Buchi neri

Gli scienziati perdono traccia di 900 asteroidi vicini alla Terra

Gli scienziati perdono traccia di 900 asteroidi vicini alla TerraDi recente un asteroide delle dimensioni di un autobus è passato "vicino" alla Terra, in questo caso a una distanza considerata sicura, a poco più di 200mila chilometri dal nostro pianeta. La Terra, al di là di episodi come quello che ha causato l'estinzione dei dinosauri, è sempre stata esposta a questi oggetti. La NASA ha una categoria speciale per gli asteroidi vicino al nostro pianeta (50 milioni di chilometri), composta da decine di milioni di rocce spaziali, sebbene contengano solo quelle più grandi.

Infatti, nel 2005 il governo degli Stati Uniti ha chiesto alla NASA di scoprire il 90% di questi asteroidi (140 metri o più), poiché sono quelli che hanno maggiori probabilità di causare danni alla Terra, in caso di impatto. Ed è esattamente questo disco che è stato perso, secondo un rapporto rivelato dagli astronomi dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics(1) nel Massachusetts, che afferma che circa l'11% dei 17.000 asteroidi vicini alla Terra identificati dal Minor Planet Center l'Unione Astronomica Internazionale tra il 2013 e il 2016 è attualmente senza coordinate note, quindi non possono essere seguite o confermate.

Secondo il rapporto, l'errore si è verificato nell'invio di conferma a una fonte secondaria dei nuovi candidati da classificare come "asteroide vicino alla Terra". "Dobbiamo agire in fretta. Domani questo oggetto potrebbe essere dall'altra parte del cielo e nessuno sa dove sarà il prossimo", ha detto Peter Vereš del Minor Planet Center.(2)

Uno studio scientifico sostiene che l'universo è un'illusione

UniversoGli scienziati avrebbero trovato una prova ancor più evidente, la quale descrive che l’universo in cui viviamo è un’illusione, un ologramma di enormi dimensioni che ha ingannato tutti, andando a conciliare con il rapporto tra teoria della relatività e la fisica quantistica di Einstein.

In altre parole, potremmo vivere all’interno di una gigantesca proiezione in 3D, di quello che è in realtà uno spazio bidimensionale, simile ad uno schermo del cinema o un dipinto.

Oppure si potrebbe semplicemente immaginare l’esperienza di guardare un oggetto tridimensionale da diverse angolazioni e vederlo cambiar forma a seconda del punto di osservazione. Le nuove simulazioni sperimentali proposte dallo scienziato giapponese Yoshifumi Hyakutake e il suo team, presso l’Università Ibaraki in Giappone, affrontano le energie variabili dei buchi neri scoperti negli universi paralleli. Se ciò fosse confermato potremmo iniziare a sperimentare viaggi spazio-temporali, piegando l’universo su se stesso e passando da un universo all’altro attraverso un ponte temporale.

In fisica, il ‘principio olografico‘ è una proprietà descritta nella teoria delle stringhe. Rappresenta un volume di spazio cui le informazioni presenti possono essere codificate su un confine di spazio selezionato. Il principio olografico è iniziato con una prima osservazione termodinamica dei buchi neri.

Da un buco nero fuoriesce una corrente di polveri fredde

Buco neroCostringe a ripensare le teorie su questi oggetti cosmici

Dal gigantesco buco nero attivo presente al centro di una galassia fuoriesce un vento di polveri fredde. La scoperta, inaspettata, è pubblicata sull'Astrophysical Journal ed ha sorpreso gli astrofisici al punto da costringerli a rivedere le teorie attuali su questi oggetti cosmici.

Il risultato si deve allo studio coordinato da Sebastian Honig, dell'università della California a Santa Barbara e all'università tedesca Christian-Albrechts a Kiel, e condotto in collaborazione con l'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso).

Quasi tutte le galassie hanno un enorme buco nero al loro centro. Ma quando questi buchi neri crescono in maniera massiccia, divorando la materia che li circonda, diventano gli oggetti più energetici dell'Universo, chiamati nuclei galattici attivi. Le regioni centrali di questi oggetti sono circondate da 'ciambelle' di polvere cosmica, simile alla fuliggine di una candela, formata da grani di silicati e grafite, minerali abbondanti anche sulla Terra.

Si pensava che la maggior parte della forte radiazione infrarossa proveniente dai nuclei galattici attivi provenisse da queste ciambelle di polveri.