Veronica Pesenti

Lo stress può indebolire le difese immunitarie

Lo stress può indebolire le difese immunitarie

Una nuova ricerca del laboratorio Alkema mostra come lo stress può indebolire le difese immunitarie.

La ricerca, pubblicata su Nature, (1) fa luce su come la risposta comprometta la salute dell’organismo a lungo termine.

Quando si percepisce una situazione pericolosa o stressante, il corpo rilascia ormoni dello stress quali l’adrenalina, che aumenta i battiti cardiaci, aumenta il flusso sanguigno al cervello e stimola il corpo a produrre zucchero da usare come combustibile. La scarica di adrenalina innesca la risposta “lotta o fuga” che consente alla persona di reagire a una minaccia.

Il dottor Mark Alkema, (2) insieme al gruppo di scienziati del professor Diego Rayes all’Università Nazionale dell’Argentina del Sud, ha studiato l’impatto di questa reazione ripetuta sulla salute di un piccolo verme, un organismo usato come modello per molti esperimenti e che ha aiutato a risolvere molte questioni fondamentali in biologia.

Perché con la vecchiaia si guadagna peso

Perché con la vecchiaia si guadagna peso

Molte persone fanno fatica a mantenere sotto controllo il proprio peso con la vecchiaia.

Una nuova ricerca del Karolinska Institutet in Svezia ha scoperto le cause: il ricambio di lipidi del tessuto grasso diminuisce con l’avanzare dell’età e rende più facile prendere peso, anche se non si mangia di più o non ci si muove di meno.

Gli scienziati hanno studiato le cellule adipose in 54 uomini e donne per un periodo di circa 13 anni. Tutti i soggetti hanno riportato una diminuzione del ricambio lipidico nel tessuto adiposo, ovvero la velocità con cui i lipidi nelle cellule vengono rimossi e immagazzinati. Chi non ha compensato questo aspetto mangiando meno calorie ha guadagnato circa il 20% di peso.

Più esercizio e meno calorie

Precedenti studi hanno dimostrato che un modo per accelerare il ricambio lipidico nel tessuto adiposo è quello di fare più esercizio fisico. Questa nuova ricerca, pubblicata su Nature Medicine (1) supporta questa teoria.

Cosa sta uccidendo le lontre marine


Gli scienziati individuano i ceppi del parassita che colpisce le lontre marine. Trovato collegamento genetico tra patogeno mortale e gatti selvatici sulla terra

Molte lontre marine selvatiche in California sono infette dal parassita Toxoplasma condii, eppure l’infezione risulta fatale solo per una parte di esse, e ciò ha suscitato interesse nella comunità scientifica. Uno studio dell’Università della California identifica la forma specifica del parassita che sta uccidendo le lontre marine, facendolo risalire alla lince rossa e a gatti randagi provenienti dalle zone vicine all’acqua.

Lo studio, recentemente pubblicato da Proceedings of the Royal Society B, (1) segna la prima volta in cui si è stabilito un legame genetico tra i ceppi di Toxoplasma in ospiti felini e parassiti che causano disagi mortali nella fauna selvatica marina.

Lo studio si basa su anni di lavoro di un consorzio di ricercatori guidato dal Karen C. Drayer Wildlife Health Center della UC Davis School of Veterinary Medicine e dal Dipartimento della California per i pesci e la fauna selvatici (CDFW). Gli scienziati furono chiamati alla fine degli anni '90 per aiutare a decifrare il mistero quando Toxoplasma causò morti nelle lontre marine lungo la costa della California.

“Sono anni che studiamo il problema”, ha dichiarato l'autrice corrispondente Karen Shapiro, (2) professoressa associata presso la UC Davis School of Veterinary Medicine e il suo One Health Institute. “Ora abbiamo un legame significativo tra tipi specifici di parassiti e il risultato della toxoplasmosi fatale nelle lontre marine. Siamo effettivamente in grado di collegare le morti nelle lontre marine con i gatti selvatici sulla terra.”

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