Intervento in Libia. Una guerra iniziata 5 anni fa

Matteo RenziSuccede sempre che in estate, tra una presidenziale e l’altra, i media di regime occidentali decidano di omettere le notizie riguardanti i reali sconvolgimenti che dilaniano il loro mondo.

Martedì 30 luglio, il fatto quotidiano titolava Isis, la guerra segreta dell’Italia: forze speciali in Libia e Iraq. Ma il Parlamento è all’oscuro di tutto.

Nell’articolo, Enrico Piovesana ipotizzava la presenza sul territorio libico di forze speciali italiane. Nell’avallare tali affermazioni, il giornalista ricordava un decreto del 10 febbraio risalente allo scorso anno, relativo la guerra in Libia e alla lotta all’Isis, subito secretato dal governo Renzi (guarda un po’).

Ma qual è la novità? Nessuna.

Il 5 marzo 2016 il sole 24 ore pubblicava, quasi di nascosto, ”Intervento italiano in Libia: forze speciali e 007, ma non più di 100 uomini”.

Nell’articolo, a firma di Marco Ludovico, il cronista affermava che il governo era fortemente dubbioso per il possibile invio di truppe in Libia, mentre prospettava, in alternativa, l’invio di un numero limitato di truppe d’intelligence.

“Ciò che non si fa non si viene a sapere” si diceva un tempo, e stavolta le cose sono venute a galla dagli spifferoni israeliani, che a fine aprile – e secondo fonti israeliane – hanno riportato di alcuni soldati inglesi e italiani caduti in un’imboscata dell’Isis. Naturalmente, sia Renzi che il suo pseudo governo hanno subito smentito la cosa – ma forse riferendosi solo alle truppe “ufficiali” e non ai “reparti speciali”(quelli “secretati”). Piccolo trucchetto da avvocato del diavolo insomma, visto che la presenza di reparti d’élite è già stata largamente confermata.

L’attuale presenza militare italiana in Libia, da un punto di vista non troppo ufficiale, non avrebbe finalità militari, bensì i seguenti scopi:

  1. addestrare le truppe dell’esercito governativo libico;
  2. offrire assistenza nella costruzione di edifici sociosanitari;
  3. coordinare insieme agli alleati libici, francesi, e americani la lotta all’Isis.

Tutte cosa nelle quali, e non sono ironico, siamo tra i migliori al mondo. Ma solo all’estero.

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Qualche giorno fa in una mia analisi ho cercato di far luce sul filo rosso che lega attentati terroristici e medioriente, ovvero su di un riallineamento geopolitico degli equilibri mediorientale.

Leggi: Attentati in Francia? Vendetta di Israele.

Questo riallineamento degli equilibri mediorientali ha il proprio epicentro in Libia, e la conferma ci viene fornita proprio dal governo libico di Fayez al-Serraj, il quale poco tempo fa ha denunciato la presenza di truppe di intelligence francesi sul suo territorio, dimenticandosi tuttavia delle ingerenze americane ed israeliane presenti da lungo tempo nell’area.

Leggi: Libia: convocato ambasciatore francese

La guerra di ”intelligence” in Libia è una realtà che dura oramai da anni, poiché – e non dimentichiamocelo – è dal 2011 che l’occupazione americana e francese ha destabilizzato l’intera area, negandole le sue sovrane ed imprescindibili prerogative.
Attualmente, il governo di Fayez al-Serraj ha chiesto aiuto agli Stati Uniti, i quali ufficialmente hanno accettato di bombardare con i loro ”democratici” raid le postazione del califfato.

Il linguaggio politico è noto a noi tutti. Tradotto: il ”sostegno americano al legittimo governo libico” non sarà altro che 1 il tentativo di imporre la propria presenza sul territorio; 2 garantire la creazione di una nuova base USA in medioriente – naturalmente in chiave anti siriana; 3 impedire la stabilizzazione dell’area mediorientale: stabilizzazione che già sta avvenendo, seppur con numerose vittime, attraverso la disfatta del califfato in Siria.

L’ingerenza congiunta di Israele, Usa, Italia (che si è complimentata con il padrone USA) e forse anche Gran Bretagna nei riguardi delle politiche mediorientali, politiche marcatamente antifrancesi, può essere letta come il tentativo di avallare una concentrazione del potere nelle mani degli yankees e di incanalarla in una contrapposizione all’avanzata multipolare; avanzata in corso sia nell’area mediorientale che nel resto mondo.

p.s.

Ultima vergogna

Libia, primi raid Usa anti Isis a Sirte

Il premier Serraj: ho chiesto io l’aiuto. E l’Italia dà l’ok: raid da Sigonella.

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Autore: Chris Barlati / Fonte: rischiocalcolato.it

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