Riflessione di Francesco Tabaroni sul negazionismo


Riflessione di Francesco Tabaroni sul negazionismo

Negazionisti: l'alibi perfetto degli idioti. “Negazionisti” è un termine legato all’olocausto e usarlo fuori contesto è davvero, davvero squallido. Riflessione di Francesco Tabaroni

“Negazionisti” è usato per screditare chi riconosce l’esistenza del Covid ma pone domande molto precise su dati scientifici.

La stragrande maggioranza delle persone che scendono in piazza a Berlino, Parigi, Londra e in tutta Italia riconoscono molto bene l’esistenza del Covid, ma criticano la gestione politica legata alla pandemia, con le annesse responsabilità. Contestano la lettura che ne è stata data e che se ne continua a dare.

Perché dopo la dichiarazione di emergenza il governo Conte ha continuato come nulla fosse per settimane, anzi ha incentivato gli aperitivi?

Perché non vengono desecretati tutti e non solo 5 su oltre 40 i verbali del comitato tecnico scientifico?

Questa è completa mancanza di trasparenza per i cittadini.

Perché non si dice che la stragrande maggioranza delle persone morte sono over 80 con più di 3 patologie croniche e sono morte CON Covid e non PER Covid?

Sono dati ufficiali, pubblici, già appurati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Perché vengono conteggiati i morti per Covid anche persone negativizzate, cioè persone che avevano contratto il virus nei mesi scorsi, erano guarite e sono poi morte per altre patologie, ma comunque vengono conteggiate per morti Covid su indicazione del ministero della sanità?

Questa dovrebbe essere un’informazione su tutti i TG nazionali.

Ancora.

Perché l’informazione mainstream non dice che i contagi giornalieri sono in relazione al numero di tamponi giornalieri? Cioè se aumentano i tamponi, aumentano come logico anche i positivi.

Perché non si dice che i positivi asintomatici non sono malati e non trasmettono il virus? Ma si continua a leggere l’elenco giornaliero dei contagiati come in un bollettino di guerra quando in realtà sono persone sane. Notare poi come nel corso dei mesi si è pian piano passati da chi è realmente malato, e quindi con sintomi specifici, a chi è solo contagiato asintomatico. Oggi per tenere in piedi l’emergenza sanitaria si vuole equiparare la gravità tra i due casi. Infatti quelli che a inizio pandemia venivano chiamati portatori sani, oggi vengono chiamati infetti.
Ancora.

Come mai dopo settimane e mesi di assembramenti, più o meno involontari, non c’è stata nessuna corsa in terapia intensiva?

Perché nel picco della pandemia la mascherina non era obbligatoria e ora lo è diventata?

Possiamo avere una risposta chiara e plausibile sulle morti di Bergamo?

Domande logiche e con basi solide alle quali nessuno al governo dà una risposta e una spiegazione. Ma anzi preferisce additare chi le pone come “negazionista” del Covid. Ormai sono passati dei mesi, ci sono dei dati scientifici molto precisi, consultabili, inconfutabili. Si discute sulla lettura chiara e puntuale di tutti questi dati e non sulla negazione dell’esistenza del Covid. Quindi Zingaretti gioca davvero sporco facendo finta di non capire. Questa è ipocrisia.

Chi preferisce parlare di “negazionisti” lo fa per comodità politica, per gettare fango sull’intelligenza dei ragionamenti con dati alla mano, altro che “terrapiattisti”.

Si cerca di rinforzare in tutti i modi la posizione governativa che fa acqua da tutte le parti.

I “negazionisti” sono diventati l’alibi perfetto per chi non vuole approfondire niente e continua a fidarsi ciecamente di questa classe politica.

Ci sono poi i tanti pareri di infermieri sul campo che, a parte riportare la loro eroica esperienza di operatori, non sono certo più titolati di altri esperti a parlare, se non per confermare che il Covid esiste.

I veri negazionisti sono quelli che hanno negato la pubblicazione dei verbali Covid, che hanno occultato quelli relativi ai trattamenti applicati, che hanno impedito l’effettuazione delle autopsie, che tutt’ora negano che i protocolli fossero sbagliati. Negano che tanta gente è stata lasciata a morire.

Certo il Covid esiste, lo sappiamo bene, e siccome qui nessuno è “negazionista”, prima di trasformarci tutti quanti in degli ipocondriaci imparanoiati, riteniamo sia ancora utile e doveroso valutare la realtà secondo dati oggettivi e inchiodare le proprie responsabilità a chi fa di tutto per non assumersene. Questo ammesso che non ci sia del dolo.

Il popolo italiano non rinuncia alle proprie libertà costituzionali in nome di un’ipocrisia politica.

Autore: Francesco Tabaroni - Vox Italia / Segnalato da: Milva Oleandro

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