I crediti inesigibili delle banche italiane ammontano a 360 mld

Debiti bancheLa questione dei crediti marci delle banche italiane campeggia sui giornali francesi, ma viene bellamente ignorata da quelli italiani. Così va l'Italia. Resta il fatto però che si tratta di un problema irrisolto e la cui “esplosione” non si limiterebbe a devastare il già pericolante sistema bancario italiano. Almeno, questo pensano Oltralpe.

“L'Italia sta pensando di creare un fondo garantito dallo Stato per sostenere le banche in difficoltà, acquistandone pacchetti di crediti a rischio e rafforzandone così i fondi propri: lo riferiscono fonti vicine al dossier, citate dall'agenzia di stampa internazionale Reuters” riprese dal quotidiano conservatore francese Le Figaro.

“Secondo le fonti, il fondo sarebbe detenuto a maggioranza da soci privati. Martedì 5 aprile (ieri -ndr) l'idea è stata discussa in una riunione tenuta nella sede del governo tra il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, i vertici della Cassa Depositi i Prestiti, gli amministratori delegati di UniCredit Federico Ghizzoni, di Intesa Sanpaolo Carlo Messina e di UBI Banca Victor Massiah, ed un rappresentante delle fondazioni bancarie”.

“Tuttavia - precisa Le Figaro - nessun accordo sarebbe stato raggiunto nella riunione, tranne sul fatto che i partecipanti torneranno ad incontrarsi assai presto. Un portavoce del governo italiano ha rifiutato di commentare la notizia della riunione”.

Fin qua, la cronaca dei fatti. Solo che Le Figaro correttamente - virtù giornalistica ormai rara, in Italia - ha approfondito la questione. Ecco cosa scrive: “Diversi analisti hanno espresso dubbi sulle possibilità di successo di un tale progetto: una delle questioni-chiave è che la Commissione europea potrebbe vedervi una infrazione alle regole in materia di aiuti di Stato”.

Esatto. Il punto è proprio questo: se l'Italia lo farà, entrerà immediatamente in rotta di collisione con la Ue, se non lo farà, l'intero sistema bancario italiano andrà in fallimento non più tardi della fine di quest'anno.

Prosegue Le Figaro: “Tre anni di recessione hanno fatto levitare la montagna di crediti a rischio nella pancia delle banche italiane fino a 360 miliardi di euro, cioè il 18 per cento del totale dei prestiti mentre la media della zona euro è intorno al 6 per cento: si tratta di un terzo del totale dei crediti a rischio in Europa e l'equivalente di un quinto del Pil italiano; gli istituti di credito italiani hanno anche registrato i peggiori risultati negli stress test condotti dalla Banca centrale europea. La stessa Bce potrebbe perdere la pazienza e prima o poi imporrà una data-limite alle banche della Penisola per disfarsi dei crediti a rischio: è questo il principale timore dei vertici bancari italiani - conclude Le Figaro - in base ad altre fonti citate sempre dalla Reuters”.

La situazione è questa. Per fortuna esiste ancora la stampa francese...

Fonte: ilnord.it

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