Capitali in fuga dall'Italia, verso la Svizzera

strategieAgli italiani tenere i soldi sotto il materasso non piace. Tanti cittadini della Vicina Penisola hanno larghe vedute, tanto che i loro capitali spesso e volentieri prendono la strada dell'estero, sia in maniera legale, sia illegale.

Secondo i dati della Guardia di Finanza italiana, i liquidi che avrebbero varcato lecitamente i confini del Bel Paese si sarebbero aggirati, nel 2010, intorno ai 2,3 miliardi di franchi svizzeri, il 75% dei quali si sarebbe tripartito tra la nostra Confederazione, Lussemburgo e San Marino.

In occasione dell'incontro tra rappresentanti del Parlamento e Fiamme gialle, avvenuto ieri a Montecitorio, Giorgio Toschi, comandante dei reparti speciali, ha evidenziato come per lo più il denaro fuggirebbe dal Paese per vie illegali, soprattutto attraverso i money trensfer e i sistemi tecnologici. Secondo Toschi, la Gdf ogni giorno è chiamata a contrastare reati come evasione fiscale e riciclaggio.

Crimini che, per il procuratore aggiunto della Procura di Milano, Francesco Greco, andrebbero puniti più severamente. Mentre riciclaggio e autoriciclaggio finiscono nel penale, l'evasione, annoverato in Italia tra i reati fiscali, finisce presto in prescrizione. Il problema, come sottolinea lo stesso direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, è che dopo solo sette anni e mezzo il reato viene prescritto: contando che per completare un'indagine ci vogliono almeno tre anni, molti casi sfumano in una bolla di sapone.

Nell'arco del 2011 le Fiamme Gialle avrebbero pizzicato 2'508 violazioni, in aumento di ben il 28,9% rispetto al 2010. Per la Gdf uno dei canali più utilizzati per trasferire denaro senza dichiarazione oltre i 10 mila euro previsti dalla legge, è il money transfer il cui numero di utilizzi sarebbe passato da 700 a 35mila in poco tempo. Dallo studio emerge che quasi due miliardi di euro nel 2009 avrebbero preso la strada per la Cina e che il 93% dei capitali proviene da 3 città: Roma, Firenze e Milano.

Un evergreen, per le Fiamme Gialle, sarebbero gli spalloni. Almeno 1'200 imprenditori alle porte di San Marino avrebbero incaricato alcune figure per il trasporto del denaro nelle casseforti del Titano.

Fonte: ticinofinanza.ch