Bioinformatica

Realtà virtuale: ricostruzione in 3D del feto

FetoI medici, così come i genitori in attesa della nascita di un figlio, presto potrebbero vedere come crescono i bambini nel pancione della mamma grazie a nuove immagine in 3D.

Un gruppo di ricercatori della Clinica de Diagnostico por Imagem di Rio de Janeiro, in Brasile, ha infatti creato un modello di feto molto realistico, utilizzando le cuffie per la realtà virtuale.

Il lavoro, descritto sul Daily Mail, verrà presentato la prossima settimana al meeting annuale della Radiological Society of North America.

In pratica, i ricercatori hanno usato le immagini della risonanza magnetica per creare una ricostruzione in 3D.

Una volta creato un modello accurato, che comprende anche l'utero, il cordone ombelicale e la placenta, i ricercatori lo hanno inserto nelle cuffie Oculus Rift.

Il risultato?

Un modello dell'intera struttura del feto, con la possibilità di vederlo e studiarlo in ogni suo dettaglio. In questo modo le cuffie per la realtà virtuale potranno essere utilizzate per individuare difetti di nascita e consentire ai genitori di vedere lo sviluppo del loro bambino al di fuori del grembo materno.

Foto-schedato uno statunitense su due

Biometria faccialeOggi, Facebook vanta oltre un miliardo e mezzo di utenti.

Le loro facce sono pubbliche. Una colossale auto-schedatura planetaria. Non è uno scherzo: c’è chi sta lavorando per “classificare” ogni individuo, magari utilizzando telecamere di sorveglianza nelle strade. Oggi, un americano adulto su due – cioè 117 milioni di persone – ha già avuto le sue foto sottoposte a questo genere di ricerche.

In pratica, scrive la “Stampa”, si impiegano «algoritmi utilizzati dalle polizie di una trentina di Stati come fossero un semplice motore di ricerca». All’occorrenza, «si immette l’immagine del presunto criminale e si cerca un possibile collegamento con una foto tratta dalle banche dati delle patenti di guida o delle carte d’identità».

O magari da Facebook, che è così comodo – ora, scrive Gianfranco Carpeoro proprio nella sua pagina Fb, meglio si capisce il nome, “faccia-libro”, del mega-network creato da Mark Zuckerberg all’indomani dell’11 Settembre, quando la Cia scoprì la necessità di dover controllare l’identità, l’orientamento e i movimenti di milioni di individui.

A svelare che il 50% della popolazione statunitense è già stata sottoposta a schedatura digitale, con l’impiego di sofisticate tecnologie per il riconoscimento facciale, è un autorevole istituto, il “Center on Privacy & Technology” della Georgetown University.

Non serviranno più password, pin e chiavi grazie ai nuovi chip dermali NFC

Chip dermaleViene spacciata per “tecnologia amica”, un’idea che rivoluzionerà il nostro modo di vivere, e pare che proprio di rivoluzione si tratterà, visto che questa invenzione produrrà effetti sconvolgenti soprattutto in termini di libertà personale.

Di cosa si tratta?

Del progetto più scellerato che sia mai stato pensato. Ormai la notizia è abbastanza diffusa e comunque il concetto è già vagamente noto a chi possiede, ad esempio, un cane come animale domestico o una carta di identità di ultima generazione contenente dati biometrici.

La creazione di un database globale ottenuto schedando l’intera popolazione mondiale, ovvero, il desiderio di controllare abitudini, spostamenti e di influenzare emotività e capacità di scelta degli individui, è l’obiettivo da sempre auspicato da chi ha fatto del potere la propria ossessione. Fin dal momento in cui è stato concepito il piano era ben chiaro, sia pure con la consapevolezza che si sarebbe realizzato lentamente e solo una volta giunti all’adeguato livello tecnologico. Le sperimentazioni si protraggono ormai da diversi anni e oggi i tempi sono finalmente maturi per compiere i passi decisivi.

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