Fauna

La caccia sportiva degli americani provocherà l'estinzione delle giraffe

Una petizione ha chiesto che Fish and Wildlife Service intervenga per proteggere le giraffe in quanto è una delle specie in via di estinzione.

Cinque gruppi di ambientalisti sostengono che la caccia del trofeo, fatta prevalentemente dagli americani che viaggiano in Africa, mette in serio pericolo l'esistenza delle giraffe

I conservazionisti hanno presentato una richiesta formalmente al governo degli Stati Uniti affinché le giraffe vengano inserite nell'elenco delle specie in via di estinzione. Questa iniziativa ha lo scopo di fermare quella che viene considerata l' “estinzione silenziosa” dell'animale terrestre più alto del mondo.

Una petizione, presentata da cinque gruppi di ambientalisti, ha chiesto che il servizio statunitense Fish and Wildlife Service(1) intervenga per proteggere la giraffa in quanto è ormai da considerare una delle specie in via di estinzione.

Negli ultimi anni il numero degli esemplari ha subito una importante flessione. Secondo l'Unione internazionale per la conservazione della natura, che ha elencato le giraffe come specie minacciata, nei primi mesi di gennaio 2018 nell'Africa sub-sahariana erano presenti solo 97.500 giraffe, una diminuzione di quasi il 40% dal 1985. Ora in Africa il numero delle giraffe è inferiore a numero degli elefanti.

Le giraffe hanno sofferto per la perdita di habitat, malattie e caccia illegale. Inoltre, affrontano il rischio di essere investite da veicoli e collisioni con le linee elettriche. I firmatari della petizione sostengono che la specie sta subendo una maggiore pressione dai cacciatori di trofei che si recano in Africa per sparare per gioco alle loro prede. Questi cacciatori provengono soprattutto dagli Stati Uniti. Secondo l'analisi dei dati sulle importazioni da parte dei gruppi, gli americani hanno importato 21.402 incisioni di ossa, 3.008 pezzi di pelle e 3.744 diversi trofei di caccia dalle giraffe negli ultimi dieci anni. Si ritiene che almeno 3.700 giraffe siano state uccise per tali oggetti.

Sequenziato il genoma del koala

La sequenza del genoma aiuterà a documentare e comprendere la diversità genetica del koala e sarà utile per il suo futuro lavoro di conservazione

I risultati di questa ricerca aiuteranno il lavoro di conservazione del koala.

Uno studio pubblicato su Nature Genetics(1) rivela che un team di scienziati internazionali è riuscito a sequenziare il genoma del koala. Un risultato che aiuterà il lavoro di conservazione e sopravvivenza di questo marsupiale australiano.

Per la dottoressa Rebecca Johnson,(2) direttrice del Museo australiano delle ricerche di Sydney, il lavoro, considerato ambizioso dagli specialisti, ha portato alla luce una ricchezza di dati sulla dieta di eucalipto insolita e altamente specializzata dei koala, ma fornisce anche idee importanti sul loro sistema immunitario, sulla diversità della popolazione e sull'evoluzione di questi animali.

Il team, composto da oltre 50 scienziati provenienti da sette nazioni, ha scoperto che il koala durante l'evoluzione ha acquisito una capacità di eliminare sostanze tossiche dal suo organismo, che ha permesso a questa specie di nutrirsi di foglie di eucalipto. È attraverso questa evoluzione che i koala hanno anche acquisito la destrezza di sviluppare un'alta sensibilità sia nel gusto che nell'olfatto, per rilevare sostanze nocive in queste foglie e selezionare quelle che hanno più sostanze nutritive e, quindi, meno tossiche.

Nella loro ricerca, gli scienziati hanno anche scoperto che questa capacità di sensibilità sviluppata li ha aiutati a rilevare le foglie più ricche di acqua, il che spiegherebbe perché non hanno bisogno di bere.

I macachi comprendono le relazioni di parentela

MacachiQuesti primati hanno una visione oggettiva delle relazioni sociali che legano i loro simili e sono in grado di riconoscere rango sociale e relazioni famigliari. Una ricerca dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr e del Deutsches Primatenzentrum di Gottinga mostra come acquisiscano queste competenze e i vantaggi che ne traggono. Lo studio è pubblicato su Royal Society Open Science

L’osservazione di un gruppo di macachi evidenzia che i due cardini della loro organizzazione sociale sono la gerarchia di dominanza e le relazioni di parentela. Queste ultime, in particolare, determinano in larga parte la rete delle interazioni sociali, sia amichevoli, sia aggressive. Essere in grado di riconoscere le relazioni di parentela che legano altri individui, potrebbe quindi aiutare questi primati ad affrontare con successo il loro complesso mondo sociale.

Osservando un gruppo di macachi ospitati al Bioparco di Roma, un gruppo di ricercatori dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr) e del Deutsches Primatenzentrum di Gottinga (Germania), ha spiegato come essi riescano a identificare le relazioni di parentela e quale sia il loro vantaggio nel farlo.

“Sappiamo da trent’anni, grazie a precedenti studi, che i macachi sono capaci di riconoscere le relazioni di parentela che legano altri individui.

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