Petrolio agli sgoccioli, ma le rimanenze non sono per noi

Flessione indiciQuest'anno, per la prima volta nella storia, il consumo petrolifero dei Paesi in via di sviluppo supera quello dell'OCSE. E così resterà, fino alla fine.

Nel corso di quest'anno verrà abbattuta una barriera che non ha precedenti: la domanda petrolifera dei Paesi in via di sviluppo supererà quella di tutti i Paesi OCSE.

Cina e India sono i primi responsabili di questo evento storico.

La domanda degli Stati Uniti è scesa di 1 milione e 650 mila barili al giorno in 5 anni, mentre quella di Cina è India è salita di 960 mila barili al giorno nel solo 2010. Nel 2011, la domanda asiatica è cresciuta 1,33 volte più della contrazione avvenuta in Europa e USA.

Notano poi su SmartPlanet:

Il consumo di carburanti OCSE e non-OCSE.

Sarebbe un grave errore assumere che nuove risorse da fonti costose e non convenzionali possano supplire alla nuova domanda di 1 milione di barili al giorno per il 2012, e il 2013, e il 2014 e così via. Non soddisferemo la sete del Dragone con un pugno di sabbie.

Il succo del problema è che i Paesi asiatici, arrivati dopo di noi, sono già sulla strada del risparmio energetico. Nella corsa per l'efficienza hanno già vinto, e questo pagherà in termini di mercato.

La conclusione è indiscutibile: abbiamo consegnato le chiavi dei pozzi. Siamo nella fase discendente della produzione petrolifera, e contrariamente a quel che davamo per scontato non saremo certo noi a godercela fino all'ultima goccia.

E forse faremmo proprio bene a sistemarle, quelle ferrovie per i pendolari.

Autrice: Debora Billi / Grafico: Logi Energy / Fonte: petrolio.blogosfere.it (sito chiuso)