Un'anziana a Bergamo ha rischiato di essere sepolta viva

AnzianiCristina Casarico Host ha rischiato di essere sepolta viva a Bergamo. Da casa aveva premuto il pulsante del telesoccorso per un malore.

I medici giunti sul posto (rianimatore del 118 e medico di famiglia) dopo l'assistenza dovuta l'hanno dichiarata morta e nel giro di un'ora avevano già ottenuto dal magistrato il nulla osta alla sepoltura e le pompe funebri già sotto casa, così riferisce la stampa.

Tanta fretta perché era una donna sola, d'età (69 anni) e malata?

Grazie all'insistenza di un agente di polizia che vede che la donna respira, viene richiamato il 118 e portata all'ospedale dove morirà 17 giorni dopo in rianimazione ai Riuniti di Bergamo. Ma sarebbe morta se l'avessero tempestivamente portata in ospedale, se avessero insistito nel curarla? Non sanno i medici che esiste la morte apparente?

Questa società ha troppa fretta nel dichiarare la morte, questi medici ci fanno rischiare di essere sepolti vivi. Fretta che percorre anche il piano utilitaristico della dichiarazione di "morte cerebrale" a cuore battente per espianto/trapianto, che condanna i donatori a sofferenze immani nella vivisezione.

Viene il sospetto che stia sviluppandosi un'ideologia che contempla comportamenti e soluzioni atti a sbarazzarsi in fretta degli anziani che notoriamente sono i maggiori consumatori di medicine e di operazioni chirurgiche, e che quindi costituiscono un costo notevole per lo Stato.

Se oggi sono tollerati, grazie ai piani sanitari specifici di ogni Paese, con lo sviluppo di un Governo globale questo “sperpero” non sarà più tollerato. (Vedi articoli del 27/04/2012 e 10/05/2012 de L'Eco di Bergamo nel nostro sito: www.antipredazione.org sezione “Rassegna stampa”).

Ci vogliono prendere per sfinimento.

Comunicato stampa: ANNO XXVIII – n. 7 del 15 Maggio 2012

Nerina Negrello, presidente Lega Nazionale contro la predazione di organi

Per ulteriori informazioni:

LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI E LA MORTE A CUORE BATTENTE
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