte: movimentorevolution.it

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