Fauna

I macachi comprendono le relazioni di parentela

MacachiQuesti primati hanno una visione oggettiva delle relazioni sociali che legano i loro simili e sono in grado di riconoscere rango sociale e relazioni famigliari. Una ricerca dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr e del Deutsches Primatenzentrum di Gottinga mostra come acquisiscano queste competenze e i vantaggi che ne traggono. Lo studio è pubblicato su Royal Society Open Science

L’osservazione di un gruppo di macachi evidenzia che i due cardini della loro organizzazione sociale sono la gerarchia di dominanza e le relazioni di parentela. Queste ultime, in particolare, determinano in larga parte la rete delle interazioni sociali, sia amichevoli, sia aggressive. Essere in grado di riconoscere le relazioni di parentela che legano altri individui, potrebbe quindi aiutare questi primati ad affrontare con successo il loro complesso mondo sociale.

Osservando un gruppo di macachi ospitati al Bioparco di Roma, un gruppo di ricercatori dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr) e del Deutsches Primatenzentrum di Gottinga (Germania), ha spiegato come essi riescano a identificare le relazioni di parentela e quale sia il loro vantaggio nel farlo.

“Sappiamo da trent’anni, grazie a precedenti studi, che i macachi sono capaci di riconoscere le relazioni di parentela che legano altri individui.

Ponti costruiti a favore degli animali

Ogni singolo giorno migliaia di animali vengono investiti e uccisi sulle strade.

Questi animali stanno solo cercando di andare da un lato all’altro della strada, sfidando il costante aumento di strade.

In natura ci sono sempre state barriere naturali che hanno mantenuto alcune popolazioni di animali isolate, come ad esempio i grandi corsi d’acqua; al giorno d’oggi però gli animali devono vedersela anche con barriere artificiali sempre più frequenti, costruite dagli uomini.

Alcune barriere artificiali vengono usate sulle autostrade per tenere gli animali selvatici lontani dalla strada e per far calare il numero degli animali investiti ma presentano un altro problema.

Molti fattori infatti minacciano la popolazione animale quando viene isolata in un’area circoscritta, come ad esempio la mancanza di diversità genetica. Anche il rischio di carestie e malattie aumenta.

In altre parole, se una specie vuole sopravvivere, deve trovare un modo per andare dall’altra parte.

Giraffe: nel mondo sono rimasti solo 80mila esemplari

GiraffeDomani Giornata mondiale dedicata all'erbivoro

Vessillo indiscusso della natura africana dal Sub-Sahara al Sud-Africa, dal Kenya alla Nigeria, con il suo lungo collo e il passo elegante, la giraffa ha un futuro a rischio.

Negli ultimi quindici anni ha subito un declino del 40%, con 80.000 esemplari rimasti in natura.

Così le è stata dedicata una Giornata mondiale che ricorre il 21 giugno - quest'anno la seconda edizione - data scelta per associazione con la lunghezza che caratterizza il collo della giraffa: il 21 giugno ha il giorno più lungo o la notte più lunga a seconda dell'emisfero in cui si vive, come spiega la 'Giraffe Conservation Foundation'.

Animale nazionale della Tanzania e considerato 'reale' in Botswana, è a rischio estinzione secondo l'Iucn (l'unione mondiale per la conservazione della natura) che nel 2008 ha inserito nella lista rossa la giraffa dell'Africa occidentale e nel 2010 quella di Rothschild.

In Uganda, in particolare, oltre a subire il problema generale della frammentazione dell'habitat a scopo produttivo, la giraffa è incalzata dall'incremento dell'attività mineraria nel Parco nazionale Murchison Falls.

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