Invenzioni

Nuovo modo per rimuovere l'accumulo di ghiaccio senza energia o sostanze chimiche

Il sistema per rimuovere l'accumulo di ghiaccio è basato su un materiale a tre strati che può essere applicato o addirittura spruzzato sulle superfici da trattare

Sistemi solari passivi possono evitare la formazione di ghiaccio sugli aeroplani e su vari altri tipi di superfici.

Un accumulo di ghiaccio nelle ali degli aerei, nelle linee elettriche, nelle pale delle turbine eoliche può compromettere le prestazioni ma anche cagionare conseguenze ben più gravi. Prevenire questo accumulo richiede di solito sistemi di riscaldamento ad alta intensità energetica o spray chimici dannosi per l'ambiente. Ora, i ricercatori del MIT hanno sviluppato un metodo completamente passivo, basato sull'energia solare, per combattere l'accumulo di ghiaccio.

Il sistema, straordinariamente semplice, è basato su un materiale a tre strati che può essere applicato o addirittura spruzzato sulle superfici da trattare. Raccoglie la radiazione solare, la converte in calore e diffonde quel calore intorno in modo che lo scioglimento non si limiti solo alle aree esposte direttamente alla luce solare. E, una volta applicato, non richiede ulteriori azioni o fonti di alimentazione. Può anche fungere da antigelo notturno, usando l'illuminazione artificiale.

Il nuovo sistema è descritto nella rivista Science Advances in un documento del dottor Kripa Varanasi,(1) professore e ingegnere meccanico del MIT di Boston e dei postdottorati Susmita Dash(2) e Jolet de Ruiter.

Il dottor Kripa Varanasi spiega: "La formazione di ghiaccio è un grosso problema per gli aeromobili, per le turbine eoliche, le linee elettriche, le piattaforme petrolifere offshore e molti altri luoghi. I metodi convenzionali per aggirare il formarsi di ghiaccio sono gli spray antighiaccio o il riscaldamento, ma questi possono provocare dei problemi".

Nelle barriere coralline il pesce robot del MIT nuota accanto a quelli veri

Un team del MIT ha creato 'SoFi', un pesce robot che può nuotare indipendentemente, insieme agli altri pesci, nell'oceano a una profondità di oltre 15 metri

Realizzato in gomma siliconica, il pesce robot “SoFi” di CSAIL potrebbe consentire uno studio più attento della vita acquatica.

Qualche mese fa gli scienziati hanno divulgato rari filmati(1) di uno degli squali più strani dell'Artico. I risultati dimostrano che, anche con molti progressi tecnologici, negli ultimi anni, rimane un compito impegnativo documentare da vicino la vita marina. Ma gli informatici del MIT credono di avere una possibile soluzione: usare i robot.

Un team del MIT’s Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL)(2) ha messo a punto 'SoFi', un pesce robot che può nuotare indipendentemente insieme agli altri pesci nell'oceano. Durante le immersioni di prova nella 'Rainbow Reef' alle Fiji, 'SoFi' ha nuotato a una profondità di oltre 15 metri per un massimo di 40 minuti alla volta, gestendo agilmente le correnti, scattando foto e girando video ad alta risoluzione con un obiettivo fisheye.

La sua coda ondulata conferisce al robot una capacità unica di controllare la propria galleggiabilità: 'SoFi' può nuotare in linea retta, girare e tuffarsi su o giù. Il team ha anche utilizzato un controller Super Nintendo impermeabilizzato e sviluppato un sistema di comunicazioni acustiche personalizzato che ha permesso loro di cambiare la velocità di 'SoFi' e far compiere movimenti e svolte specifici.

Strutture magnetiche stampate in 3D si muovono, rotolano, saltano e giocano a palla

Gli ingegneri del MIT hanno creato strutture morbide stampate in 3D i cui movimenti possono essere controllati con un magnete, proprio come marionette senza fili

L’insieme di strutture che possono essere manovrate magneticamente include un anello liscio che si increspa, un lungo tubo che si accorcia, un foglio che si piega su se stesso e un “afferratore” con le sembianze di ragno che può camminare, rotolare, saltare e chiudersi così velocemente da afferrare una palla al volo. Può anche essere guidato a chiudersi intorno a una piccola pastiglia e portarla dall’altra parte del tavolo.

I ricercatori hanno costruito le strutture con una nuova stampante 3D che usa un inchiostro pieno di piccole particelle magnetiche. Hanno poi inserito un elettromagnete intorno all’ugello della stampante 3D, provocando lo spostamento dell’inchiostro mentre questo veniva erogato attraverso la bocchetta. Controllando l’orientamento magnetico di ciascuna sezione individuale della struttura, i ricercatori possono creare strutture e macchinari che possono istantaneamente cambiare forma, e addirittura muoversi, quando le varie sezioni rispondono a un campo magnetico esterno.

Xuanhe Zhao, professore del dipartimento di ingegneria meccanica del MIT, sostiene che questa tecnica potrà essere utilizzata per produrre apparecchi biomedici controllati magneticamente.

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