DNA: il nuovo romanzo di Dario Giardi

Clicca per ingrandireCosa lega un centro ricerche di Città del Messico al piccolo comune di Bojano, ai piedi del massiccio del Matese, in Molise? Per quale motivo il controverso osservatorio della Specola Vaticana si interessa degli scavi paleontologici dell’Homo Aeserniensis e dell’antica città di Nora in Sardegna? La risposta si trova tra le pagine di “DNA”, il mio secondo romanzo, edito da Leone Editore.

La narrazione segue le vicende di Estela, giovane psicologa messicana propiziata da strani sogni premonitori, che si imbarca in un'avventura attraverso l'Atlantico per ritrovare l'amato Daniel, disperso insieme ai suoi compagni nel corso di una misteriosa spedizione speleologica in Italia.

Il viaggio di Estela si rivelerà ricco di imprevisti, ostacoli e peripezie, svelando pian piano il mistero e rivelando le trame di un'oscura cospirazione, volta a nascondere inquietanti notizie sulla vera storia dell'umanità.

Come autore di guide turistiche ho cercato di trasferire nel testo la mia esperienza per presentare luoghi del nostro territorio ancora inesplorati o poco conosciuti. La finzione del romanzo si mescola alla realtà dei luoghi. Tutti i siti e i ritrovamenti cui si fa riferimento nel romanzo sono, infatti, reali e tuttora esistenti.

Misteriosi luoghi, siti archeologici e antichi popoli della nostra Italia, diventano parte integrante del tessuto narrativo. Un modo per conoscere ed apprezzare il patrimonio paesaggistico, storico e culturale del nostro Paese.

Ho cercato di stimolare la curiosità del lettore per portarlo al di là del quotidiano e dell'ovvio.

“DNA” è un thriller atipico, che racconta e vuole comunicare più di quanto il lettore possa inizialmente aspettarsi: un'intuizione, un'esperienza, la ricerca di un mistero sotterraneo, che si cela tra le pagine della storia, nelle profondità della Terra e, chissà, anche nel nostro DNA.

La domanda che mi ha ispirato, quella dalla quale sono partito per scrivere DNA è: siamo soli nell'universo?
Difficile dirlo e poi, sarebbe davvero rassicurante dare una risposta positiva a questo quesito? Cosa sarebbe più inquietante: sapere di essere soli tra milioni di galassie o essere certi dell'esistenza di altre forme di vita sparse per il cosmo?
La cosa di cui tutti noi siamo più affamati è la conoscenza del significato della vita ed è proprio quello che la scienza non ha saputo fornire. Solo in parte le religioni hanno saputo riempire tale vuoto e così tutti noi continuiamo a ricercare un “senso” al nostro esistere.

Non voglio dire che questo senso debba essere necessariamente una verità. Possiamo anche solo immaginarlo, ma niente potrà spegnere il desiderio recondito che tutti noi abbiamo di accendere la luce nella stanza buia dove sogni, speranze e verità si confondono.

"La più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero; sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza" diceva Albert Einstein ed io concordo in pieno.

Breve biografia e contatti

Dario Giardi, ricercatore in campo energetico e ambientale, è autore di guide turistiche per case editrici italiane e americane. Esperto di arte e cultura celtica, etrusca e romana, temi su cui sta attualmente preparando il suo primo film. Con Leone Editore ha pubblicato “La ragazza del faro” e “DNA”.

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