Amazzonia

Il disboscamento illegale: crimine organizzato che distrugge le foreste dell'America latina

Il disboscamento illegale: crimine organizzato che distrugge le foreste dell'America latinaIl traffico illecito di legname incoraggia altri crimini come la deforestazione, lo sfruttamento del lavoro, la tratta di esseri umani, l'invasione della terra, l'evasione fiscale, la falsificazione di documenti e la corruzione dello stato.

Il disboscamento illegale è il crimine contro le risorse naturali che genera più profitti nel mondo, è il terzo più grande crimine in tutto il mondo, secondo il rapporto intitolato “Transnational crime and the developing world”,(1) pubblicato nel marzo 2017 da Global Integrità finanziaria, un'organizzazione statunitense che indaga sui flussi finanziari illeciti.

Il valore dei profitti generati da questo crimine transnazionale in tutto il mondo è calcolato tra 52 e 157 miliardi di dollari all'anno, secondo la suddetta indagine. Il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP)(2) stima che il 30% di tutto il legname venduto nel mondo sia illegale.

Insight Crime, un centro di ricerca sulla criminalità organizzata, ritiene che l'Amazzonia sia l'occhio della tempesta del disboscamento illegale. La deforestazione, insieme con l'estrazione illegale e il traffico di droga, sono i crimini più investigati in America Latina.(3)

Continua il disboscamento dell’Amazzonia

Disboscamento dell’AmazzoniaNell’area dell’Amazzonica brasiliana tra gli stati del Para e del Mato Grosso sono stati individuati numerosi incendi, molti de quali dolosi, appiccati al fine di rimuovere la foresta per convertirla in piantagioni.

La linea della deforestazione segue un percorso a spina di pesce, muovendosi lungo le grandi strade e sulle loro traverse minori per penetrare la foreste incontaminata.

Nello stato brasiliano del Pará, ad esempio, a deforestazione segue l'autostrada nazionale BR 163.

L'inizio della deforestazione in questa regione coincide con l’avvio nel 1979 del Programma di Integrazione Nazionale del Brasile, che prevedeva la costruzione di una rete di strade attraverso la foresta, assieme alla cessione di terreni a prezzi controllati per espandere l'agricoltura, creando così un boom demografico nella zona.

Immagini satellitari dell’espansione della deforestazione a “spina di pesce" sono stati ampiamente pubblicizzati nel caso dello stato della Rondônia, tanto da divenire il marchio visivo della deforestazione tropicale.

Negli ultimi decenni l’epicentro della deforestazione in Brasile si è spostato verso est, agli stati del Mato Grosso e del Pará, dove grandi aree di foresta sono state abbattute per fare posto all’agricoltura industriale meccanizzata.

In un anno l’Amazzonia ha perso altri 2.766 chilometri quadrati di foreste

Disboscamenti AmazzoniaL’Amazzonia ha perso il 35 per cento di superficie in più tra agosto 2012 e luglio 2013.

L’area soggetta a deforestazione sarebbe stata pari a 2.766 chilometri quadrati secondo i dati preliminari del ministero dell’Ambiente brasiliano che si basano sulle immagini satellitari fornite dall’Agenzia spaziale nazionale. Una superficie più che doppia rispetto all’estensione della città di Los Angeles, negli Stati Uniti.

Guarda le foto dell’Amazzonia brasiliana di Spedizione selvaggia

Era dal 2009 che il tasso di deforestazione non aumentava in Brasile e la causa sarebbe da imputare soprattutto alle attività di taglio illegale. Le zone più colpite sono quelle di Amazonas, Parà, Mato Grosso e Maranhao.

Da parte sua, la presidente Dilma Rousseff ha confermato, numeri alla mano, l’impegno del suo governo contro la criminalità ambientale.