La componente muscolare è peculiare nell'insorgenza dei dolori alla schiena e alle articolazioni

YogaTroppo spesso viene trascurata la componente muscolare nella comparsa di sintomatologie dolorose tra le più comuni: torcicollo, cefalea, tunnel carpale, sciatica. Vediamo come i muscoli contratti e accorciati, possono causare queste problematiche.

La struttura muscolare e scheletrica

Il telaio del nostro corpo, per utilizzare un termine automobilistico, è costituito dalle ossa e dalle relative articolazioni che ne permettono il movimento. Il sistema scheletrico è azionato dai muscoli che con opportune contrazioni e allungamenti ne permette il movimento.

I muscoli e la retrazione

I muscoli sono una componente molto dinamica, in continuo mutamento. Chiunque avrà notato che spesso chi compie intensa attività fisica ha un‘accrescimento del volume muscolare, viceversa se restiamo immobilizzati il muscolo tende ad atrofizzarsi. Questo processo fisiologico avviene quotidianamente secondo il principio di economia che il nostro metabolismo segue autonomamente: se un muscolo viene esercitato ne viene accresciuta la massa e la forza, in caso contrario lo stesso muscolo viene smantellato. Mantenere un muscolo inattivo comporta un dispendio energetico inutile.

Allo stesso modo un muscolo che compie movimenti parziali, viene limitato e fissato sempre per il principio di minor spreco energetico. Quest’azione avviene quotidianamente senza rendercene conto.

Gli effetti della retrazione muscolare: l'accorciamento muscolare

Immaginate il muscolo, composto da migliaia di fibre muscolari, avvolte e circondate da un tessuto che le avvolge e ne permette lo scorrimento. Se voi non estendete mai un muscolo, queste stesse fibre verranno parzialmente bloccate all’interno del tessuto che le avvolge, facilitando i movimenti che compiamo con maggiore frequenza. Questo fenomeno ha l’effetto di limitare la massima estensione del muscolo, mantenendolo in uno stato di contrazione intermedia.

Un esempio chiarirà maggiormente il concetto. Fate una flessione cercando di toccare con le mani il terreno. Non ci riuscite? Probabilmente, se andate in dietro con la memoria ricorderete che un tempo potevate farlo senza sforzo. Cosa è successo? Perché non toccate più il suolo? Semplice. I muscoli non utilizzati al loro meglio sono andati incontro ad un processo che chiameremo “accorciamento muscolare” ossia i muscoli non sono più in grado di distendersi al massimo delle loro capacità. Ma le conseguenze non sono limitate a questo..

Conseguenze dell‘accorciamento muscolare

Come visto, i muscoli non opportunamente esercitati, si irrigidiscono perdendo parte della loro capacità di allungamento. Gli effetti di questo fenomeno non si limitano ad una perdita di capacità di allungamento, ma possono portare conseguenze ben più gravi. I risultati più eclatanti si possono vedere negli anziani, che si schiacciano letteralmente col passare degli anni. Sono curvi, più bassi e con una mobilità assai limitata. Infatti i muscoli esercitano la loro incredibile forza sulle ossa. Muscoli retratti non più in grado di distendersi, portano alla deformazione della stessa struttura ossea.

Retrazione muscolare e conseguenze sulle articolazioni

I muscoli lavorano in sinergia tra loro per permettere il movimento tra le ossa. I punti in cui le ossa scorrono tra di loro sono le articolazioni. Muscoli retratti e in accorciamento, mantengono una pressione endo articolare superiore alla norma. Le conseguenze sono dolori articolari che posso degenerare in patologie conclamate.

Come contrastare queste retrazioni muscolari?

Vate notato qual è la prima azione di un gatto quando si alza dopo un pisolino? Passa qualche secondo ad allungare completamente tutta la colonna ed i muscoli del corpo. Alla mattina noi cosa facciamo? L’esatto contrario, restiamo più chini fintanto che non ci “riprendiamo“ .
Il segreto è mantenere i muscoli elastici ed allungati, mediante stretching, opportuni esercizi ed altre tecniche. (Pancafit, Pilates)

L’argomento è particolarmente delicato e per dare una corretta visione, verrà trattato in un‘altro articolo.

Autore: Alessandro Di Coste / Fonte: naturopataonline.org