Salute

Lavarsi le mani previene le infezioni

Con le mani ci si mette di continuo in contatto con il mondo esterno ricco di germi e batteri responsabili anche di gravi infezioni

L'igiene delle mani è peculiare per la prevenzione dalle infezioni.

Le linee guide da seguire parlano chiaro: lavare con cura le mani più volte al giorno significa salvaguardare la propria salute. Con le mani ci si mette di continuo in contatto con il mondo esterno ricco di germi e batteri responsabili anche di gravi patologie.

Quando sono sporche le mani vanno di sicuro lavate, ma non solo: quando si entra in casa vanno assolutamente lavate, prima di toccare qualsiasi cosa situata all'interno della propria abitazione. Anche prima di consumare ogni pasto bisogna lavarsi le mani. Dopo essersi soffiati il naso possiamo diventare veicolo di contagio e quindi lavarsi le mani significa rispetta la salute di chi verrà a contatto con noi.

Con lo scopo di allontanare il pericolo di contaminarsi, quando si frequentano posti affollati non ci si deve dimenticare di lavarsi le mani. I posti più soggetti a contaminazione sono: metropolitane, stazioni, bar, aeroporti, supermercati (attenzione al manico del carrello della spesa!) e i bagni pubblici. Bisogna stare attenti anche agli animali: dopo aver accarezzato gatti, cani e altri animali è utile provvedere alla pulizia delle nostre mani. Prima di procedere nel curare una ferita le mani devono essere accuratamente lavate.

Come si fa a lavarsi le mani?

Sembra una cosa facile ma non è proprio così! Molti si limitano a sciacquarsi le mani con l'acqua pensando di aver fatto cosa giusta.

In Canada visita al museo come terapia

La visita di una mostra, il contatto con l’arte, la cultura, è una terapia per chi soffre di disturbi psicologici ma anche a chi ha una malattia

Il progetto si chiama “The Art Hive” e rappresenta un passo decisivo per quella che è chiamata arte-terapia, secondo la quale la visita di una mostra, il contatto con l’arte, la cultura aiuta chi sta combattendo vere e proprie battaglie fisiche contro una malattia

E poi ci vengono a dire che con l’arte non si campa. La nuova frontiera della medicina proviene dal Canada e parrebbe sovvertire totalmente il significato letterale della suddetta affermazione. Dal primo novembre ogni dottore avrà la possibilità non di consigliare ma di prescrivere ai propri pazienti una bella visita al museo. Si chiamerà “The Art Hive”(1) e rappresenterà un passo decisivo per quella che è chiamata arte-terapia, secondo la quale la visita di una mostra, il contatto con l’arte, la cultura, non sarebbe solo utile a chi soffre di disturbi psicologici ma anche a chi sta combattendo vere e proprie battaglie fisiche contro una malattia.

Un esperimento che durerà un anno

Come scrive la rivista online specializzata positizie.it(2) “Ovviamente la prescrizione, ovvero la visita al museo, sarà totalmente gratuita per i pazienti e per il loro accompagnatore, più due minori di 17 anni, quindi un’intera famiglia, ogni medico avrà a disposizione 50 visite per altrettanti pazienti che ne potrebbero trarre beneficio”. Ancora si parla di un esperimento, il primo del genere al mondo, che sarà messo in atto per un intero anno; subito dopo aver analizzato i feedback da parte dei pazienti si deciderà se continuare o meno.

Curare la cefalea con sostanze estratte dalle piante

Circa il 79% delle piante utilizzate nel passato hanno un'azione anti-infiammatoria e analgesica in grado di contrastare i meccanismi della cefalea

Il 79% delle piante hanno proprietà anti-infiammatorie e analgesiche per curare la cefalea

È quanto emerge da uno studio dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo e dell’Istituto di scienze neurologiche del Cnr sui rimedi vegetali usati nella medicina popolare tra il XIX e il XX secolo. Circa l’80%, alla luce delle attuali conoscenze farmacologiche, presenta componenti in grado di contrastare i meccanismi alla base del mal di testa. Il 40% di queste piante era in uso già da circa 2000 anni. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Ethnopharmacology.(1)

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la cefalea è tra i disturbi del sistema nervoso più diffusi, con conseguenti gravi problemi di salute e disabilità. I ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche - Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom-Cnr) e Istituto di scienze neurologiche (Isn-Cnr) - si sono interessati all’argomento con uno studio sui rimedi vegetali usati dalla medicina popolare italiana tra il XIX ed il XX secolo.

“Alla luce delle attuali conoscenze farmacologiche, circa il 79% delle piante utilizzate nel passato presenta metaboliti secondari (composti organici che non hanno una funzione diretta sulla crescita e lo sviluppo delle piante) con azione anti-infiammatoria e analgesica e comunque in grado di contrastare i meccanismi ritenuti alla base delle principali forme di cefalee”, spiega Giuseppe Tagarelli dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom-Cnr). “Componenti organici quali flavonoidi, terpenoidi, fenilpropanoidi sembrano poter bloccare, in vivo, i mediatori chimici coinvolti nell’insorgenza delle cefalee.

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