Alimentazione

Disturbi allo stomaco: cause e rimedi

ObesitàIl dolore di stomaco può manifestarsi in qualsiasi momento ed è può essere sintomo di moltissime problematiche, dalle più semplici a quelle più complicate.

Quali sono le cause del dolore di stomaco? Non è piacevole avvertire il dolore di stomaco dopo aver mangiato, il dolore allo stomaco dopo che avete mangiato può essere collegabile a differenti cause.

Il dolore di stomaco purtroppo in molti casi può essere sintomo di qualche particolare intolleranza da parte del soggetto a determinati alimenti. Continuate a seguirmi e vedrete da cosa trae principalmente origine il vostro malessere.

Dolore di stomaco cosa può essere?

1. Intolleranza al glutine (la celiachia)

Avete notato che subito dopo aver appena mangiato del pane, magari pure integrale, o un cracker, o una pizza, o una semplice torta vi viene il mal di stomaco? Ebbene, potreste essere intolleranti al glutine (proteina contenuta in alcuni cereali come il grano, l’orzo, l’avena ed il segale, per citarne alcuni). Il dolore che provate è considerato un sintomo non tipico di questa intolleranza: provate ad eliminare per qualche settimana quei suddetti cibi, giusto per vedere se questo fastidio sparirà. Per vedere comunque se siete celiachi basta un semplice esame del sangue mirato alla ricerca dell’ AGA (anticorpo antiglandina), l’EMA (anticorpo antiendomisio) e il TGA (antitransglutaminasi).

Un antico metodo di autoguarigione da praticare tutti i giorni

Ayurveda Ecco 6 tecniche di auto guarigione dall’Ayurveda che richiedono non più di 10 minuti al giorno. Metterle in pratica con continuità e perseveranza serve a ritrovare una migliore salute fisica, mentale e spirituale.

Secondo questo antico metodo di guarigione, al fine di mantenere ottimale la propria salute è necessario raggiungere una completa armonia tra corpo, anima e mente. L’Ayurveda è il più antico sistema di guarigione olistica che viene utilizzato, ancora oggi. In India, soprattutto, le persone preferiscono il trattamento ayurvedico rispetto alla medicina convenzionale e l’ayurveda viene studiata nelle scuole e nelle università.

Inoltre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel suo congresso di Alma Ati nel 1977, ha ufficialmente riconosciuto l’ayurveda e ne ha raccomandato la sua pratica e la divulgazione.

Tutto nell’universo è energia e tutto è interconnesso afferma l’ayurveda. I tre dosha (una sorta di bioregolatori) che mantengono vivo e in funzione il corpo, sono ‘pitta’, ‘kapha’ e ‘vata’. Vata regola la respirazione, kapha mantiene la forza e pitta controlla il metabolismo. Se sono allineate tra loro, il nostro sistema è sano.

Come scoprire gli alimenti a cui si è intolleranti

Ci sono alcuni cibi che quando li mangiamo ci fanno stare male, ma non tanto da poterli identificare chiaramente.

Stanchezza, gonfiore, pesantezza sono i sintomi più leggeri, ma nel tempo possono sfociare manifestazioni più gravi come capogiri, nausea, mancanza di lucidità, dermatiti, sovrappeso, tachicardia e danneggiamento e affaticamento di tutto il sistema digerente con conseguenze vaste su tutto l’organismo.

Esistono moltissimi metodi, più o meno riconosciuti dalla medicina ufficiale, per scoprire i cibi a cui siamo intolleranti. Quello che spiego di seguito, ispirandomi al Dottor Mozzi, è un metodo che ti permette ascoltando il tuo corpo di comprendere cosa gli fa male.

IL METODO PER INDAGARE EVENTUALI INTOLLERANZE È SEMPLICE E SI RIDUCE A POCHE NORME

Lista dei cibi alcalinizzanti e acidificanti

CibiCari amici,

è ormai un fatto piuttosto condiviso: la nostra salute è correlata al grado di alcalinità e acidità del nostro organismo. In particolar modo è stato osservato che la malattia dipenderebbe da una condizione iperacida direttamente proporzionale al consumo di cibi manipolati ed edulcorati, all’esposizione ad un ambiente inquinato, allo stress.

Questi e molti altri fattori rappresentano un vero e proprio sconvolgimento del delicato equilibrio acido/basico, costringendo il nostro corpo ad utilizzare il suo “serbatoio alcalino” per far fronte ad una sovrapproduzione di rifiuti acidi.

Cosa possiamo fare?

Diverse cose.

Innanzi tutto constatare la situazione in cui ci ritroviamo e valutare oggettivamente la condizione alcalino/acida del nostro organismo. In secondo luogo cercare di riportare una sorta di equilibrio grazie all’alimentazione.

La tabella qui riportata, scaricabile gratuitamente cliccandoci sopra, è un documento prezioso da tenere in vista nelle nostre cucine. Si tratta di una lista di cibi tratti dal libro di Baroody e Palmisano, Alcalinizzatevi e Ionizzatevi (Bis Edizioni, 2012) che riporta il grado di alcalinità e acidità dei nostri più comuni alimenti e condimenti.

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