Insetti

Termiti laboriose fondamentali per gli ecosistemi

Termiti laboriose fondamentali per gli ecosistemi

Nell'ambiente naturale, le termiti fanno parte di un intero sistema ecologico. Il loro ruolo è aiutare a trasformare gli alberi morti in preziosa materia organica.

Un recente studio, pubblicato su Soil Science Society of America Journal, (1) ha dimostrato che l'attività delle formiche termiti nei suoli delle zone umide può aiutare a migliorare la struttura del terreno e il contenuto di nutrienti.

La dottoressa Deborah S. Page-Dumroese (2) e i suoi colleghi hanno studiato vari tipi di sistemi di lettiera nella Carolina del Sud orientale. “I microrganismi e le termiti sono i principali agenti di decomposizione del legno nelle foreste degli Stati Uniti sudorientali”, afferma la ricercatrice.

Ricerche precedenti hanno dimostrato che i letti di piantagione rialzati su terreni scarsamente drenati migliorano notevolmente la sopravvivenza e la crescita delle piantine seminate. Il gruppo di ricerca della dottoressa Deborah S. Page-Dumroese ha dimostrato che anche la lettiera nelle zone umide potrebbe rappresentare una buona pratica di gestione.

La dottoressa Deborah S. Page-Dumroese, è una scienziata presso l'USDA Forest Service, Rocky Mountain Research Station, nell'Idaho. Ha lavorato con membri del team nel Michigan e nella Carolina del Sud. Ella sostiene: “Le zone umide fanno parte del servizio forestale. Ci sono molte zone umide boscose all'interno delle foreste nazionali, in particolare nel nord e nel sud-est, ma ce ne sono anche alcune nell'ovest montuoso.”

Come le zanzare rintracciano le loro vittime

Come le zanzare rintracciano le loro vittime

Le zanzare utilizzano la vista e l'olfatto per rintracciare le vittime. Esse sono più intelligenti di quanto si pensi.

Gli scienziati hanno scoperto che le zanzare stanno cambiando la loro routine di caccia in risposta ai comportamenti delle loro vittime. Ad esempio, in Africa, le zanzare riescono a capire quando le persone emergono dalle reti di protezione, nel momento in cui si alzano dal loro letto al mattino. Inoltre, cacciano sempre più sovente durante il giorno piuttosto che nelle ore notturne. Il ricercatore della Virginia Tech Clément Vinauger ha scoperto una nuova neurobiologia associata alla visione delle zanzare e al senso dell'olfatto che spiega come le zanzare Aedes aegypti, che diffondono febbre dengue, chikungunya, febbre Zika, Mayaro e virus della febbre gialla, riescano a rintracciare le loro vittime.

Mentre gli scienziati comprendono molto sulle dinamiche dell'olfatto della zanzara e su come agisce quando entra in contatto con la CO2 per trovare le loro vittime, si sa molto poco su come la zanzara usa la vista. Il dottor Clément Vinauger, (1) un assistente professore presso il Dipartimento di Biochimica del College of Agriculture and Life Sciences presso Virginia Tech, ha scoperto che l'interazione tra i centri di elaborazione olfattiva e visiva del cervello delle zanzare è ciò che aiuta questi insetti a colpire con precisione le loro vittime. Questo studio è stato pubblicato dalla rivista Current Biology. (2)

Nel momento in cui le zanzare entrano in contatto con l'anidride carbonica (CO2), vengono attratte da oggetti oscuri e visivi, come le loro prede. Questo nuovo studio infatti mostra che è la CO2 a influenzare le risposte dei neuroni nei centri visivi delle zanzare, per aiutarli a tracciare gli oggetti visivi con una maggiore precisione. Il dottor Clément Vinauger e il suo team di ricerca hanno scoperto questo meccanismo equipaggiando le zanzare con piccoli caschi stampati in 3D e legandole in un simulatore di volo a LED per poi esporle a sbuffi di CO2. Questa tecnica ha permesso loro di verificare anche le risposte delle zanzare ai segnali visivi e olfattivi, monitorando la frequenza del battito delle ali, l'accelerazione e il comportamento di virata.

Le tendenze agricole globali minacciano la sicurezza alimentare

Le tendenze agricole globali minacciano la sicurezza alimentare

Agrumi, caffè e avocado: il cibo sui nostri tavoli è diventato più vario negli ultimi decenni. Tuttavia, Le tendenze agricole globali non riflettono questa tendenza.

Le monoculture stanno aumentando in tutto il mondo, occupando più terra che mai. Allo stesso tempo, molte coltivazioni dipendono dall'impollinazione di insetti e altri animali. Ciò pone un rischio maggiore per la sicurezza alimentare, come scrive un team di ricercatori con l'aiuto dell'Università Martin Luther di Halle-Wittenberg (MLU) sulla rivista Global Change Biology. (1) Per lo studio, gli scienziati hanno esaminato gli sviluppi globali dell'agricoltura negli ultimi 50 anni.

I ricercatori hanno analizzato i dati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) sulla coltivazione di colture da campo tra il 1961 e il 2016. La loro valutazione ha dimostrato che vengono sempre più utilizzati terreni agricoli in tutto il mondo. Nel frattempo, 16 delle 20 colture in più rapida crescita richiedono l'impollinazione di insetti o altri animali.

Il professor Robert Paxton, (2) biologo della MLU e uno degli autori di questo studio, afferma: “solo pochi mesi fa, il World Biodiversity Council IPBES ha rivelato al mondo che fino a un milione di specie animali e vegetali sono state minacciate di estinzione, inclusi molti impollinatori. Ciò colpisce in particolare le api da miele che sono sempre più minacciate da agenti patogeni e pesticidi come pure le popolazioni di api selvatiche che sono in declino in tutto il mondo da decenni.”

Un minor numero di impollinatori equivale ad una flessione dei raccolti oppure, nei casi più gravi, a una totale mancanze di raccolti. Tuttavia, i rischi non sono distribuiti equamente in tutto il mondo. I ricercatori hanno utilizzato i dati della FAO per creare una mappa che mostra il rischio geografico di fallimento delle colture.

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