Droni

Le narcotizzanti radio frequenze immesse nella rete elettrica

Radio frequenze rete elettricaRicercatore italiano denuncia: “Siamo irradiati da una tecnologia narcotizzante che ipnotizza le masse con radio frequenze immesse nella rete elettrica”

Emiliano Babilonia ricercatore e cavia umana dopo tantissimi test e analisi da lui fatte che trovate su youtube – Angeli Custodi mk ultra Italia – dice siamo irradiati da una tecnologia narcotizzante che ipnotizza le masse con le radio frequenze della rete elettrica nazionale.

“Queste frequenze – dichiara Emiliano Babilonia – a loro volta manipolano la frequenza BETA ( di 50 / 60 HZ ) da continua ad alternata, che ha un effetto similmente ad un elettroshock continuo, interagendo con il sistema nervoso centrale rendendoci dei zombi radio pilotati Animoidi. Quando usciamo dallo stato catatonico, sentiamo le voci e cosi perdiamo subito la credibilità e siamo subito definiti degli schizofrenici e malati di mente, invece siamo solo cavie umane coscienti con lavaggi del cervello continui.”

LE ASSOCIAZIONI contro le Manipolazioni Mentali

La frequenza del fenomeno nella popolazione generale è comunque tale che ha portato alla costituzione in diversi Paesi di associazioni di persone che «sentono le voci».

Droni alimentati a laser capaci di rimanere in aria teoricamente all’infinito

Clicca per ingrandireLa Lockheed Martin, uno dei più grandi affaristi di guerra degli Stati Uniti, in collaborazione con la LaserMotive ha dato la dimostrazione di poter prolungare il tempo di volo dei propri droniStalker” del 2.400 percento mediante l’utilizzo di un laser terrestre, consentendo così ai droni di rimanere in aria teoricamente all’infinito.

Con i droni utilizzati dall’esercito in combutta con le forze dell’ordine e la prassi destinata ad ampliarsi in tutti gli Stati Uniti, questo potrebbe essere un ottimo sistema per videosorvegliare potenziali criminali giorno e notte, o semplicemente per controllare il traffico.

Questa tecnologia, che effettivamente sembra pura fantascienza, impiega un metodo brevettato per trasmettere mediante luce laser energia senza fili su lunghe distanze, in questo caso da terra verso lo Stalker in volo.

Lo Stalker è un apparato aereo senza pilota (UAS) relativamente piccolo e alimentato elettricamente, il cui funzionamento a batterie è stato ora prolungato di oltre 48 ore.

Viene lanciato a mano, ha un motore a elica e viene manovrato in volo mediante un controller Xbox 360 e una telecamera che trasmette immagini in diretta sul computer del soldato.

Di seguito si può vedere un video promozionale della Lockheed Martin, a quanto pare rivolto al mondo delle forze dell’ordine:

Le nanotecnologie militari: un fenomeno a dir poco inquietante

Insetto droneÈ l'ultimo "giocattolino" dell'esercito americano, già in produzione. Un insetto drone, controllabile a grande distanza e dotato di telecamera, microfono e siringa.

Secondo le autorità è in grado di prelevare DNA o iniettare dispositivi RFID di localizzazione nella persona-obiettivo, provocando una sensazione di dolore quasi impercettibile, paragonabile a quello provocato dalla puntura di una normalissima zanzara.

Ovviamente gli utilizzi a cui potrebbe essere destinato dai servizi segreti sono molteplici: può essere utilizzato come spia, essendo dotato di telecamera e microfono, ma anche come "silenzioso sicario", iniettando nella vittima prescelta, al posto del chip RFID uno dei potentissimi veleni disponibili nel mercato, in grado di provocare arresti cardiaci, facendo pensare a un decesso naturale.

La "zanzara drone" può penetrare in una villa sorvegliatissima, eludendo guardiani e sistemi di allarme, passando a fianco degli addetti alla sorveglianza, penetrando attraverso una finestra o una semplice fessura, per poi magari essere "parcheggiata" sopra un armadio fino a quando la vittima non se ne va a dormire, pungerla e abbandonare l'ambiente senza lasciare traccia e destare sospetti.

Le tecnologie militari sono avanzatissime, ed è obbligatorio considerare che la maggioranza di queste sono mantenute segrete.

Pagine