Disoccupazione

In Italia neppure Renzi riesce a fermare l'emorragia della disoccupazione

Matteo Renzi e la disoccupazionePer la prima volta senza lavoro superano 3,3 milioni. Occupazione indietro di 14 anni.

Disoccupazione ai massimi livelli in Italia. Il tasso di disoccupazione si attesta al 13%, sostanzialmente stabile rispetto a gennaio (12,9%) ma in aumento di 1,1 punti percentuali nei dodici mesi: è il dato più alto dal 1977, inizio delle serie storiche trimestrali.

Lo ha comunicato l'Istat.

Sono 3 milioni 307mila. Il numero dei disoccupati aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente (+8mila) e del 9% su base annua (+272mila).

Scondo le stime provvisorie dell'Istat, il tasso di occupazione si è attestato al 55,2%: è il livello più basso dal primo trimestre del 2000. Risulta così occupato poco più di un italiano su due nella fascia d'età dei 15-64 anni.

Il tasso di occupazione risulta così stabile in termini congiunturali ma in aumento di 1,1 punti percentuali su base annua.

Disoccupazione in Italia: raggiunto nuovo record

Disoccupazione in ItaliaCi siamo lasciati alle spalle il 2013, con Letta e Saccomanni che continuavano a ripetere la solita tiritera: “L’ultimo trimestre dell’anno segna un ritorno alla crescita. L’Italia è fuori dalla recessione”. Poi, dopo le favole, arrivano spesso i numeri a dire la loro.

E che ci dicono?

Il tasso di disoccupazione italiano nel mese di gennaio sale al 12,9%, dal 12,7% di dicembre. Lo rende noto Istat, precisando che si tratta del valore più alto dal primo trimestre del 1977. Il tasso di disoccupazione nella fascia di età 15-24 anni, ovvero l’incidenza dei giovani disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, sale al 42,4% rispetto al 41,7% di dicembre (rivisto da 41,6%). Anche in questo caso si tratta del valore più alto sia dall’inizio delle serie storiche mensili (2004) che dall’inizio delle serie storiche trimestrali (primo trimestre 1977).

Nella media del 2013, il tasso di disoccupazione raggiunge il 12,2% rispetto al 10,7% di un anno prima, mentre nella fascia di età 15-24 anni arriva al 40%, crescendo di 4,7 punti percentuali. Istat sottolinea che il 2013 risulta l’anno più critico della crisi per la perdita di occupazione, che diminuisce di 478.000 unità (-2,1%). Dal 2008 l’occupazione è diminuita di 984.000 unità.

In Italia 4,8 mln di persone sono in condizioni di povertà assoluta

PoveroIn Italia, una famiglia su quattro versa in condizioni di disagio sociale. È ciò che emerge dal rapporto Noi Italia pubblicato dall’Istat, secondo il quale, nel 2011, sei famiglie su dieci (il 58%), hanno vissuto con uno stipendio inferiore ai 2.500 euro mensili, ovvero (29.956 euro annui, circa 2.496 euro al mese).

L’istituto di statistica rileva, inoltre, come la disuguaglianza nella distruzione del reddito sia particolarmente alta in Campania e in Sicilia, dove il reddito medio annuo è inferiore di oltre il 28% rispetto a quello del resto della Penisola. In Sicilia, inoltre, metà delle famiglie vive con 17.804 euro annui, circa 1.484 euro mensili.

Nel 2012, poi, una famiglia su quattro (24,9%) ha presentato almeno tre delle difficoltà che si contemplano nell’indice sintetico di deprivazione, mentre al Sud la percentuale ha raggiunto il 41%. In particolare, il 2,4% delle famiglie non si può permettere l’acquisto di una tv, di un telefono o di un’auto, il 50,5% afferma di non riuscire a permettersi una settima di vacanza lontano da casa, il 17,5% non si può permettere un pasto adeguato almeno ogni due giorni e il 22% non riesce a scaldare adeguatamente la propria abitazione.

Sono in condizioni di povertà assoluta, invece, il 6,8% dei nuclei familiari, per un totale di più di 4,8 milioni di persone.

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