Nuovi indizi sui comportamenti dei virus


Nuovi indizi sui comportamenti dei virus

Un nuovo studio ci ha avvicinato di un passo alla comprensione delle tattiche utilizzate dai virus quando attaccano il sistema immunitario. Emergono importanti nuovi indizi.

I virus hanno un'eccezionale capacità di aggirare il sistema immunitario e causare malattie. La maggior parte delle persone guarisce da un'infezione virale come l'influenza, sebbene l'attuale pandemia causata dal coronavirus SARS-CoV-2, che causa COVID-19, dimostri quanto siano pericolosi i virus quando non esiste un vaccino o un trattamento efficaci.

Il professore e virologo Søren Riis Paludan (1) del Dipartimento di Biomedicina dell'Università di Aarhus, in Danimarca, ha condotto un partenariato di ricerca tra l'Università di Aarhus, l'Università di Oxford e l'Università di Göteborg, che ci ha avvicinato di un passo alla comprensione delle tattiche utilizzate da virus quando attaccano il sistema immunitario.

Il dottor Søren Riis Paludan dirige un laboratorio che svolge ricerche sulla capacità del sistema immunitario di combattere le malattie causate dal virus dell'herpes, dai virus dell'influenza e, più recentemente, dalla SARS-CoV2, più comunemente noto come coronavirus.

Nel nuovo studio, che è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Experimental Medicine, (2) i ricercatori hanno studiato come il virus dell'herpes simplex aggira il sistema immunitario per causare infezioni al cervello. Questa è un'infezione rara ma con un alto tasso di mortalità tra le persone colpite.

Il dottor Søren Riis Paludan spiega: «La ricerca ci ha permesso di scoprire che il virus dell'herpes simplex è in grado di inibire una proteina nelle cellule, nota come STING, che si attiva quando esiste una minaccia. Quando la STING viene inibita, viene inibito anche il sistema immunitario del corpo - il virus mette quindi i freni sul freno del corpo, il che dovrebbe impedirci di ammalarci. Anche altri virus fanno uso dello stesso principio.»

Inoltre, il ricercatore sottolinea: «Sebbene lo studio si concentri sugli herpesvirus, esistono dei parallelismi con i coronavirus. È interessante notare che la stessa proteina è anche inibita da molti virus diversi, incluso i coronavirus. Questo suggerisce che abbiamo trovato un tallone d'Achille nel virus e il modo in cui stabilisce le infezioni nel corpo. I nostri risultati ci portano a sperare che se possiamo impedire ai virus di bloccare STING, allora possiamo impedire al virus di replicarsi. Ciò potrebbe spianare la strada a nuovi principi per il trattamento dell'herpes, dell'influenza e anche del coronavirus SARS-CoV-2, che causa COVID-19.»

Egli spera che in futuro i risultati della ricerca possano essere utilizzati nello sviluppo di adeguate terapie. «Precedenti studi hanno anche dimostrato che il coronavirus inibisce la STING allo stesso modo del virus dell'herpes. Ciò suggerisce che abbiamo trovato un denominatore comune per diversi tipi di virus e che questo è probabilmente un elemento importante nello sviluppo del trattamento.»

Riferimenti:

(1) Søren Riis Paludan

(2) HSV1 VP1-2 deubiquitinates STING to block type I interferon expression and promote brain infection

Autore traduzione riassuntiva e adattamento linguistico: Edoardo Capuano / Articolo originale: HSV1 VP1-2 deubiquitinates STING to block type I interferon expression and promote brain infection

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