Bruno Chastonay: andamenti dei mercati finanziari, finita la pacchia?

Oggi abbiamo i mercati in una situazione BOMBA che potrebbe nuocere a tutti gli investimenti, con calo dei CONSUMI e del POTERE DI ACQUISTO

Dal 2008, c'è una nuova crisi dei mercati su tutti i fronti economici.

Facciamo prima un breve escusso su quanto avvenuto negli ultimi tempi, giusto per entrare in sintonia agli avvenimenti, anche se già largamente conosciuti.

Dalla crisi dei mercati finanziari del 2008, siamo entrati in una fase di CRISI, su tutti i fronti economici, che hanno portato ai grandi cambiamenti che abbiamo visto.
Questi riguardano i TASSI NEGATIVI, aiuti finanziari dalle Banche Centrali, INTERVENTI verbali, e diretti nei mercati, cambio di COMUNICAZIONE dei dati, delle politiche monetarie.

Accelerazione della RICERCA DI RENDIMENTO, con ampia LIQUIDITÀ nei conti, da parte dei fondi, delle banche.

Cambio della VALUTAZIONE del RISCHIO, vista la scarsa reazione dei mercati alle varie situazioni createsi, con effetti localizzati, di breve durata e scarso effetto.

Dapprima i fattori a RISCHIO, timori politici, geopolitica, aspettative crescita, debiti, disoccupazione, hanno frenato gli investimenti e le scelte di portafoglio, condizionate dagli elevati TIMORI, incertezze.

Poi, con l’andare del tempo, dopo l’elezione di TRUMP USA, senza gli effetti nefasti che in molti si attendevano, abbiamo visto una accelerazione negli acquisti di TITOLI, spinti dalle fusioni / acquisizioni record, aumento dei dividendi, degli utili sopra aspettative, nonché dal rimpatrio dei capitali delle multinazionali USA, grazie ad una tassazione agevolata. E ancora, anche grazie alla mancanza di rendimento derivato dai BONDS delle nazioni principali.

Aumento netto della diversificazione verso EMERGENTI, spinto dalla ampia compiacenza di scarsi rischi, tassi stabili, crescita robusta, elevato rendimento.

Continui COMMENTI positivi ad oltranza da parte dei principali interlocutori politici, fondo monetario, IMF, banca mondiale, agenzie di rating, ministri vari.

Le cose comunque nel frattempo, si sono deteriorate ulteriormente, gradualmente, nel disinteresse per i DATI economici, dati fondamentali, generale.

Calo delle materie prime, principale fonte di reddito per molti emergenti, calo del margine di profitto nel loro commercio, aumento dei costi trasporto dal balzo petrolio, aumento dei costi da dazi, sanzioni imposte dagli Usa. E con il livello dei DEBITI record, espresso in DOLLARI, soggetti al suo rialzo, e pure con il rialzo dei suoi tassi, ad aumentarne la capacità di rimborso degli stessi. Tutto questo messo in evidenza anche dalla fragilità e tensioni, della POLITICA interna, della GEOPOLITICA globale.

Quindi non sono solo gli EQUILIBRI politici, degli accordi commerciali, ad essere cambiati in maniera inequivocabile e drastica.

TRUMP lo ha sottolineato, non NEMICI, ma CONCORRENTI commerciali.

Quindi una GUERRA COMMERCIALE, FINANZIARIA, di tutti contro tutti, e di cui non conosciamo ancora i riflessi nei vari campi, settori coinvolti, vincitori o vinti.

Un disordine e cambiamenti ampi, di cui non eravamo totalmente consapevoli. Si vedevano i fatti di cronaca, ma non si sono mai analizzati gli effetti perversi, di ritorsioni, alleanze, contro-misure, e in futuro, anche a rischio di CONSUMI selettivi. Come dice Trump, BUY USA, USA FIRST, che potrebbe venire applicato da tutti gli altri, CINA in primis.

Quindi oggi abbiamo, come già descritto precedentemente, una situazione BOMBA, a rischio esplosione, che potrebbe nuocere tutti gli investimenti.

DEBITI a livelli record globali, fine del calo TASSI verso politiche monetarie più restrittive a prescindere dal livello di INFLAZIONE. Aumento dei COSTI produzione, commerciali, trasporto, finanziamento, sociali.

Maggiori difficoltà nel reperire INVESTIMENTI, settore IMMOBILIARE in pressione, assenza di veri valori RIFUGIO.

Governi alle prese con sempre maggiori necessità di rientro dalle esposizioni, e quindi a “CHIEDERE” maggiori versamenti da parte dei suoi cittadini, con calo servizi, aumento dei costi degli stessi, pressione fiscale.

E questo a fronte di un periodo di calo dei CONSUMI, con calo del POTERE DI ACQUISTO continuo. Gli effetti della ampia liquidità a costo quasi zero, si sono oramai esauriti, dando solo un effetto da stabilizzatori durante quel periodo. Le Banche Centrali hanno scarse munizioni, scarsa capacità di intervento. I Governi sono alle prese delle loro campagne ELETTORALI, in Usa per il Mid-Term election, in EU l’anno prossimo globale, in UK con Brexit, in BRAS in cerca di nuovo leader, in SEK in voto di svolta epocale, in ITALIA in pressione continua, e così via.

Quindi siamo con settembre, ottobre, novembre, in un periodo cruciale per le economie e per la politica/governi in generale, e con il VENTO CONTRARIO.

Foto di pixabay.com / Autore: Dr. Bruno Chastonay. Valente professionista del settore finanziario, ha svolto attività in alcune principali banche elvetiche nei settori della tesoreria, dei metalli e dei derivati. È esperto nella gestione professionale del risparmio su base personalizzata ed è fiduciario finanziario, ai sensi della legislazione elvetica. Ha collaborato con le Università di Bari e Pescara. Attualmente svolge l’attività di analista finanziario globale. Vive e lavora a Lugano.

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