Fauna

Giraffe: nel mondo sono rimasti solo 80mila esemplari

GiraffeDomani Giornata mondiale dedicata all'erbivoro

Vessillo indiscusso della natura africana dal Sub-Sahara al Sud-Africa, dal Kenya alla Nigeria, con il suo lungo collo e il passo elegante, la giraffa ha un futuro a rischio.

Negli ultimi quindici anni ha subito un declino del 40%, con 80.000 esemplari rimasti in natura.

Così le è stata dedicata una Giornata mondiale che ricorre il 21 giugno - quest'anno la seconda edizione - data scelta per associazione con la lunghezza che caratterizza il collo della giraffa: il 21 giugno ha il giorno più lungo o la notte più lunga a seconda dell'emisfero in cui si vive, come spiega la 'Giraffe Conservation Foundation'.

Animale nazionale della Tanzania e considerato 'reale' in Botswana, è a rischio estinzione secondo l'Iucn (l'unione mondiale per la conservazione della natura) che nel 2008 ha inserito nella lista rossa la giraffa dell'Africa occidentale e nel 2010 quella di Rothschild.

In Uganda, in particolare, oltre a subire il problema generale della frammentazione dell'habitat a scopo produttivo, la giraffa è incalzata dall'incremento dell'attività mineraria nel Parco nazionale Murchison Falls.

La cavezza antisucchio: un'altra mostruosa invenzione dell'industria del latte

Cavezze antisucchioIn questo video potete vedere un piccolo vitello al quale è stata applicata la cosiddetta “cavezza antisucchio”, un dispositivo comunemente utilizzato in zootecnia che viene fissato al naso dei vitelli in modo che qualsiasi tentativo di succhiare dalla madre il latte (come ogni bimbo di qualsiasi specie mammifera farebbe) venga meccanicamente impedito e tutto ciò affinché non ne possano beve il latte, perché destinato ai “consumatori”.

Nel sistema continuo di produzione del latte la nascita di un vitello maschio è assimilabile per l'allevatore ad una "tragedia" in termini economici, ed in termini reali per la vita del piccolo vitello.

Così, nutriti artificialmente per qualche mese in minuscoli box (tali da consentirgli il minimo movimento possibile in modo tale che la carne risulterà poi più tenera), tutti i nati maschi, verranno infine condotti, dopo poco tempo, in un macello per essere assassinati e fatti irriconoscibili a pezzi (diventando ”vitella da latte” per macellerie).

Oltre la metà delle patologie sono trasmesse dagli animali

AllevamentoLe zoonosi, le malattie che sono trasmesse all'uomo dagli animali come l'aviaria o la tbc, ogni anno colpiscono direttamente o tramite contagi successivi tra uomo e uomo 2,5 miliardi di persone, uccidendone 2,7 milioni.

A dirlo è uno studio pubblicato dalla rivista Nature, secondo cui tra gli hotspot delle epidemie ci sono aree nei Paesi in via di sviluppo ma anche negli Usa e in Europa. Secondo lo studio coordinato dall'International Livestock Research Institute inglese, il 60% di tutte le malattie umane e il 75% di tutte le infezioni emergenti sono di origine animale.

La più letale è la brucellosi, malattia batterica che colpisce i bovini ma che si può trasmettere all'uomo, ma sotto osservazione ci sono anche quelle emergenti, come l'influenza aviaria, che potenzialmente possono espandersi in tutto il mondo.

ALIMENTAZIONE - «Le zoonosi sono uno dei pericoli maggiori per l'uomo - spiega Delia Grace, principale autrice dello studio -. Debellare le epidemie nei paesi più colpiti è cruciale per proteggere anche il resto del mondo. La domanda sempre maggiore di carne per l'alimentazione probabilmente aumenterà i rischi nei prossimi anni per molte patologie».

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