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Economia

Debito Usa: la maggior parte degli statunitensi non possiede nulla

Il 5% degli americani possiede il 65% della ricchezza. Il 60% degli americani possiede meno del 3% della ricchezza, cioè nulla e sono intrappolati nel debito

Il 5% degli americani possiede il 65% della ricchezza. Il 60% degli americani possiede meno del 3% della ricchezza, cioè nulla e sono intrappolati nel debito

Anche quest’estate in televisione è arrivato l’immancabile ciclo dei film di Rocky. Pur essendo ogni produzione sostanzialmente uguale all’altra, Sylvester Stallone riesce sempre a catturare l’attenzione di chi ha un briciolo d’ambizione. Come fa? Non certo per i muscoli o la capacità di stare davanti ad una telecamera, se è vero che ieri come oggi ci sono attori ben più atletici e bravi a recitare. Nessuno però ha saputo incarnare il sogno americano meglio di lui.

Balboa è un uomo di umili origini e “solo” che contro ogni previsione riesce ad affermarsi in un mondo difficile e competitivo come quello americano. Un sogno alla portata di tutti: basta impegnarsi. Questo messaggio è affascinante; tutto l’Occidente ne è stato contagiato e sognare è gratis.

A soli 40 anni dall’uscita del primo Rocky, gli americani si svegliano però dai sogni hollywoodiani e cominciano a fare due conti. Per capire se una società sta progredendo o meno occorre infatti paragonarla con altre simili per sistema produttivo, servizi, cultura, religione, nonché col proprio passato. E’ ovvio che non possiamo mettere a confronto il tenore di vita dell’americano medio con quello di un pakistano, anche se c’è sempre qualche imbecille ideologizzato che lo fa. Fatta questa doverosa premessa, vediamo.

Negli Usa la disoccupazione si aggira oggi al 4% rispetto a una media europea doppia (9%). Quindi gli Usa hanno visto migliorare questo dato rispetto a qualche anno fa, durante il periodo della crisi dei mutui subprime, ma i salari minimi negli Stati Uniti sono scesi di un terzo in termini reali rispetto agli anni Settanta mentre in un Paese come la Francia sono saliti di quattro volte. Inoltre, chi rimane senza lavoro in America non gode di ammortizzatori sociali, in buona sostanza, mentre negli altri paesi occidentali gli amministratori e l’opinione pubblica sono stati più bravi a tenere sotto controllo le disuguaglianze resistendo all’idea di convertire l’economia di mercato in una società di mercato.

Bruno Chastonay: verbalità e modalità di comunicazione

commento economico di Bruno Chastonay del 25.07.2018Regole scritte, e non, studiate nelle scuole di diplomazia di tutto il mondo, con la lingua francese quella ufficiale mondiale. Questo era il “mondo” della DIPLOMAZIA, con addetti, consoli, ambasciatori, ministri.

Nel mondo del LAVORO negli anni sono nati nuovi concetti di collaborazione, nuovi stili manageriali e gerarchici. Gruppi di lavoro, riunioni a raffica, aggiornamenti continui, seminari, fine settimana o settimana intera ad instaurare la reciproca conoscenza e fiducia, uffici senza pareti o porte per facilitare e stimolare la comunicazione. Mense, locali pausa, musica di sottofondo, ambiente e luci studiate, psicologi, coach. Le segretarie sono diventate assistenti, non più per i singoli, ma per gruppi di lavoro, ora assistenti.

Ora, con l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione, mediatici, abbiamo una rivoluzione nel modo e sistema di relazionarsi, sia nella vita pubblica, che in quella privata. Sono cambiate anche le modalità di comunicazione, le parole usate, e il modo di esprimerle. I dipendenti e manager sono, e devono, essere sempre collegati con la mail aziendale, essere disponibili e rintracciabili, anche nelle festività.

Gli acquisti vengono effettuati sempre meno nei negozi, e sempre più on-line, lasciandoli come vetrina, approccio iniziale. I COSTI colpiscono i negozi, da affitto, personale, sicurezza, mentre i numeri di fatturato giocano a favore dell’acquisto sui siti virtuali, di internet, grazie anche al migliore sistema di pagamento/incasso. E i centri commerciali, centri cittadini, si svuotano, con effetti collaterali visibili anche per i ristoratori, bar e ristoranti.

Bruno Chastonay: i problemi che richiedono risoluzione li vogliamo realmente portare a soluzione?

Bruno Chastonay, economiaDefinizione di PROBLEMA:

Difficoltà che richiede un adattamento o un comportamento particolare, o di cui si impone il superamento.

Un problema, comunemente inteso, è un ostacolo che rende difficile raggiungere un determinato obiettivo o soddisfare una certa esigenza, frapponendosi tra la volontà dell’individuo e la realtà oggettiva.

In senso più specifico con questo termine ci si riferisce ad una qualsiasi situazione o condizione che è irrisolta e che presenta delle difficoltà per la sua soluzione.

Il problema è altresì oggetto delle discipline di problem solving, che amano definirlo come “la differenza (o gap) misurabile tra una situazione ideale (dove vorrei essere) e la situazione attuale (dove sono)” facendo riferimento non a un luogo fisico ma ad una qualsiasi misurazione oggettiva della realtà. La misurabilità del problema è in questi contesti di fondamentale importanza per rendere possibile la valutazione di priorità e di costo/beneficio delle ipotetiche soluzioni che si andranno ad analizzare.

Viviamo in un mondo pieno di problemi, di situazioni che portano disparità, in positivo per alcuni e in negativo per molti¸ condizioni e circostanze che colpiscono l’economia, la società, i sistemi legislativi, la convivenza civile.

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