Negli Usa gli errori medici sono la terza causa di morte

Negli Usa gli errori medici sono la terza causa di morteQuando qualcuno osa criticare la medicina ufficiale corre il rischio di rimanere arso nel rogo mediatico appiccato da Big Pharma. Eppure, negli Stati Uniti sono gli errori medici la terza causa di morte, dopo le malattie cardiache e il cancro.

Quando qualcuno osa criticare la medicina ufficiale corre il rischio di rimanere arso nel rogo mediatico appiccato da Big Pharma. Eppure, negli Stati Uniti quella iatrogena (dal greco iatròs, medico e gennan, generare) è la terza causa di morte.

In sostanza, errori medici, tra cui diagnosi errate, interventi chirurgici sbagliati, errori di medicazione ed effetti collaterali dei farmaci causano negli USA 250mila morti all'anno secondo uno studio condotto dalla Johns Hopkins University, i cui ricercatori hanno analizzato il tasso di mortalità degli anni che vanno dal 2000 al 2008.

I ricercatori hanno scoperto infatti che su 35,4 milioni di ricoveri ben 251.454 decessi erano stati causati da un errore medico. Se si considera il totale dei decessi ogni anno negli Stati Uniti, la percentuale di morti iatrogene è pari ad uno sconvolgente 9,5%.

Lo studio purtroppo non prende invece in considerazione le malattie iatrogene, ovvero il numero di tutti quei pazienti che convivono quotidianamente con problematiche croniche di vario genere causate sempre da errori medici e di diagnosi. In questo caso, è probabile che la percentuale crescerebbe esponenzialmente.

Impressionante poi il fatto che, secondo il CDC (Centers for Disease Control and Prevention), la prima e la seconda causa di morte negli States siano le malattie cardiache (uccidono 611.000 persone all'anno) e il cancro (584.000 morti), cioè patologie che dati alla mano la medicina allopatica non sembra essere in grado di curare in maniera soddisfacente. Prima dell'analisi della Johns Hopkins University, il CDC classificava le malattie respiratorie come terza causa di morte negli USA, poiché uccidono 150.000 persone ogni anno.

“L'errore umano è inevitabile ma il primo passo necessario per ridurre questo problema è non nascondere questi errori quando si verificano, affinché si possa imparare da questi” sottolinea il dr. Martin Makary, autore dello studio nonché professore di chirurgia alla Johns Hopkins Medicine e direttore della Johns Hopkins Multidisciplinary Pancreas Clinic.

Autrice: Filomena Darelli / Articolo originale: hub.jhu.edu / Fonte: mainfatti.it

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