Giulietto Chiesa: le scie chimiche servono per “proteggere” la Terra

Giulietto Chiesa: le scie chimiche servono per proteggere la TerraScie chimiche?

La meno complottista delle teorie è forse anche la peggiore: irrorare il cielo per creare un velo persistente che attenui l’impatto del sole, scongiurando il cataclisma del surriscaldamento.

Un’incognita immensa: nessuno sa che impatto possa avere, questo stratagemma, sull’ecosistema terrestre, continenti e oceani.

È una riflessione che Giulietto Chiesa ha riproposto di recente, in un dibattito al Senato con politici e scienziati. Del “fenomeno” sappiamo pochissimo, tranne quello che si vede a occhio nudo: i nostri cieli sono ormai gremiti di scie bianche rilasciate dagli aerei.

Scie che restano nell’aria per ore, espandendosi, fino a diventare nuvole. Sembra l’applicazione, alla lettera, delle teorie di Edward Teller, il fisico ungherese (naturalizzato statunitense), padre della bomba all’idrogeno e probabile ispiratore del Dottor Stranamore di Stanley Kubrick. Si chiama Solar Radiation Management, l’ipotetico “scudo solare termico” che si andrebbe allestendo, da diversi anni, nel tentativo di ridurre l’effetto della radiazione solare facendola “rimbalzare” su un velo chimico chiaro, riflettente. Un’operazione necessariamente coperta, segreta, gestita da militari, impossibile da divulgare e ammettere.

Non abbiamo prove, soltanto indizi: le scie nel cielo sono protette dal silenzio assoluto di qualsiasi istituzione, nonostante il proliferare di voci isolate, denunce, sospetti, qualche ammissione parziale, svariati indizi: Putin che vieta sorvoli di aerei Lufthansa, lo scienziato aerospaziale Douglas Rowland (Nasa) che dichiara che il carburante dei velivoli sarebbe addizionato con il litio, sostanza usata da decenni in ambito psichiatrico.

Commentando lo studio dell’Us Air Force, “Owning the weather”, il generale Fabio Mini, già capo della missione Nato in Kosovo, spiega che “possedere il clima” significa utilizzarlo “as a force multiplier”, come moltiplicatore di forza, in ambito militare. Il sottilissimo “fim” creato nella ionosfera sarebbe uno “schermo artificiale” perfetto per ricevere le emissioni radio del sistema Haarp (stazioni in Alaska, Australia e Sicilia, la base Muos di Niscemi) destinate a coordinare in tempo reale le forze armate sparse in tutto il mondo – ma anche, si sospetta, a condizionare il clima di intere regioni del pianeta provocando siccità, inondazioni, forse anche terremoti e tsunami.

Complottismo?

Se ancora mancano le prove, Giulietto Chiesa si interroga sul possibile movente.

Semplicissimo, terribilmente banale: il global warming è una realtà ormai anche scientifica, la Terra si sta velocemente surriscaldando a causa dell’emissione di gas serra sprigionati dal consumo di carbone e metano, e nessuno – nessun paese, nessun governo – è in grado di fermare le macchine, riducendo l’anidride carbonica e il metano, non sapendo come metter mano al dogma della “crescita”.

Questo il motivo per cui, forse, si ricorre alle teorie di Teller: attenuare l’azione del sole, senza però avere la minima idea dell’impatto che ciò possa avere sul delicato equilibrio degli ecosistemi. Per questo, se l’operazione è davvero in corso, è impossibile averne conferma: nessuno potrebbe assumersene le responsabilità, ufficialmente. Se il “movente” è innanzitutto ecologico – prima che strategico, militare, geopolitico – allora la situazione potrebbe rivelarsi più grave del previsto: significherebbe che si sta tentando, alla cieca, si trovare soluzioni d’emergenza, disperate, a una situazione ormai fuori controllo, che preoccupa l’élite in modo inconfessabile.

Ma questi, ribadisce Chiesa, sono soltanto interrogativi: oggi è impossibile pretendere risposte certe dai servizi segreti, perché non esistono forze politiche democratiche capaci di reclamare verità da offrire ai cittadini. Regna il silenzio, mentre il cielo si va riempiendo di scie bianche: domande mute, a cui nessuno vuole rispondere.

Fonte: libreidee.org

Commenti

enzo (non verificato)

Giulietto Chiesa dovrebbe informarsi meglio prima di formulare teorie... campate in aria, è il caso di dirlo:

1) Il Global Warming NON è affatto una realtà "anche" scientifica nel senso di universalmente accettata. Molti scienziati adducono teorie - supportate da opportuni riscontri scientifici - di segno esattamente opposto.

2) I gas serra non sono generati solo, né principalmente, dalla combustione di carbone e metano. Il carbone ne produce una volta combusto mentre il metano è un gas serra così com'è e la stragrande maggioranza di quello emesso in atmosfera non ossidato è prodotto dalle deiezioni animali, quindi c'entrano realtivamente sia le "macchine" (che possono essere alimentate anche rinunciando a carbone e metano) che lo sviluppo. Lasciamo stare la "crescita" perché essa non è strettamente legata alle emissioni anzi una crescita orientata non solo verso l'economia, presupporrebbe un cambio di paradigma energetico e quindi minori emissioni dannose.

3) L'anidride carbonica non è esattamente un gas serra e non sortisce un grande impatto sull'ecosistema ma è anzi il principale alimento delle piante. La stragrande maggioranza di quella presente in atmosfera è prodotta dalla respirazione marina e comunque quella emessa con le attività antropiche non è altro che la restituzione alla natura di quella accumulata nella materia organica.

4) Una copertura chimica capace di abbassare le temperature al suolo (l'idea di Teller) dovrebbe essere costituita da solo particolato di alluminio, continuamente rinnovato ma in quantità tale da oscurare la luce solare al livello di una copertura nuvolosa naturale.Al contrario, limitarsi a rendere il cielo bianchiccio ed opalescente non può che AUMENTARE l'effetto serra e dare l'illusione che il Global Warming sia un problema reale. Per rendersi conto di ciò, basta rendersi conto di quanto le giornate prive, almeno in apparenza, di irrorazioni aeree, siano nettamente più fresche anzi spesso più fresche delle medie stagionali.

5) Quando mai si sono visti nella storia, governi sovranazionali dirottare risorse così rilevanti per fare del bene alla popolazione?!?

anonimo anti ci... (non verificato)

Enzo informati pure tu però sforzati di fare qualche ragionamento quantitativo, le spari grosse quanto Chiesa:

Dici la CO2 "emessa con le attività antropiche non è altro che la restituzione alla natura di quella accumulata nella materia organica." Grazie tante, accumulata in molti milioni di anni centinaia di milioni di anni fa e restituita in 3 secoli dalla rivoluzione industriale in poi. Se blocchi un fiume con una diga ci metti un mese a riempirla; se la rompi e fai defluire l'acqua in pochi minuti, il suo effetto a valle non sarà quello che il fiume a regime avrebbe avuto, ma enormemente superiore.

La CO2 derivante dalla combustione di petrolio e carbone aumenta il livello di quella che è presente nell'aria al netto delle attività umane. Il global warming è una realtà scientifica perché è accettata da QUASI tutti. La scienza non richiede l'unanimità, c'è spesso qualcuno che non capisce, non vuole capire o a cui conviene far finta di non capire anche solo per visibilità. I bastian contrari per partito preso ci sono in tutti i campi. Le idee e convinzioni scientifiche vengono selezionate col tempo e col contributo di migliaia se non milioni di ricercatori, le voci fuori dal coro non smontano una teoria se non portano prove schiaccianti, e per ora tutte le prove puntano verso un contributo delle attività umane al riscaldamento.

L'anidride carbonica è un gas serra, e il fatto che sia "il principale alimento delle piante" non toglie niente a questa verità. Il problema è la concentrazione (purtroppo a tante persone che sarebbero interessate alla scienza manca proprio l'abitudine al ragionamento QUANTITATIVO. Per parlare di queste cose a ragion veduta è NECESSARIO RAGIONARE COI NUMERI). Per chiarire, anche l'acqua è necessaria alla vita ma se ne vieni sommerso affoghi.

riguardo a quello che dice Giulietto Chiesa, manco vale la pena commentare. Le scie chimiche sono ciarlataneria pura. "Sappiamo pochissimo" un tubo. Sappiamo tutto quanto, perché è noto e arcinoto quello che brucia nei motori degli aerei. Arrivano all'aeroporto, "fanno benzina" come una autovettura, un treno diesel o una nave in porto e ripartono. Nessuno si preoccupa delle emissioni di questi mezzi ma solo di quelle degli aerei perché le scie di condensa si vedono. Già questo dovrebbe mettere la pulce nell'orecchio sulla profondità del ragionamento.

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