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Il legame tra l'aria condizionata e il riscaldamento globale

Il legame tra l'aria condizionata e il riscaldamento globaleGli impianti di aria condizionata generano un circolo vizioso che contribuisce in modo discreto ma crescente al riscaldamento globale.

In Cina, India e Indonesia il mercato ha introdotto questi prodotti in maniera che siano facilmente acquistabili da tutta la popolazione per cui, nei prossimi decenni, miliardi di nuovi condizionatori d'aria verranno installati in queste due grandi nazioni. La tendenza interesserà tutto il mondo.

Queste apparecchiature consumano molta elettricità, un'energia prodotta principalmente in centrali a carbone o gas con una conseguente emissioni di gas serra, responsabili dell'innalzamento delle temperature.

Secondo un rapporto pubblicato dall'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE),(1) a meno che non ci sia un cambiamento radicale nella tendenza, si prevede che le emissioni di anidride carbonica, relative ai condizionatori d'aria, saranno quasi il doppio tra il 2016 e il 2050.

Si stima che la quantità aggiuntiva di anidride carbonica che verrà rilasciata nell'atmosfera sarà di circa 1.000 milioni di tonnellate all'anno, il che equivale ad aggiungere un'Africa attuale al pianeta.

I nove punti del disastro ambientale globale

Cambiamenti climaticiCarestia, collasso economico, un sole che ci cuoce: cosa possono infliggerci i cambiamenti climatici – più presto di quello che pensiamo.

1. Il giorno del giudizio

Sbirciando oltre le reticenze scientifiche…

E’ peggio di quello che pensate, ve lo assicuro. Se le vostre preoccupazioni sul riscaldamento globale sono dominate dalla paura per l’innalzamento del livello del mare, state appena scalfendo la superficie dei terrori possibili, anche riferendosi al tempo di vita di un teenager di oggi. E si che il rigonfiarsi dei mari – e le città che affogheranno – hanno dominato l’immagine del riscaldamento globale, e così travolto la nostra capacità di panico climatico, impedendoci di percepire altre minacce, molto più a portata di mano. L’innalzamento degli oceani è una brutta cosa, in effetti molto brutta; ma fuggire dalle coste non sarà sufficiente.

Di certo, non essendoci un adeguamento significativo del modo di vivere di miliardi di persone, parte della Terra diventerà probabilmente pressoché inabitabile, e l’altra parte terribilmente inospitale, prima della fine del secolo.

Anche quando abbiamo l’occhio allenato ai cambiamenti climatici, non riusciamo a comprendere il suo scopo.

Consumi dell'iPhone: consuma meno il frigo di casa

IPhoneUn comunissimo iPhone, utilizzato "nella media", in un anno consuma più del frigo di casa. E per tenere accesi gli smartphone degli americani si utilizza sempre più energia, proveniente in gran parte dal carbone. Ne consegue che abbiamo un problema.

Partiamo dai consumi dell'iPhone. Secondo un report di Digital Power Group, sponsorizzato da due lobby americane pro carbone, da quando nel 2007 è stato distribuito il primo modello del melafonino il traffico dati generato dal mobile è letteralmente schizzato in alto. Nei soli Stati Uniti, ad esempio, nel periodo 2007-10 la quantità di dati scambiati col telefonino è cresciuta del 400%.

Poi è arrivata l'era del cloud, che ha compiuto la rivoluzione spingendo gli utenti di iPhone e smartphone a tenere la connessione sempre accesa. Questo ha modificato profondamente i consumi elettrici perché per gestire l'enorme quantità di dati in ingresso e in uscita dai server e dai cellulari serve un'altrettanto enorme quantità di energia elettrica.

A differenza del frigorifero, che si accende e si spegne in automatico solo quando realmente serve, gli smartphone trasmettono e consumano in continuazione. Per tenere in piedi questo sistema si deve produrre in maniera continua e affidabile sempre più energia, di giorno come di notte visto che il fenomeno è globale e l'interscambio di dati può avere infiniti percorsi.

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