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Le salutari proprietà del peperoncino rosso

Peperoncini rossiIl peperoncino previene la crescita dell’Helicobacter pylori, batterio responsabile di gastriti e di ulcere; sotto forma di pomata attenua i dolori reumatici, le nevralgie e il mal di testa; migliora la circolazione del sangue, abbassa il colesterolo, favorisce la digestione, riduce il gonfiore addominale e facilita l’eros perché la capsicina, sostanza di cui il peperoncino è ricchissimo, agevola la vasodilatazione, favorendo l’erezione.

Non è finita qui. Si è scoperto anche che il peperoncino brucia le cellule tumorali. Sören Lehmann dell’università di Los Angeles, autore dello studio ha scoperto che la capsaicina, l’alcaloide principale responsabile della sensazione di piccante prodotta dai peperoncini, è in grado di indurre le cellule tumorali del cancro alla prostata ad innescare il processo di apoptosi, ossia una sequenza di autodistruzione presente nelle cellule.

Lo studio condotto sui topi ha dimostrato che la capsaicina è in grado di indurre l’apoptosi di circa l’80% delle cellule tumorali, e in alcune culture in vitro di cellule umane ne ha bloccato o ridotto notevolmente la proliferazione. Secondo Lehmann la dose somministrata ai topi corrisponderebbe, per una persona di 90 chili, a 400 milligrammi di capsaicina, a sua volta pari al consumo di tre-otto peperoncini della varietà habañera, considerati i più piccanti del mondo. Il contenuto di capsaicina può infatti variare notevolmente a seconda del singolo frutto, oltre che della varietà.

Uno studio realizzato da Richard Mattes e Mary Jon Ludy della Purdue University di West Lafayette, in Indiana (Usa) ha evidenziato invece che il peperoncino è in grado di bruciare le calorie del pasto, eliminare i morsi della fame e aiutare l’organismo a ottimizzare la digestione degli alimenti e l’assorbimento delle sostanze nutritive.

Coldiretti: crollo dei prezzi alla produzione per alcuni alimenti della dieta mediterranea

FrumentoLa Coldiretti, oggi, con un suo comunicato, rende noto come alcuni degli alimenti base della dieta mediterranea, fanno registrare un crollo dei prezzi alla produzione. Sono l'olio, con un -30%, il grano

tenero, con un -15% e la frutta, con un -10%, a destare le maggiori preoccupazioni. Inoltre, anche il riso risulta in calo del 26%. Questi sono solo alcuni dei dati che emergono da un'analisi della Coldiretti, sulla base dell’indice Ismea, in occasione della diffusione dei dati Istat sulla produzione industriale.

Inoltre, complessivamente “ad aprile nel settore agricolo si registra una flessione del 3 per cento delle quotazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

L'organizzazione dei coltivatori diretti, precisa come siano soprattutto i prezzi delle produzioni vegetali, a far registrare un calo più marcato nell'ordine del 5%. Tuttavia, risultano stabili i prezzi di produzione dell'allevamento, con un +0,3%. Invece, si attestano in calo, con un -4%, i prezzi alla produzione del latte e dei derivati, mentre “aumentano le quotazioni degli animali da carne che devono però scontare un forte rincaro nei costi di produzione”.

La Coldiretti poi fa notare come, a differenza del calo che si è verificato alla produzione, “i prezzi al consumo dei prodotti alimentari e delle bevande hanno continuato a salire nel mese di maggio del 2,1 per cento rispetto all’anno precedente, contribuendo al calo dei consumi”.

Dormire poco può incrementare di 4 volte il rischio di ictus

Il sonno è importante e dormire poco può rovinare la salute. Ma all'elenco dei guai causati da un brutto rapporto con Morfeo si aggiunge ora anche l'ictus: il rischio di un 'infarto cerebrale aumenta di 4 volte nelle persone che dormono meno di 6 ore per notte, rispetto a chi ne dorme 7-8.

Il monito arriva dall'èquipe di Megan Ruiter, dell'università dell'Alabama di Birmingham, in uno studio presentato oggi a Boston durante il 26° meeting delle società associate di esperti del sonno (Associated Professional Sleep Societies).

Si tratta della prima ricerca che collega la privazione di sonno con un'aumentata probabilità di ictus, spiegano gli autori. E in particolare, questo è il primo studio che mette in evidenza un maggior pericolo cardiovascolare nelle persone che non dormono abbastanza ma che non hanno altri fattore di rischio, come ad esempio obesità e sovrappeso o apnee ostruttive nel sonno.

Lo studio, durato 3 anni, ha coinvolto oltre 5.600 persone con indice di massa corporea normale e senza precedenti episodi di ictus, chiamate a riferire ogni 6 mesi la durata del proprio sonno ed eventuali sintomi di ictus. «La gente ha imparato quanto siano importanti dieta ed esercizio fisico nella prevenzione dell'ictus - osserva Ruiter - Invece, è ancora scarsa la consapevolezza dell'impatto che può avere sulla salute il fatto di dormire un numero di ore insufficiente.

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