Il mondo illusorio della cultura dello Sballo

DiscotecaIn qualsiasi sistema sociale, vitalità e felicità sono proporzionali alla conservazione della propria coscienza individuale (opposta alla massa), e dipendono dalla capacità di rigettare le “illusioni” che derivano dai tentativi di manipolazione mentale.

Soggetti a queste illusioni sono maggiormente le persone che non hanno ancora raggiunto uno stadio sufficiente di maturità, come gli adolescenti e i giovanissimi. Questo spiega la vulnerabilità delle nuove generazioni ai falsi miti del consumo, del divertimento, del godimento ad ogni costo e della droga.

Non ci si può quindi meravigliare delle improvvise morti per collasso all’uscita delle discoteche, di ragazzi in preda a deliri di “sesso, alcool, droga”, visto che tutto ciò non è altro che la conseguenza di quei miti imposti dalla manipolazione delle menti. Gli “esperti” che intervengono in stucchevoli trasmissioni televisive, discutono quasi sempre degli effetti, mai però delle cause e si propongono rimedi che vanno dalla chiusura delle discoteche (veri templi del divertimento moderno) da parte delle autorità o dell’adozione di provvedimenti di controllo, che vanno dal poliziotto in discoteca, ai cani anti-droga posti all’ingresso.

Le vere cause del fenomeno della pseudo cultura dello “sballo”, insinuatasi nella mente di molti giovani, bisogna ricercarle nei fattori che hanno determinato il nefasto condizionamento mentale di questi, e ci sembra facile rilevare che, quanto più le persone si trovano immerse in quella che si chiama “coscienza collettiva” (della massa), tanto più risultano influenzabili e manipolabili, dipendendo da una fonte autoritaria esterna (la società, il gruppo/club/setta di appartenenza, lo Stato, le istituzioni).

Ogni messaggio proveniente da questa nebulosa chiamata società, è calcolato in modo da spingere le persone verso una sorta di gregge privo di volontà e indipendenza, capace solo di rispondere automaticamente ai messaggi scoperti o velati, che provengono da una “autorità” esterna.

Allargando la visione di questo fenomeno, nei tempi attuali ci si chiede spesso come, il condizionamento mentale delle masse, sia funzionale sempre più a forme di sistemi autoritari, nonostante la parvenza di democrazia. Questo si può individuare come una delle principali finalità del sistema: il controllo politico assieme al controllo sociale.

La spiegazione del fenomeno, semplice ma difficile da individuare, è che la grande maggioranza delle persone sono inconsapevolmente manipolate. Si vive in un sistema in cui i processi mentali sono imposti fin dal primo apprendimento nelle scuole primarie. Quando poi gli individui diventano adulti, arrivando ad uno stadio di maturità apparente, in realtà raggiungono uno stadio tale dell’esistenza e dell’evoluzione mentale in cui rimangono prigionieri di un sottile e invisibile sistema, fatto di verità percepibili, mitologie imposte ed il loro contrario, il tutto sotto l’influenza dei media, della scuola, delle forme di comunicazione ricevute.

Gli individui più giovani, con un normale quoziente di intelligenza ma con ancora una scarsa cultura e poco senso critico, possono diventare prigionieri della loro stessa mente. Essi immaginano la felicità come un qualcosa che si trova all’interno dei confini mentali che sono stati loro imposti. In realtà, vivono la loro esistenza fisica, senza mai avvicinarsi alla libertà di decidere (libero arbitrio). Ogni scelta diventa infatti impossibile, quando tutte le opzioni sono imposte dal sistema, e sono proprio queste stesse opzioni a guidare verso la sottomissione ai messaggi che provengono dall’esterno. Non sempre, inoltre, si tratta di messaggi scoperti: a volte, sono messaggi anche subliminali, che possono essere contenuti nella pubblicità e anche nella musica.

Questo stato di sottomissione, è volutamente perseguito dall’attuale sistema sociale ed economico di matrice neoliberista, che vede in esso – attraverso il controllo dei media, dell’istruzione, delle parole d’ordine e delle mode, nonché delle organizzazioni no profit, delle materie di apprendimento, dei “pensatoi” istituzionali (fondazioni e think tank) – il modo per controllare e manipolare le masse, in particolare quelle giovanili che sono, in genere, le più suggestionabili e di cui si cerca di captare l’orientamento, che andrà poi a determinare il consenso o meglio ancora la soggezione a determinate regole sociali, che sono, in realtà, imposte inconsapevolmente al cittadino consumatore,

Questo sistema sa di poggiare su basi fragili, in quanto persegue lo sfruttamento, la precarietà del lavoro, la soppressione dei diritti sociali preesistenti e l’inasprimento delle disuguaglianze sociali. È quindi importante evitare che si formi una coscienza civile, tanto meno una coscienza nazionale e forme organizzate, che potrebbero portare al prodursi di possibili aspetti di rivolta sociale o di contestazione, ed è per questo fondamentale iniettare nelle nuove generazioni una forma di obnubilazione delle coscienze, che viene data dalla ricerca del divertimento, del consumo e degli status symbol.

Non esageriamo, pertanto, nell’affermare che i giovani sono oggetto di una sperimentazione di massa, di nuove forme di controllo mentale, ma non ne sono consapevoli. Le morti improvvise per collasso, che avvengono all’uscita della discoteca sono solo uno degli effetti di questa sperimentazione fatta sulla pelle dei più giovani.

Pochissime persone comprendono di vivere nell’inganno e nell’illusione e di essere vittime del potere suggestivo di parole ed espressioni ripetute. Questo avviene solitamente in coloro che hanno accresciuto il proprio senso critico e migliorato la propria cultura, tanto da saper percepire l’inganno dei messaggi che ricevono dal sistema mediatico. La maggioranza delle persone, subiscono il condizionamento imposto della propria vita e di quello che possiedono, semplicemente perché “non sanno di non sapere”. Il sistema di condizionamento mentale rende le masse schiave, più di quanto non farebbe un esercito invasore.

Contro quei pochi che sfuggono a questo sistema di condizionamento occulto e che riescono a percepire la verità, qualora diventino eccessivamente critici, quindi molesti o pericolosi per il sistema, vengono studiate altre forme per renderli marginali, come il discredito sociale, la ridicolizzazione delle loro tesi o, peggio, l’incriminazione. Il “pensiero unico non ammette il dissenso sulle questioni essenziali.

La creazione di una ragione convenzionale e/o di una coscienza collettiva, è l’arma segreta delle élites di potere. Più la mente di qualcuno è immersa nella massa, ovviamente, e più perde individualità e indipendenza di pensiero.

Questo genera un fenomeno negativo e effetti nefasti nelle menti di molti giovani (ma non solo).

Più si dipende dalla massa e meno si sviluppa un senso critico individuale, una libera coscienza. In poche parole, la “sindrome della massa” è un antidoto alla realtà. Si può affermare che il fenomeno psicologico chiamato coscienza collettiva, sia una strategia creata per il controllo della popolazione.

Se vogliamo domandarci cosa sia essenzialmente la coscienza collettiva, riprendiamo la definizione di Durkheim, la quale afferma: “la coscienza collettiva si differenzia dalla coscienza individuale ed è l’insieme di rappresentazioni, norme e valori, condiviso dai membri di una società, e come tale costituente la dimensione societaria di questo insieme di persone”.

Quando i nostri pensieri dominanti si accentrano sul gruppo piuttosto che sull’io o sull’individualità, allora siamo psicologicamente integrati nella “coscienza collettiva”. Di conseguenza dipendiamo necessariamente dal sistema. Si tratta di una strategia sottile e sofisticata volta al controllo della persona, che permette ad un’autorità invisibile di manipolare le masse secondo la propria volontà. All’opposto, è l’individualismo estremo a sfuggire a questo sistema mentale e al dominio autoritario.

L’ipnosi di massa, è uno stato in cui cade il soggetto, ove parole, colori, suoni e tecniche – di cui non è consapevole – vengono usati dai Media e dalla Pubblicità, con lo scopo di ipnotizzarlo. Si tratta di un sistema ben definito volto alla modifica del comportamento e di dominio assoluto della mente.

D’altra parte è risaputo che le persone comuni credono a qualsiasi cosa venga loro ripetuta abbastanza spesso, per cui è semplice, per gli “ipnotizzatori”, architettare qualsiasi espediente serva loro per raggiungere gli scopi prefissati. Chi è sotto ipnosi, agisce contro il suo interesse e dissipa le sue energie fisiche e mentali inseguendo miti e status imposti dall’esterno. Sotto ipnosi, o in condizioni di comportamento modificato, ciò che normalmente sarebbe considerato stupidità o autolesionismo, diventa “politicamente corretto”.

Agli occhi di una persona cosciente, questa è pazzia.

Molti sperimentano questo stato di cose, quando parlano con gli altri. Quello che è evidente per gli uni, non è avvertibile per chi è sotto ipnosi. L’ipnosi di massa è uno dei sistemi utilizzati per il controllo delle masse, ma a volte i suoi effetti possono sfuggire a chi ne detiene il controllo.

Un antidoto a quanto avviene nelle discoteche, potrebbe essere la frequentazione di altri luoghi dove sia possibile l’apprendimento, la formazione del carattere e l’accrescimento della cultura. Lo slogan per le nuove generazioni potrebbe allora essere: “meno discoteche e più sport e biblioteche“.

Autore: Luciano Lago / Fonte: fisicaquantistica.it

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