Elargizioni

In India un esperimento di reddito universale

Lo Stato himalayano del Sikkim, al confine con la Cina, all’avanguardia socialmente, tutti i 610.577 abitanti riceveranno un reddito-base universale

Nel Sikkim, all’avanguardia socialmente, tutti i 610.577 abitanti riceveranno un reddito base universale

In India sta partendo un esperimento di reddito universale da far impallidire il nostro misero reddito di cittadinanza: succede nello Stato himalayano del Sikkim. Si tratta della seconda più piccola entità statale della federazione indiana, al confine con la Cina. Nel Sikkim, all’avanguardia socialmente, tutti i 610.577 abitanti riceveranno un reddito-base universale, come riportato dal “Washington Post”. (1) «Al posto di un insieme anche piuttosto confuso di contributi sociali, tutti riceveranno una somma di denaro», scrive Guido da Landriano su “Scenari Economici”.

In questo, modo nessuno dovrà più preoccuparsi dei propri bisogni di base: saranno “stipendiati” tutti, indipendentemente dal reddito. Il Sikkim è un paese avanzato, per molti aspetti: «Con un tasso di alfabetizzazione del 98%, da diversi anni ha bandito completamente le borse di plastica: di recente è diventato il primo paese “biologico” al mondo, avendo messo al bando anche pesticidi e concimi chimici».

Il piccolo Sikkim, aggiunge “Scenari Economici”, ha anche un tasso di povertà piuttosto basso, «soprattutto se comparato con il resto dell’India, in quanto solo l’8% della popolazione è in uno stato di indigenza, contro il 30% dell’India e il 10% dell’Italia».

Il Sikkim ha un’economia basata sul un turismo di élite e sulla vendita dell’energia derivante dalle risorse idriche di cui dispone, alimentate dai ghiacciai dell’Himalaya. Lo Stato inoltre garantisce la casa a tutti i cittadini, a cui ora darà anche un reddito. «La finalità della decisione è quella di accorciare il gap economico fra i cittadini, con la speranza che, almeno localmente, non segua il trend mondiale che vede i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri», spiega Guido da Landriano. “Scenari Economici” fa notare che esistono altri esperimenti in corso, nel mondo, sul reddito universale o reddito di cittadinanza: a Stockton, in California, tutti cittadini senza lavoro hanno ricevuto 630 dollari per 18 mesi. «Solo che nel Sikkim a ricevere il denaro saranno tutti i cittadini, indipendentemente dal fatto che ricevano un reddito o meno». Proprio la difficoltà nel dedurre l’identità degli aventi diritto ha invece paralizzato il governo italiano, a cui l’Unione Europea ha peraltro accorciato ulteriormente la “coperta” disponibile per soccorrere le fasce sociali più deboli.

Il Re saudita distribuisce al popolo 32 mld di dollari

Principe ereditario Salman Abdul Aziz al SaudTra i provvedimenti del nuovo leader due stipendi di bonus agli statali. Ma anche investimenti in associazioni. Benefici per 6 milioni di cittadini.

Mentre gli europei sono alle prese con le tanto odiate misure di austerity, la popolazione saudita sta vivendo un periodo d’oro. E questo grazie al nuovo monarca, l'ottantenne principe ereditario Salman Abdul Aziz al Saud, asceso al trono in seguito alla morte del fratello Abdullah (avvenuta lo scorso 23 gennaio).

Re Salman sta infatti elargendo miliardi di dollari alla popolazione saudita sotto forma di investimenti in associazioni, scuole, ma anche bonus. Secondo alcuni economisti, la post-incoronazione costerà al re Salman qualcosa come 32 miliardi, in pratica un intero bilancio annuale della Nigeria, la più grande economia africana.

Nel complesso si calcola che siano circa 6 milioni i cittadini sauditi che beneficeranno di un bonus stipendio, offerto dal nuovo re dell'Arabia Saudita, Salman, a tutti i dipendenti pubblici. Anche compagnie private presenti nel Paese hanno deciso di seguire la stessa strada, concedendo gratifiche (stimate in centinaia e centinaia di milioni di dollari) in seguito al provvedimento annunciato lo scorso venerdì dal sovrano, il quale ha ordinato che gli statali ricevano una cifra pari a due mesi di stipendio.

Lai Pei-yuan è definito il re degli alberi. In un trentennio ha piantato 270mila alberi

Lai Pei-yuanHa piantato 270mila alberi nel giro di trent'anni, pari a circa 130 ettari, per far fronte alla deforestazione che Taiwan ha subito nell'ultimo secolo. Si chiama Lai Pei-yuan ed è già stato ribattezzato “re degli alberi”.

Lai Pei-yuan è un imprenditore taiwanese di 57 anni che ha avuto successo nel settore immobiliare e dei trasporti. Oggi ha cambiato vita e nelle fotografie appare come un moderno cowboy, cappello blu, stivali e gilet grigio.

Solo che al posto di far pascolare il bestiame, Lai pianta alberi. Negli ultimi trent’anni ne ha messi a dimora 270mila coprendo di verde un versante montano di 130 ettari, vicino a Taichung, a Taiwan. Un’attività che gli è valsa il titolo di “re degli alberi”.

La sua storia comincia quando, trentenne, decide di fare qualcosa di concreto per rimediare allo scempio cominciato nel 1895, sotto il dominio coloniale giapponese. In nome del progresso, alberi secolari vennero tagliati ed esportati. Una pratica proseguita anche per buona parte del Ventesimo secolo. Solo nel 1989 le autorità di Taiwan decisero di vietare la deforestazione, ma a quel punto il danno era già stato fatto. La superficie boschiva era calata dal 90 al 55 per cento.