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Lo yuan conquisterà anche il Nord America

Harper - JinpingLa valuta cinese raccolgie sempre più seguaci nel processo d’internazionalizzazione. Dopo l’istituzione in Asia-Pacifico e Europa di centri di scambio diretto per consentire investimenti in attività finanziarie denominate in Yuan, ora si spezza la resistenza del Canada, vecchio alleato degli Stati Uniti, destinato ad essere la piattaforma della “yuanizzazione” del continente americano.

Lo yuan è un componente del potere ‘morbido’ (mezzi ideologici, culturali e diplomatici utilizzati da una nazione per influenzare le azioni degli attori nel sistema internazionale) della Cina per avere il supporto dei Paesi più allineati alla politica estera degli Stati Uniti.

Con il tasso di crescita annuo pari a circa il 7% e le aspettative di redditività nelle zone economiche speciali che si riducono rapidamente, la Cina cerca di trasformare i termini delle sue relazioni economiche con i Paesi industrializzati. Con l’aumentare della domanda di prodotti ad alto valore aggiunto dei consumatori cinesi, centinaia di uomini d’affari occidentali mostrano maggiore interesse ad incrementare gli affari con il gigante asiatico.

Con il crescente ruolo della Cina sui flussi di capitale (investimenti diretti, di portafoglio, ecc.) e sul commercio mondiale, aumenta in parallelo l’orbita d’influenza dello yuan quale mezzo di pagamento ed investimento e valuta di riserva in sempre più settori dell’economia globale.

Questo è il caso del Canada, Paese aderente al trattato di libero scambio nordamericano (NAFTA) con Messico e Stati Uniti.

In vista un nuovo accordo tra Russia e India per il gas

Vladimir Putin e Manmohan SinghSembra che Vladimir Putin abbia trovato un'altro importante cliente per il gas russo.

Infatti dopo aver concluso contratti di fornitura con Cina e Giappone adesso il governo russo è in trattative col governo indiano per la costruzione di un gigantesco gasdotto che permetta all'India di importare gas dalla Russia.

Da anni il governo indiano è alla disperata ricerca di fornitori affidabili per soddisfare il suo fabbisogno energetico e la Russia, grazie alle sue immense riserve di gas naturale, è il partner ideale e per tale motivo il premier indiano Narendra Modi si è incontrato con Vladimir Putin per discutere i dettagli di tale accordo.

I costi di questo gasdotto sono stimati in 40 miliardi di dollari e al momento sono allo studio due possibili rotte, una che colleghi direttamente India e Russia passando dall'Himalaya e un'altra che passi attraverso il Khazakstan, l'Uzbekistan, il Turkmenistan, l'Afghanistan e il Pakistan.

Ovviamente realizzare questo progetto non sarà affatto facile ma il governo indiano è determinato a approvvigionarsi dalla Russia e il governo russo è più che felice di trovare nuovi clienti per il suo gas così da poter compensare la perdita del mercato europeo con buona pace di coloro che ancora insistono nell'imporre sanzioni alla Russia.

L'Italia legalizza la geoingegneria. Ora avvelenare la gente non è più reato

Mobile User Objective SystemLa notizia più rilevante del periodo si riferisce al reperimento della legge 36/94 che statuisce la liceità degli interventi sui fenomeni atmosferici, in spregio delle convenzioni internazionali che vietano (ufficialmente) le manipolazioni degli equilibri naturali. È una norma di gravità inaudita che incenerisce ipso facto tutte le dichiarazioni menzognere di ministri minorati e nefandi negazionisti. In merito agli “usi delle acque” la legge recita:

“1. [..]
2. Con decreto emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell'ambiente (Altero Matteoli, n.d.r.), di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, è adottato il regolamento per la disciplina delle modificazioni artificiali della fase atmosferica del ciclo naturale dell'acqua”.

Questo significa che siamo avvelenati in modo legale: gli abusi legali sono i peggiori. Le disposizioni anticipano l’accordo tra Italia e Stati Uniti d’America risalente al 2002, siglato da due fantocci, Silvio Berlusconi e George Walker Bush. È un’intesa che, con l’alibi di studiare i cosiddetti cambiamenti climatici, de facto e de iure autorizza operazioni volte ad incidere sui cicli naturali, alterando e degradando le caratteristiche dei biomi.

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