Eugenio Benetazzo

L'Europa è a rischio dissoluzione

Crisi UeLetteralmente, avete paura?

Perché ostracizzare sempre e comunque il concetto di paura ? Il nostro istinto, con l’obiettivo inconscio di preservare la nostra sopravvivenza, ha sviluppato ed evoluto questa emozione a cui spesso diamo sempre una connotazione negativa.

La paura ci mette in stato di allerta, aumenta e migliora le principali funzioni fisiologiche, con l’unico scopo di renderci il più possibili immuni da una minaccia presunta o reale che i nostri sensi hanno individuato o percepito. In sé, pertanto, l’idea di aver paura ci mette nelle condizioni di poter reagire con la massima efficienza e prontezza ad un possibile scenario di pericolo.

Qualunque esso sia. Anche finanziario. Certo, quest’ultimo magari non colpisce la nostra incolumità fisica, ma può devastare quella psicologica, quest’ultima in grado in poco tempo di impattare anche su quella fisica. Pensate alle persone che decidono di farla finita per una minaccia che si è materializzata sul fronte finanziario: accertamenti fiscali, richieste di risarcimento o perdite improvvise di capitale all’interno dei loro investimenti personali.

Avere paura per quello che sta accadendo sui mercati finanziari soprattutto in queste ultime due settimane non solo è naturale, ma soprattutto è doveroso.

In Italia previsti divieto di esportazione di capitali e prelievo coatto

TassazioneLasciate perdere le fantasiose proiezioni politiche sul futuro del nostro paese, ormai non ha neanche tanto senso continuare ad aspettare il nuovo governo.

La pagheranno circa cinque milioni di italiani, questa fase di instabilità e di mancanza di convergenza politica nell'interesse del paese, con il Partito Democratico come principale responsabile.

Sono cinque milioni infatti i contribuenti italiani (intesi come persone fisiche) che secondo le rilevazioni di Bankitalia detengono depositi e giacenze bancarie a prima vista superiori a euro 100.000. Lo hanno fatto capire con grande disinvoltura persino le autorità sovranazionali europee, l'Italia non è più di tanto a rischio per adesso, nonostante i suicidi quotidiani e le chiusure sistematiche di piccole e medie imprese day by day.

La prima manovra tampone, con grande presunzione, istituita dal prossimo governo sarà l'istituzione di una sorta di imposta di solidarietà su chi possiede disponibilità liquide superiori a centomila euro appunto. Il prelievo potrebbe essere anche di entità piuttosto contenuta (tra lo 0.5% e il 3%), mettendo il futuro governo nelle condizioni di gestire le future contingenze della spesa pubblica. In parallelo ci potrebbe stare anche un inasprimento dell'attuale imposta di bollo (oggi allo 0.15%) facendola lievitare sino allo 0.50% del totale degli assets finanziari complessivamente detenuti.