Manipolazioni

In Italia governano dei tecnici. Tecnici di cosa?

Governo MontiLa famosa riforma del mercato del lavoro fa ridere e piangere: è peggio di prima, quando l’articolo 18 esercitava tutta la sua forza bruta. I fancazzisti sono più o meno illicenziabili come prima; nella faccenda si torna ad inserire il giudice del lavoro – l’attore che bisognava lasciar fuori – che può decidere «il reintegro». E d’accordo, si può trovare la scusa che la riforma è fallita perché la ministra tecnica non è riuscita a superare la fortissima resistenza dei sindacati e delle sinistre che in Parlamento sostengono il governo tecnico con le destre.

Vabbè. Ma che dire del pasticcio tragicomico degli «esodati»? L’orribile nome spetta a quei poveracci che si sono licenziati (o sono stati invitati all’«esodo») contando di andare in pensione con le vecchie norme – effettivamente vigenti fino al 31 dicembre 2011. Poi, la «riforma delle pensioni» li ha lasciati a metà del guado, senza salario e senza pensione. Anche per 5 anni. E quanti sono? Sessantamila, dice il governo, che non ne sa bene il numero; 350 mila, secondo altre fonti. Sono comunque un bel numero, vittime di una violazione fondamentale del diritto e della pura e semplice civiltà. Apparentemente, i tecnici non sapevano della loro esistenza.

L’IMU: il capolavoro dei tecnici. Hanno voluto fare insieme una patrimoniale, un atto di punizione storica contro gli italiani che mettono i soldi nel mattone – specie in seconde case – invece che in Borsa (come insegna Goldman Sachs), e magari, chissà, un incentivo allo smobilizzo di quei capitali immobili per mobilizzarli a vantaggio del dinamismo economico.

La Fornero censura per futili motivi il portale della Direzione Provinciale del lavoro di Modena

È un provvedimento di una gravità inaudita e senza precedenti quello con il quale il Ministro del Lavoro ha ordinato alla Direzione Provinciale del lavoro di Modena l’immediata chiusura del proprio sito internet.

“Al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali, si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet www.dplmodena.it“.

È questo il contenuto della nota che il Segretario generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha indirizzato lo scorso 5 aprile all’ufficio territoriale del proprio Ministero.

Un’iniziativa, quella del Ministro Fornero, politicamente inaccettabile e giuridicamente illegittima, sbagliata del metodo e nel merito.

Cominciamo dal metodo.

Quale che fosse il contenuto di talune delle pagine web – evidentemente invise al Ministro del lavoro – è evidente che nulla giustifica la chiusura di un intero sito internet per ottenerne la rimozione dallo spazio pubblico telematico. È esattamente come chiudere un giornale a seguito della pubblicazione di un articolo che si ritiene – a torto o a ragione – diffamatorio. Anzi, peggio. È come chiudere un ufficio pubblico perché uno dei dipendenti, funzionari o utenti che lo frequentano si è lasciato andare a qualche considerazione ritenuta inopportuna dal Ministro.

Negli Usa i privati controllano il dispiegamento e l'utilizzo delle armi nucleari

Missile nucleareIn un libro da poco pubblicato, secondo il professor Michel Chossudovsky le società statunitensi che ottengono milioni di dollari dalla fabbricazione delle armi nucleari, hanno “assoluta voce in capitolo” per quanto riguarda il loro “utilizzo e dispiegamento.”

Oltretutto, egli sostiene che se le armi nucleari sono incorporate in armi convenzionali, la decisione di utilizzare quelle nucleari potrebbe essere presa dai generali sul campo di battaglia.

Chossudovsky, direttore del CRG (Centro di Ricerca sulla Globalizzazione) di Montreal scrive che il 6 agosto 2003, anniversario dell’attacco ad Hiroshima (6 agosto 1945), presso il quartier generale del Comando Strategico USA nella base aerea di Offutt in Nebraska, si è tenuto un incontro segreto che ha riunito più di 150 “alti dirigenti della produzione nucleare e del sistema militare-industriale.

“Questa commistione di appaltatori della difesa, scienziati e strateghi politici non era intenzionata a commemorare Hiroshima.” In base a una stesura del programma trapelata, la seduta segreta comprendeva discussioni su “mini-bombe nucleari”, bombe “bunker-buster” (penetranti) con testate nucleari “per un possibile utilizzo contro stati-canaglia,” scrive Chossudovsky nel suo nuovo libro.

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