Negli Usa due autorevoli quotidiani danno come vincente Donald Trump

Hillary Clinton e Donald TrumpBrutte, davvero brutte notizie per “crooked Hillary” la corrotta Hillary, come la definisce Donald Trump.

“La sconfitta netta e inattesa subita dalla democratica Hillary Clinton alle primarie dell'Indiana è solo l'ultima conferma di quanto in realtà sia debole la sua candidatura”, scrive James Taranto in un editoriale per l'autorevole Wall Street Journal.

“Soltanto lunedì, la Clinton derideva il suo avversario, il socialista Bernie Sanders, accusandolo di dichiarare guerra alla realtà per la sua decisione di non ritirarsi dalla contesa e far strada alla sua nomina. Poi è arrivata la batosta in Indiana. Certo - premette l'editorialista - la nomina di Clinton è una certezza, a meno di sorprese sul fronte giudiziario. La Democratica è infatti indagata dall'Fbi per la sua gestione della corrispondenza ufficiale durante il suo mandato da segretario di Stato. La Clinton, inoltre, sopravanza Sanders per numero di delegati eletti alle primarie e, soprattutto, di superdelegati non eletti”.

Tutto bene, quindi? Non esattamente.

“Del resto - sottolinea l'articolo - il suo avversario Sanders non è nemmeno un vero democratico, ma piuttosto un outsider che si auto-definisce anzitutto socialista. Però dare per assodata la vittoria di Hillary Clinton alle elezioni presidenziali di novembre è un grave azzardo”.

Fin qua, potrebbe essere l'opinione di un quotidiano apertamente nel campo repubblicano da sempre, ma a scriverlo, oltre al Wall Street Journal, è l'editorialista e politologa di Harvard, Danielle Allen, sulla prima pagina del Washington Post, giornale che più democratico non si può, negli Stati Uniti.

“Il repubblicano Donald Trump - scrive senza equivoci Danielle Allen - ha trasformato i suoi attacchi retorici alle donne in attacchi alla Clinton, e quest'ultima, almeno per ora, è caduta nella trappola, rispondendo a questi attacchi con dichiarazioni speculari altrettanto offensive nei confronti dell'elettorato maschile. Quando Trump l'ha accusata di basare la propria candidatura unicamente sul fatto di essere donna, ad esempio, la Clinton ha risposto con una dichiarazione assai infelice: “Sono abituata a gestire uomini che escono dalla loro riserva nel modo di parlare o atteggiarsi”, ha dichiarato la Democratica”.

“I media hanno in gran parte ignorato il commento, ma i cittadini americani non sono stati altrettanto clementi; alcuni si sono chiesti scherzosamente se la frase fosse riferita a suo marito, l'ex presidente Bill Clinton e alle sue arcinote intemperanze sessuali. Altri hanno accusato la Clinton di aver usato parole offensive nei confronti della minoranza nativo-americana, e degli uomini in generale. Gli uomini - ricorda la politologa di Harvard - hanno ancora il diritto di voto. E la Clinton è riuscita con le sue parole a stereotipare il 47 per cento degli elettori statunitensi, dipingendoli come trogloditi che il 53 per cento dominante, le donne appunto, devono tenere a bada in apposite riserve”.

Danielle Allen muove alla Clinton la stessa critica del Wall Street Journal: “Se cadrà nella trappola retorica di Trump, finirà per avere un enorme problema con l'elettorato maschile; e i sondaggi - avverte la politologa - già ne danno sentore”.

Infatti, gli ultimissimi danno Donald Trump in testa con il 52% dei voti. Sì, davvero brutte notizie per crooked Hillary, dalla stampa a stelle e strisce.

Fonte: ilnord.it

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