Ebola

Ebola: l'OMS prevede decine di migliaia di infetti al mese

EbolaEntro dicembre di quest’anno i casi di ebola saranno nell’ordine di 10mila infettati alla settimana.

È l’ultima previsione dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

Il vicedirettore generale Bruce Aylward ha dichiarato che se non verrà intensificata la risposta all’epidemia – cosa molto difficile – entro 60 giorni sarà necessaria affrontare una spirale crescente di casi.

Nelle ultime quattro settimane, ha precisato Aylward, si sono verificati circa mille nuovi casi alla settimana anche se questa cifra potrebbe essere maggiore considerando i casi solo probabili e non ancora confermati.

Per invertire il corso dell’epidemia, secondo l’Oms, si dovrebbero avere il 70% dei casi isolati entro dicembre.

Ebola è un brevetto del Governo degli Stati Uniti d’America

Ebola è un brevetto statunitenseUn ente governativo USA, il CDC, ha brevettato, ossia “inventato”, un ceppo di Ebola. Tempo di aprire gli occhi su cosa sono realmente le pandemie e da cosa sono mosse...

L’ente americano CDC, Centers for Disease Control (Centri per il controllo delle malattie) possiede un brevetto di un particolare ceppo di Ebola, noto come “EboBun”.

È il brevetto Nr. CA2741523A1 ed è stato conferito nel 2010. Lo potete vedere qui. (Grazie ai lettori di Natural News che l’hanno trovato e l’hanno portato alla nostra attenzione.)

I richiedenti il brevetto sono chiaramente descritti sul brevetto ed includono: il Governo degli Stati Uniti d’America, rappresentato dalla Segreteria, dal Dipartimento per la Salute e Servizi Umani (Department Of Health & Human Services) e dal Centro per il Controllo delle Malattie (Center For Disease Control).

Il riassunto del brevetto dice, “L’invenzione riguarda i virus dell’Ebola umano isolato (hEbola), denotato come Bundibugyo (EboBun), depositato a mezzo dei Centers for Disease Control and Prevention – Centri per la Prevenzione e Controllo delle Malattie- (“CDC”; Atlanta, Georgia, United States of America) il 26 novembre 2007, a cui è stato concesso un numero di collocazione 200706291”.

Prosegue dicendo: “L’attuale invenzione si basa sull’aver isolato ed identificato una nuova specie di virus Ebola umano, l’EboBun. L’EboBun è stato isolato dai pazienti affetti da febbre emorragica in una recente epidemia in Uganda”.

Degno di nota è, tra l’altro, che l’EboBun non è la stessa variante che si crede attualmente stia circolando in Africa occidentale.

Secondo un virologo tedesco ebola fara milioni di morti

EbolaUn prestigioso virologo tedesco ha affermato che è ormai troppo tardi per fermare la diffusione di Ebola in Sierra Leone e Liberia e che cinque milioni di persone moriranno, notando che gli sforzi dovrebbero ora concentrarsi sul bloccare la trasmissione del virus ad altri paesi, impedendo la diffusione.

Jonas Schmidt-Chanasit del Bernhard Nocht Institute di medicina tropicale di Amburgo ha detto alla testata tedesca Deutsche Welle che la speranza è tutto ciò che resta, ma che, ormai, per gli abitanti della Sierra Leone e della Liberia, c’è poco da fare.

Il contagio si “esaurirà solo, quando avrà contagiato l’intera popolazione e ucciso cinque milioni di persone”. Proprio come un incendio in una foresta si placa, solo dopo avere bruciato tutto quello che incontra.

“Il momento giusto per mettere questa epidemia sotto controllo in questi paesi è stato perso”, ha detto Schmidt-Chanasit. “Quel tempo era maggio e giugno. “Adesso è troppo tardi”.

E mentre il virologo invita ad un “aiuto massiccio” da parte della comunità internazionale per prevenire che altri paesi come la Nigeria e il Senegal vengano completamente invasi dal virus, Schmidt-Chanasit avverte che mettere sotto controllo l’epidemia in Liberia e Sierra Leone è fuori dalla realtà.

Dopo l’intervista, l’organizzazione umanitaria tedesca Welthungerhilfe è saltata alla gola di Schmidt-Chanasit per i suoi commenti, perché ormai non esistono realtà scientifiche, ma credenze religiose. E chi avvisa i cittadini del pericolo, è subito tacciato di ‘allarmismo’ o di un sedicente ‘razzismo’.

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