Debito mondiale alle stelle. Italia in terza posizione

Debito mondiale alle stelle“Il mondo non è mai stato indebitato come lo è in questo moemnto”.

È l’allarme lanciato dagli analisti di Scotiabank, che ricordano appunto come il livello di indebitamento sia da considerarsi come un forte deterrente della crescita.

Guardando ai dati, si evince che l’Italia resta ai vertici dei paesi più indebitati al mondo rispetto al Pil. Secondo l’ultima stima diffusa dalla banca canadese, il nostro paese spicca al terzo posto, alle spalle di Giappone (227,90%) e Grecia (182%), con un rapporto debito Pil al 135,80%.

Gli analisti di Scotiabank hanno infatti messo nero su bianco gli undici paesi che hanno un rapporto debito/Pil sopra il 90%. E tra i paesi industrializzati, spiccano dopo Giappone, Grecia e Italia, rispettivamente:Portogallo (129%), Belgio (107%), Singapore (105%), Irlanda (101%), Spagna (101%), Francia (98%), Canada (95,40%) e Gran Bretagna (90,6%).

“Tali livelli – sottolineano gli esperti – non includono migliaia di miliardi di dollari di debito societario (che è cresciuto rapidamente negli ultimi 5 anni)” scrivono gli esperti, aggiungendo che in molti paesi, il debito è cresciuto ad un ritmo molto più veloce di crescita economica.

“Tale tendenza è chiaramente insostenibile. Storicamente, un rapido aumento dei livelli di debito in genere si traduce in una crisi finanziaria o di un rallentamento prolungato della crescita del PIL” aggiungono, sottolineando che questa situazione è stata portata alle estreme conseguenze dalle politiche monetarie espansive delle banche centrali.

“La politica monetaria allentata dovrebbe fornire finanziamenti a buon mercato per gli investimenti, che in ultima analisi dovrebbero creare posti di lavoro e stimolare la crescita economica. Tuttavia, quando c’è visibilità limitata sul futuro, come è successo negli ultimi anni, gli investimenti tarderanno” sottolineano gli esperti, mettendo infine in evidenza che “mantenere bassi tassi di interesse vuol dire guadagnare tempo.

L’idea è quella di alimentare i consumo fino a quando l’economia guarirà da sola una volta che gli investimenti sono stati completati. Ma questa situazione finora non si è verificata con il risultato finale che il debito è diventato sempre più alto”.

Autrice: Mariangela Tessa / Fonte: wallstreetitalia.com

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