Censura

Domani al Senato si vota per la sorveglianza di massa sul web - Fulvio Sarzana

Fulvio SarzanaDomani, in silenzio, il Senato approverà un emendamento già passato alla Camera, del senatore PD Davide Baruffi, che permetterà agli internet service provider, su mandato dell'AgCom e saltando la magistratura (contravvenendo perfino alla UE) di controllare costantemente tutto il vostro traffico (e di conservarlo per sei anni), al fine di impedire la condivisione di contenuti non autorizzati.

È sorveglianza di massa, di nome e di fatto.

E manca poco.

L'unica cosa che può tentare di impedirlo è invitare tutti i senatori a riflettere su quello che stanno facendo, e diffondere queste informazioni a più persone possibili, in modo da mobilitare l'opinione pubblica. L'intervista a Fulvio Sarzana, che per primo ha denunciato sul Fatto Quotidiano.

Questo canale, in dieci anni, ha fatto la storia dell'informazione libera in Italia.

La CIA controlla i Mass Media occidentali

La CIA controlla i Mass Media occidentaliChe qualcosa non funzioni nell'informazione dei Mass Media occidentali è cosa risaputa e verificabile giornalmente ascoltando i vari notiziari o leggendo quotidiani che di “libera informazione” hanno ben poco.

In un mio editoriale di agosto dal titolo LA NUOVA PROPAGANDA FILO AMERICANA: I RUSSI NON MANGIANO I BAMBINI, LI BOMBARDANO, avevo già affrontato il problema della manipolazione giornalistica per favorire in Europa un sentimento anti- Russo e quindi preparare l'Occidente ad un prossimo conflitto devastante contro quella Nazione che molti Europei vorrebbero amica.

La teoria del complotto giornalistico contro Putin è stata anche denunciata dal Reporter giornalista tedesco Udo Ulfkottee editore del quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, che ha denunciato apertamente di essere stato pagato dalla Cia per disinformare, scrivere articoli non veritieri pro-Usa e UE ma contro la Russia in modo da condurre le masse europee ad appoggiare una guerra contro Putin.

In un'intervista rilasciata alle emittenti televisive RT e Russia Insiderd, il giornalista racconta come la CIA Americana corrompe e sottomette i media europei per fargli fare propaganda favorevole agli Stati Uniti e contraria alla Russia.

In Italia proposta di legge ammazza web. La scusa è il cyberbullismo

In Italia proposta di legge ammazza webSei anni di carcere per i cittadini, i blogger e le testate che pubblichino anche una sola informazione in grado di violare i dati personali o di ledere l’onore e la reputazione di qualsiasi soggetto, con confisca del telefono, del computer e rimozione del contenuto obbligatoria.

È questa la novità di agosto (in realtà del 27 luglio) della proposta di legge C 3139 (prima firmataria la senatrice Dem Elena Ferrara), che, con l’accordo di tutte le forze politiche, eccetto alcuni parlamentari di opposizione che ne hanno contestato l’applicazione, verrà votato dalla Camera a partire dal 12 settembre prossimo.

La norma che dovrebbe occuparsi di cyberbullismo, quindi teoricamente di tutela del minore, transitando alla Camera, con i relatori Dem Micaela Campana e Paolo Beni è divenuta, con i profondi ritocchi dei relatori e della Commissione riunite Giustizia e Affari sociali, una vera e propria norma ammazza web, che riguarda anche e soprattutto ogni maggiorenne che si affaccia alla rete internet.

E sì, perché diversamente dalla disposizione originaria approvata anche dal Senato, che era incentrata principalmente sulla tutela del minore, il testo uscito il 27 luglio, è stato completamente stravolto, divenendo una norma repressiva sul web a tutti gli effetti.

Le Commissioni hanno approvato diversi emendamenti tra i quali questo testo: “2-bis. Ai fini della presente legge, con il termine ‘cyberbullismo’ si intende qualunque comportamento o atto, anche non reiterato, rientrante fra quelli indicati al comma 2 e perpetrato attraverso l’utilizzo della rete telefonica, della rete internet, della messaggistica istantanea, di social network o altre piattaforme telematiche.

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