Edoardo Capuano

Direttore e fondatore della testata ECplanet.

Le tinte della pelle dei macachi giapponesi

Le tinte della pelle dei macachi giapponesi

La colorazione della pelle dei macachi giapponesi non è correlata alla fertilità, come si pensava in precedenza.

Dai pavoni alle farfalle e ai pesci betta, madre natura non delude mai quando colora i maschi di una specie. Il che ha senso nelle specie con ruoli sessuali tradizionali. I maschi sono più coinvolti nella competizione per la conquista delle loro compagne. Un atteggiamento che porta le partners ad essere più ambite nella loro selezione. Di conseguenza, i maschi si concitano per mostrare ornamenti ancora più vistosi e attraenti.

Questi cambiamenti cromatici avvengono anche in altre specie di primati. I macachi giapponesi, di entrambi i sessi, esibiscono una pelle con una tinta di color rosso. Una nuova ricerca, pubblicata su Behavioral Ecology and Sociobiology, (1) condotta da una squadra del Primate Research Institute dell'università di Kyoto, suggerisce che il colore rosso della pelle delle femmine di macaco agisce come una sorta di “distintivo” del loro status sociale e non - come si pensava in precedenza – per enfatizzare la loro fertilità.

Studi precedenti su altri primati come i macachi rhesus e i mandrilli hanno mostrato un legame tra la variazione del colore della pelle rossa e l'ovulazione o la fertilità. È stato anche osservato che i musi delle femmine di macaco giapponese acquisiscono una tonalità di color rosso, associata alla variazione dei livelli di ormoni sessuali, portando i ricercatori ad ipotizzare che i musi con una tonalità di color rosso scuro siano un segno della disponibilità di accoppiamento nella specie.

La professoressa Lucie Rigaill, (2) ricercatrice del Center for International Collaboration and Advanced Studies in Primatology (CICASP) presso l'università di Kioto, spiega: “La nostra ricerca riguarda la comprensione della sessualità umana attraverso lo studio delle radici evolutive e biologiche della comunicazione sessuale dei primati.”

Un piccolo motore che cammina per svolgere compiti

Un piccolo motore che cammina per svolgere compiti

Il nuovo motore mobile del MIT potrebbe assemblare strutture complesse, inclusi altri robot.

Anni fa, il professore del MIT Neil Gershenfeld (1) ebbe un pensiero audace. Affascinato dal fatto che tutte le cose viventi del mondo sono costruite con combinazioni di soli 20 amminoacidi, si chiedeva: è possibile creare un kit di appena 20 parti fondamentali da utilizzate per assemblare tutti i diversi prodotti tecnologici del mondo?

Da allora, il professor Neil Gershenfeld e i suoi studenti hanno fatto progressi costanti in quella direzione. Il loro ultimo risultato, recentemente presentato in una conferenza internazionale sulla robotica, consiste in una serie di cinque minuscole parti fondamentali che possono essere assemblate in un'ampia varietà di dispositivi funzionali, tra cui un minuscolo motore che può spostarsi avanti e indietro su una superficie o girare gli ingranaggi di una macchina.

In precedenza, il professor Neil Gershenfeld e i suoi studenti hanno dimostrato che le strutture assemblate da molte piccole e identiche subunità possono avere numerose proprietà meccaniche. (2) Successivamente, hanno dimostrato che una combinazione di tipi di parti rigide e flessibili può essere utilizzata per creare ali di aeroplano che si trasformano, (3) un obiettivo di lunga data nell'ingegneria aerospaziale.

Il loro ultimo lavoro, che sarà presentato alla Conferenza internazionale sulla manipolazione, automazione e robotica (MARSS) ad Helsinki, in Finlandia, aggiunge componenti per il movimento e la logica in un progetto di Neil Gershenfeld e Will Langford, (4) studente del MIT selezionato come migliore allievo per la conferenza.

Centinaia di squali e razze aggrovigliati nella plastica

Centinaia di squali e razze aggrovigliati nella plastica

Centinaia di squali e razze si sono aggrovigliati con attrezzi da pesca persi o gettati via negli oceani di tutto mondo, come dimostra una nuova ricerca.

Gli scienziati dell'Università di Exeter hanno visionato gli studi, già pubblicati da molte fonti, compreso Twitter, concernenti le spiacevoli problematiche a cui vanno in contro gli squali quando vengono letteralmente avvolti o impigliati nella plastica. I ricercatori hanno trovato rapporti su oltre 1.000 individui aggrovigliati, ma il numero reale sarà probabilmente molto più alto, dato che pochi studi si sono concentrati sugli squali e sulle razze.

Il nuovo studio, pubblicato sulla rivista Endangered Species Research, (1) afferma che questi incidenti, per lo più con attrezzi da pesca persi o gettati via, non rappresentano una “minaccia” per gli squali e le razze rispetto alla pesca commerciale, ma la sofferenza che causa è una preoccupazione importante per il benessere degli animali.

Il dottor Kristian Parton, (2) del Center for Ecology and Conservation di Exeter's Penryn Campus in Cornovaglia, spiega: “nello studio è citato come esempio un piccolo squalo mako avvolto in una corda da pesca. Lo squalo è cresciuto e la corda, che era coperta da cirripedi, si è stretta nella pelle danneggiando la sua spina dorsale. Sebbene non pensiamo che l'aggrovigliamento sia una delle principali minacce per il futuro degli squali e delle razze, è importante capire il tipo di pericolo che queste specie affrontano tenendo conto che esse sono tra le più minacciate negli oceani. Inoltre, c'è un vero problema di benessere degli animali perché gli intrecci possono causare dolore, sofferenza e persino la morte.”

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