In Gran Bratagna le olimpiadi danno alla testa al governo

LympicCentinaia di funzionari in uniforme, il ‘Brand Army’ - l'esercito del marchio - stanno pattugliando le strade in cerca di chiunque sia colpevole, a loro opinione, di “associazione illegale con i Giochi Olimpici”.

La legge da loro il diritto di entrare nei negozi e ai funzionari di perseguire i loro spionaggi su ordine dei giganti delle multinazionali.

Il ‘Brand Army’ è stato reclutato dai “councils” (in Gran Bretagna i councils sono gli organi di governo locale di contee, città e circoscrizioni comunali. I loro poteri sono conferiti dal governo centrale mentre i loro rappresentanti -councillors- sono eletti dai cittadini. Sono di loro competenza l’educazione, i servizi sociali, i trasporti, l’urbanistica, l’ambiente, i servizi di polizia e di protezione civile, le biblioteche e altre attività locali; si finanziano grazie alla council tax e ai fondi che ricevono dal governo centrale. NDT) e può multare fino a 20.000 sterline, se dovesse vincere la causa.

Gli organizzatori dei Giochi dicono che i diritti degli sponsor devono essere protetti (ma non quelli degli sponsors che vengono sopraffatti, ovvero gli Inglesi). Questi diritti sono acquisiti da aziende che investono milioni di sterline per sostenere l'allestimento dei Giochi.

Le persone che cercano gratuitamente gli stessi benefici – producendo merci contraffatte o facendo del marketing imboscato - stanno effettivamente privando i Giochi di “ritorno economico”.

Ma veramente? I giochi hanno già il loro ritorno e i loro “targets”: sono soprattutto non alcuni opportunisti o contraffattori, ma piccoli negozi e aziende famigliari, fondazioni o individui che cercano di entrare in quel che è rimasto dello “spirito olimpico”.

Persino i proprietari di bar sono stati messi in guardia a non fare riferimenti su lavagne varie pubblicizzando copertura televisiva dal vivo nei loro pubs per quel che riguarda marche di birra e birrerie che non sono sponsor ufficiali.

Il londinese “Independent” ha riportato che ai proprietari di ristoranti e di cateeringrs è stato detto di non pubblicizzare piatti creati eventualmente per associazione con l'evento.

Un ristoratore londinese che prima dell'assegnazione dei Giochi a Londra si era chiamato “Olympic Cafe” (v. foto articolo ndt) , è stato costretto a cambiare il suo nome in “Lympic” (cancellando via la ‘O’) e degli organizzatori del ‘Ravelympics’, un contesto in cui si lavora a maglia producendo qualcosa nei 17 giorni dei giochi, ha ricevuto una lettera da degli avvocati che ordina loro di rinominare l'evento, perché mancava di rispetto e denigrava il nome dei Giochi Olimpici.

No, a dire il veto è la lettera che manca di rispetto.

Quel che stiamo vedendo è follia, follia allo stato puro.

Marina Palomba dell'agenzia McCann Worldgroup di Londra ha descritto le regole come “la legge più draconiana anticipata mai vista nei giochi Olimpici”. Questo è un rinnovato esempio di come le multinazionali stiano prendendo il sopravvento sulla società umana.

Fonte originale: davidicke.com / Autore: David Icke / Traduzione a cura di: Cristina Bassi / Fonte: saluteolistica.blogspot.it