Comunicazione

Internet e il World Wide Web

InternetC’era una volta il World Wide Web, nella testa del suo inventore, Tim Berner’s Lee. Un uomo a cui non importava molto della tecnologia in sé e per sé, quanto della possibilità di mettere in contatto istantaneamente uomini, risorse e conoscenze distanti nel tempo e nello spazio, senza mediazioni.

Il World Wide Web si fonda su un’idea ancora più anarchica: Internet. La rete delle reti è una tecnologia, sviluppata in ambito governativo militare, nata per garantire un sistema di comunicazioni che fosse tollerante alle interruzioni. Si basa infatti su un protocollo (il cosiddetto TCP/IP) che consente di smistare i dati su canali diversi, calcolando da sé il percorso migliore per giungere lo stesso a destinazione nonostante, ad esempio, il nemico abbia distrutto un collegamento fisico.

Due tecnologie, il World Wide Web e il TCP/IP, che hanno rivoluzionato il mondo, consentendo dapprima una crescita esponenziale della condivisione di documenti e studi in ambito universitario, e poi ponendo le basi per un nuovo Rinascimento fatto di condivisione, disintermediazione, scrittura collaborativa, consapevolezza aumentata.

Internet e il World Wide Web hanno reso obsoleto il vecchio mondo piramidale, basato su precise strutture di intermediazione tra informazioni, merci, potere.

La realtà-verità è per pochi eletti

MediaTalvolta il buon Dio mette sulla nostra strada delle coincidenze, che definirei significative, al fine di ricordarci di appartenere ad un Tutto collegato. Siamo nel territorio dove i simboli, i presagi, precedono ogni cosa come importanza, compresa la logica.

La scienza moderna vorrebbe distoglierci dalla magia (uso tale termine-contenitore, per rappresentare tutti quei fenomeni che violano le leggi correnti della fisica e della biologia), ma l'incontriamo ogni giorno dietro l'angolo, pronta a far saltare le nostre convinzioni di causa/effetto, di spazio/tempo. Cristoforo Colombo ritardò la partenza per le Indie di un giorno perché quel 9 del mese di Av, in cui sarebbe dovuto partire, è un giorno nefasto.

Da questo punto di vista proprio il mio profilo fb che state visitando (ma non solo il mio, ovviamente) rappresenta una coincidenza terribilmente significativa perché, nel territorio della stregoneria (dove operano i nuovi umanisti luciferiani che governerebbero il mondo) costituisce un pessimo presagio.

Sono vivo e vegeto e indipendente, mentre alcuni benpensanti italici, politicanti intellettuali attori cantanti, stanno tentando di imbavagliare il libero pensare.

Mi batto perciò da anni affinché non ci si pieghi al programma Unesco di schiacciare identità culture Patrie.

La storia degli SMS, una innovazione iniziata 25 anni fa

SMSLo tsunami WhatsApp li ha travolti, ma gli Sms sono stati l'inizio di una rivoluzione comunicativa che ha avuto ripercussioni su decine di fronti, dall'industria dei cellulari alla lingua scritta.

Un fenomeno cominciato 25 anni fa, con un augurio di "Buon Natale", e che oggi è in declino ma ancora lontano dall'addio.

A mandare il primo sms fra due dispositivi elettronici è l'ingegnere della Vodafone Neil Papworth il 3 dicembre del 1992. “Merry Christmas” il contenuto del testo che invia dal suo computer (i cellulari non avevano lettere sul tastierino) al telefonino di un collega su rete Gsm. L'idea era quella di usarlo come un servizio di cercapersone, scrive Papworth sul suo sito: “Nessuno aveva idea delle proporzioni che il fenomeno avrebbe avuto”. Le rivoluzioni cominciano sempre così.

In realtà per il primo sms scambiato tra due telefoni cellulari occorre aspettare l'anno successivo, il 1993, con l'esperimento di uno stagista della Nokia, il finlandese Riku Pihkonen. La tecnologia ci mette un po' a ingranare ma nel giro di pochi anni gli sms diventano di massa.

Il boom arriva a fine anni Novanta a braccetto con quello dei telefonini nelle mani dei più giovani. Nel 2007 negli Usa per la prima volta i messaggi scambiati ogni mese superano le telefonate. I primi social emergenti vi si ispirano, come Twitter che ha abbandonato la forma telegrafica dei post solo poche settimane fa. Nel frattempo proprio nel 2007 comincia una nuova alba per la comunicazione digitale: con l'arrivo dell'iPhone e delle app, volàno per gli smartphone, niente sarà più lo stesso.

Le scimmie hanno comportamenti tecnologici

Cebi barbutiI cebi barbuti di Fazenda Boa Vista, in Brasile, tramandano di generazione in generazione comportamenti tecnologici come l’uso di strumenti per rompere noci di palma: allo studio che ha ottenuto la copertina di Pnas partecipa Elisabetta Visalberghi dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr

Le tradizioni culturali umane si mantengono attraverso meccanismi quali l’imitazione e l’insegnamento.

Ma cosa accade in altre specie?

I risultati di uno studio su una popolazione di cebi barbuti ‘Sapajus libidinosus’, condotto da un gruppo di ricercatori - fra cui Elisabetta Visalberghi dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Istc-Cnr) - a Fazenda Boa Vista, nel Nord-Est del Brasile, mostrano che l’uso di strumenti per queste scimmie è una ‘tradizione’ che gli individui imparano da giovani e che passa di generazione in generazione.

L’articolo ‘Synchronized practice helps bearded capuchin monkeys learn to extend attention while learning a tradition’ è stato appena pubblicato sul numero dei Proceeding of the National Academy of Science (Pnas) guadagnandosi anche l’onore della copertina.

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