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Nelle prove nel deserto, una raccoglitrice di acqua di nuova generazione conferisce acqua fresca dall'aria

Nelle prove nel deserto, una raccoglitrice di acqua di nuova generazione conferisce acqua fresca dall'ariaLo scorso ottobre, un team della UC Berkeley si diresse nel deserto dell'Arizona, buttò il nuovo prototipo di raccolta d'acqua nel cortile di una casa e iniziò a prelevare l'acqua dall'aria senza alcuna energia diversa dalla luce solare.

Negli esperimenti, gli scienziati della UC Berkeley hanno dimostrato che la loro raccoglitrice di acqua di nuova generazione riesce a recuperare acqua potabile dall’aria del deserto ogni ciclo giorno/notte, utilizzando un MOF (reticolo metallorganico) che assorbe l’acqua durante la notte e, attraverso il calore solare del il giorno, la rilascia per venire condensata e raccolta.

Il successo del loro test sul campo ha provato ciò che il team predisse nel 2017: che la raccoglitrice di acqua riesce ad estrarre acqua potabile a condizioni di bassa umidità e a un costo basso, rendendo questa macchina ideale per le popolazioni delle zone aride e senza acqua.

Il Nanotec-Cnr ha dimostrato la mutazione della luce in un superfluido

Il Nanotec-Cnr ha dimostrato la mutazione della luce in un superfluidoLa luce, a certe condizioni, può trasformarsi in un superfluido e scorrere intorno ad un difetto senza attrito, richiudendosi su se stessa senza increspature. Lo ha dimostrato il Nanotec-Cnr in un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Physics

Che la luce sia composta di onde è noto. Ma che i fotoni possano comportarsi come un vero e proprio liquido che forma increspature intorno a un ostacolo, come la corrente di un fiume, lo è meno. Che lo possa fare in condizioni date di temperatura e pressione ambientali è la scoperta dei ricercatori dell’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Nanotec-Cnr) di Lecce: la luce quando è ‘vestita di elettroni’ può diventare addirittura un superfluido e scorrere intorno a un ‘difetto’ senza attrito, richiudendosi su se stessa senza increspature.

I risultati sono stati pubblicati su Nature Physics e sono frutto del lavoro sperimentale effettuato presso i laboratori di Fotonica avanzata del Nanotec-Cnr di Lecce, in collaborazione con il Dipartimento di matematica e fisica ‘Ennio De Giorgi’ dell'Università del Salento, il Polytechnique di Montrèal in Canada, il Centre of Excellence della Aalto University in Finlandia e l'Imperial College di Londra.

Falegnameria personalizzata con l’aiuto di robot

Falegnameria personalizzata con l’aiuto di robotOgni anno migliaia di falegnami si feriscono mani e dita(1) eseguendo pericolosi incarichi come il taglio.

In uno sforzo di minimizzare i danni e lasciare che i falegnami si concentrino sul design o su altri compiti più importanti, un gruppo del Laboratorio di computer science e Intelligenza Artificiale del MIT (CSAIL) ha creato AutoSaw, un sistema che permette ai meno esperti di personalizzare diversi oggetti che possono essere costruiti con l’aiuto di robot.

Gli utenti possono scegliere tra una gamma di modelli progettati per i falegnami per sedie, tavoli e altri mobili. Il gruppo di ricerca sostiene che AutoSaw potrebbe essere utilizzato anche per progetti più ampli come ponti di navi o portici.

“Se stai costruendo un ponte, devi tagliare grandi sezioni di legname alla giusta lunghezza, e ciò è spesso fatto sul posto,” dice Jeffrey Lipton, studente di post-dottorato al CSAIL,(2) autore principale dell’articolo scientifico sul sistema. “Ogni volta che metti la mano vicino a una lama, corri un rischio. Per evitare ciò, abbiamo automatizzato il processo utilizzando un seghetto da traforo e una troncatrice.”

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